Adam Vaccaro

Gabriela Fantato – La seconda voce

Pubblicato il 22 luglio 2018 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Gabriela Fantato, La seconda voce
Transeuropa, Massa, 2018 – pp. 64

Rivendicazione umile, è l’ossimoro che emerge da questi testi, immersi e innestati nel flusso ardente e circolante nelle carni di chi scrive. Che viene rivissuto, rivisitato e fatto fonte incessante di Rinascita, di Parola e Voce nuova, appunto, di seconda voce, che dà il titolo e il senso della raccolta. Seconda, quindi, che qui non ha riverberi di secondario, minore, ma di rinnovata vita nova. Termine che è anche nel nome della Collana di poesia, “NUOVA POETICA”, che accoglie il testo. E che sia un caso o meno, non importa.
Conta che l’elaborazione del nuovo, implica conoscenza, quindi passione per ciò che precede, pur senza appiattimento acritico da epigono: rivendicazione ferma e umile di amore, capace di ridare vita nuova alla ricchezza racchiusa, impressa e trasmessa nella e dalla Poesia che più ci coinvolge – vedi il poemetto che chiude il libro, Marina Cvetaeva, l’ultima notte.
Ma questo è solo uno dei due flussi radicali che genera la poesia di Gabriela – in particolare in questa raccolta –, quello che trae alimento da voci e scritture precedenti. L’altro alimento del libro è innervato nel contesto storicosociale, in cui l’esperienza – a diretto contatto o a distanza, nel tempo e nello spazio – sa trarne intensità ed essenze di fiori e tenebre. Sa farsi carne del Soggetto Storicoreale (SSR), per poi tradursi in voce del Soggetto Scrivente (SS).
Nel libro agiscono entrambi questi due corpi radicali, come pilastri costitutivi di una forte tensione alla totalità intra e intersoggettiva, che chiamo Adiacenza, che costruisce forma e intreccio delle lingue del testo e delle sue forze della forma, tratte dunque sia dalla stanza che nella strada.
Voce e parole che vogliono farsi Verbo sacrale (come sottolinea in Prefazione Laura Liberale), ispirato sia dal canto di carte – per l’Autrice – alte, sia da pre-testi incarnati da vite altre, fonti di dittati amorosi ed etici che impongono il dono di restituzioni degne, tra-dotte in materia e passione di poesia. Scorrono così, quasi come ex voto, memorie e figure che vanno da affetti famigliari a squarci di esperienze politiche condivise, a vicende drammatiche singole e collettive.
Ne scaturisce un moto che fa parlare di nuovo o dà voce a chi/cosa non ha mai parlato, vittime – in particolare femminili, benché prive di aloni femministi – i cui nomi tendono ad ammassarsi e a sparire irrilevanti: “il tormento sfiora le cose”, canta un verso, e sta in questo tormento la linfa adiacente che si fa “seconda voce”, di una pietas riparatrice contro una “Unica certezza, unica sorte/ una comunità d’ignoti, in marcia, in ressa,/…/dentro l’addio.” (Cancellazione, p.14)
Sacralità amorosa, animale e materica, un filo rosso conduttore dell’espressività di Gabriela, condensato nei versi intensi di La materia dei sogni e Materica, delle pp. 18 e 19: “Ecco il sangue giusto che ci corre,/ quel sempre scendere e poi ancora risalire,/…/…ancora e ancora/ a ogni vento”; e “Siamo carne, semplice materia/ – ossa, nervi sottilissimi noi siamo/…eppure, eppure se ti vengono dei sogni,/…/ vanno dove non t’aspetti/…e lì si ricomincia”. Precedono e seguono versi di altri due testi, Invocazione, e Invocazione II – non casualmente collocati subito prima e subito dopo, alle pp. 17 e 21 –, che abbracciano e insieme definiscono il nucleo della poetica di Fantato, non solo di questo libro: “Invoco quello stare dritto/ davanti e dentro il mondo”(p.17), e “Vita, vita schiacciata, vita che salva/ non sei, vita dei senzanulla,/ dei perduti e andati, dei mai trovati,/ vieni! vieni, vita dei senzavoce,/…/ Vieni, vita – sono qui, ti ascolto.”
Anche solo da pochi versi si possono cogliere i loro ritmi, con battiti omofonici e palpitanti, di un corpo del SSR, teso a comporre sequenze del SS di “parola materiale e lirica” (Leopardi). Ritmi che, come sopra detto, tra spazi intimi e luoghi aperti percorrono il crinale del trambusto di tragedia e gioia, tra fede e speranza nella ciclicità fenomenologica che “lì si ricomincia”, tra possibili rinascite e smarrimenti di un amore per la vita che resiste nelle proprie profondità inconsce e animali. Un tema che non si estingue in Gabriela (vedi L’estinzione del lupo, Empirìa, 2012).
Luglio 2018

