Pubblicato il 26 settembre 2023 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro
POESIA STORIA E VITA
La ricerca incessante di Claudia Azzola
Adam Vaccaro
Claudia Azzola, Tutte le forme di vita, La Vita Felice, Milano 2020
Conosco Claudia Azzola da ormai diversi decenni, e quello che verifico a ogni suo libro è una ricerca di rigore metodologico, che prosegue lungo binari-guida, curati in poesia e narrativa. A tale proposito, richiamando Hoerderlin, diceva in una articolata dichiarazione di poetica del 2006: “L’arte è la via della natura alla civiltà e dalla civiltà alla natura”