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Anticipazioni – Lidia Sella

Pubblicato il 15 giugno 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Lidia Sella

Inediti

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Con un commento di Adam Vaccaro

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Nota dell’Autrice

I poteri forti ci hanno rinchiuso in una gabbia a forma di 1. Hanno impiccato i sudditi al gancio di un’unica verità. Si sono arrogati il diritto di stabilire in esclusiva ciò che è buono/giusto/sacro.
E noi siamo tenuti a uni-formarci. Schiavi di regole cervellotiche impartite dalla cupola mondialista.
Costretti a inchinarci davanti alle superstizioni monoteiste. Obbligati a percorrere la carreggiata a senso unico del pensiero politicamente corretto.
Omologazione, sradicamento e meticciato globale minacciano la specificità dei popoli, negano la pluralità delle idee, e del sentire, abbattono l’albero della tradizione. I poeti non hanno altra arma che le parole e la fiamma del pensiero. Perché allora non usarle per contrastare l’oppressore e gli invasori? Traduciamo in un grido catartico l’indignazione contro la barbarie dell’ignoranza e della bruttezza. Scuotiamo le coscienze di chi è inconsapevole. Opponiamoci al tragico destino di decadenza ordito contro di noi. Che almeno un segno di ribellione resti, un riverbero umano nella terra desolata del declino.

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Luigia Sorrentino sul blog di Poesia della Rai – RaiNews

Pubblicato il 11 giugno 2018 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro

Segnalo il post che Luigia Sorrentino, curatrice su Rai News de Il primo Blog di poesia della Rai, ha dedicato alla mia poesia.

Leggi e commenta su:

http://poesia.blog.rainews.it/2018/06/adam-vaccaro-fare-poesia-oggi/#more-62130

Adam Vaccaro

Articolo di D. Bisutti su POESIA dedicato a Seeds

Pubblicato il 11 giugno 2018 su Recensioni e Segnalazioni da Maurizio Baldini

Cari  tutti,

voglio condividere con amiche e amici interessati, un bell’articolo di Donatella Bisutti sul N. 338 (Giugno 2018) del Mensile Internazionale di cultura poetica “POESIA” di Milano, dedicato al mio libro Seeds (Chelsea Editions, New York, 2014) e al mio percorso di ricerca espressiva. Ringrazio Donatella per l’analisi puntuale – relativa sia ai miei testi, sia alla pregevole traduzione di Sean Mark – che il suo articolo ha saputo enucleare e trasmettere.  

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Anticipazioni – Christian Tito

Pubblicato il 1 maggio 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Christian Tito

Poesie inedite

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Con un commento di Adam Vaccaro

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La più poderosa sensazione che Milano sia una città estremamente affascinante e di una bellezza non convenzionale la ebbi guardando il tempo dei gitani di Kusturica attraverso gli occhi di Perhan, giovane protagonista che, per una serie di vicissitudini legate alla sua uscita dalla Jugoslavia, precedente alla dissoluzione della repubblica titoista, si trova a vivere la capitale lombarda in una randagia vita marginale. Abitavo a Milano da poco più di un anno e sentii, guardando quel film, felicità e stupore per i brevi frammenti che ritraevano la città in cui vivevo da poco sotto una luce completamente nuova. Saltavano improvvisamente tutti i comprensibili stereotipi legati a moda, design e aperitivi fashion e si apriva un ventaglio molto più ampio sulle sue contraddizioni e i suoi contrasti da cui mi sentivo molto attratto. A quei tempi lavoravo per le Farmacie comunali che erano in prevalenza dislocate nei quartieri periferici. Nei lunghi intervalli lavorativi amavo girare a piedi; spesso in solitudine. Di frequente attraversavo le strade più nascoste di Corvetto, Quarto Oggiaro, Barona, Giambellino e, soprattutto grazie alla mia professione, entravo nelle case di chi in quelle zone ci abitava.
Milano e la sua gente, ovvero tutti gli uomini che in essa vivono o quotidianamente vi transitano, sono state e continuano a essere per me fonte di ispirazione e questo, mi accorgo oggi, dopo 16 anni in cui è qui che vivo, ha generato un legame forte; un affetto profondo.

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L’origine – di Domenico Cipriano

Pubblicato il 5 aprile 2018 su Saggi Poesia da Adam Vaccaro

L’origine e l’Appartenenza
In L’origine di Domenico Cipriano

Adam Vaccaro

Domenico Cipriano, L’origine, l’arcolaio, Forlimpopoli, pp.60, 7€

Ci sono poesie che leggiamo con una operazione mentale di sguardo dall’esterno del suo altro o estraneo, che il piacere del testo tras-forma in alimento di crescita della nostra identità, nel suo moto vitale, autopoietico e proteiforme. Ci sono poi testi (e intendo con ciò anche immagini, suoni, emozioni ed esperienze di qualsivoglia condivisione intensa), come L’origine di Domenico Cipriano, che sono materia e specchi subito riconosciuti parte di noi. È un tipo di condivisione che dona senso di appartenenza in quel tutto che possiamo prendere sempre e solo in parte, magari per “la grazia di frammenti/ provenienti da lontano”, o per qualche “dettaglio marginale – sepolto e inaccessibile –/ che compensa l’angoscia/ la distanza sconfinata dalle stelle” (p.23).
Già con questi versi viene divaricata la complessità non riducibile delle nostre esperienze. Di quel Tutto, che pure è utero che fa di noi ciò che siamo, non riusciamo peraltro a vincerne il senso di distanza insopportabile. A cominciare da quello che Claudio Magris chiama primogiardino, luogo della nostra prima visione e (ri)creazione mentale del mondo. In tutti i casi la poesia ci affascina se sa dirci che “la memoria è un cuscino ardente”(p.35), voce dell’anima comune nel mare di ricchezza e molteplicità di una umanità, che chiede virtude e conoscenza.
Una complessità che comincia nell’incrocio strabico che fa vedere anche noi stessi come “dal di fuori”. Ma il “chiarore della mente/ che non lascia arrendere la conoscenza”, può farsi epifania di una sollecitazione etica: “salviamo la distanza” (p.22). Che qui vuol rovesciamento di clessidra, operazione mentale e vitale per la quale ciò che ci appare esterno diventa nostro, il nonluogo diventa luogo, e l’estraneo diventa fratello. Il che vale anche per la nostra immagine riflessa in uno specchio all’inizio del nostro percorso di formazione. O parimenti per lo specchio-scrittura, rispetto al quale c’è l’atteggiamento di chi si compiace del suo tasso di falsificazione o ri-velazione; e chi, invece, come Cipriano, dice “Soffro la distanza della scrittura”(p.33), per cui tutta la sua azione poetica diventa (f)attore prezioso di una tensione tesa alla riduzione di tale distanza.

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Anticpazioni – Massimo Pamio

Pubblicato il 15 marzo 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Massimo Pamio

Inediti da Indivinazioni

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Con un commento di Adam Vaccaro
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L’ultimo mio libro è uscito nel 2010. Ho continuato a scrivere con alacrità, ma non ho più pubblicato nulla, non ne conosco neanch’io le ragioni: forse perché non ritengo che esista più un pubblico della poesia attento e sensibile, non si riusciva prima a trovare qualcuno che amasse cordialmente, sinceramente, la poesia, figurarsi adesso, in questo periodo in cui un’enorme flusso di dati e di scritti ha invaso i molteplici piani della comunicazione, rendendo la poesia un dato informativo eccessivo, superfluo, ridondante.
Forse, è nel silenzio che la poesia può veramente sopravvivere e non nel mondo del blabla, degli urlatori che alterano non solo il tono ma anche le sintassi delle parole. La parola conduce al silenzio e dal silenzio trova linfa, i poeti sono eremiti che abbandonano l’io a una sorte interiore, per fare ingoiare l’io da abissi, da profondità ctonie. Così ho incontrato un poeta sensibile che ha voluto duecento miei versi e li pubblicherà su una rivista, il lavoro poetico che va dal 2010 al 2012. Ve ne anticipo una piccola parte inedita, che non è una vera anticipazione, ma una posticipazione del mio fare poetico. Un ritorno al passato, per meglio ascoltare il silenzio del mio tempo. Il vero anticipare è, oggi, venire da, essere lontani, procrastinare, rendersi invisibili.

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La neve e il senso – in Amedeo Anelli

Pubblicato il 23 febbraio 2018 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

La neve e il senso

in Neve pensata
di Amedeo Anelli, Mursia, 2017 – pp. 69, 15€

Adam Vaccaro

Un piccolo intenso libro che irradia e inonda di sensi. E non meraviglia, considerato l’Autore, che con la rivista Kamen da decenni non smette di aprire spazi europei e internazionali, alla cultura e specificamente alla poesia nostrane, spesso tendenti a chiusure provinciali. È un libro che, già col titolo impone di…pensare. O meglio ripensare, qualcosa che dovrebbe essere ormai banale, cioè la differenza irriducibile tra cosa e parola, che tuttavia spesso, perfino per una parte degli scriventi, non così scontata. Il pensiero, il pensare, è esercizio che oggi scivola facilmente su sassi e frane tecnologiche, tra i quali il cartesiano cogito ergo sum è fagocitato da clic che spillano anziché flussi da botti colme di liquori distillati dal tempo, sequenze arroganti di dictatoriali pacchettini di presente senza memoria.

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Anticipazioni – Paolo Valesio

Pubblicato il 1 febbraio 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Paolo Valesio

INEDITI
Un colpo di vento fra le cose

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Con un commento di Adam Vaccaro

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Sento la dimensione trascendente come qualcosa che sempre appare/traspare, e resta sempre elusivo; e inoltre cerco di mantenere una posizione di equidistanza fra la dimensione del sacro e quella del profano. Ciò significa, fra l’altro, che la mia non è poesia religiosa.

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La poesia come seme e raccolto

Pubblicato il 28 gennaio 2018 su Recensioni e Segnalazioni da Maurizio Baldini

La poesia come seme e raccolto
in Seeds di Adam Vaccaro

di Luigi Cannillo

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Seeds di Adam Vaccaro, Selected Poems 1978-2006
Selected, Edited, Translated and Introduced by Sean Mark, Chelsea Editions, New York, 2014

Adam Vaccaro svolge da decenni attività culturale e letteraria non solo nello specifico ambito della scrittura poetica ma anche in quello della critica e della progettazione e organizzazione di eventi. Così, accanto e insieme alle diverse raccolte di poesia è rilevante la sua opera critica, per la quale, oltre ai numerosi interventi su riviste cartacee e in rete, è da ricordare il suo Ricerche e forme di adiacenza, Asefi, Milano, 2001. Infine, ma non da ultima, è indispensabile ricordare la sua attività di fondatore e organizzatore dell’associazione culturale Milanocosa. Si tratta quindi di una presenza a tutto tondo, che mette in primo piano lo sviluppo di un pensiero vigile e critico nei confronti del contesto sociale e politico nel dialogo tra diversi linguaggi espressivi.

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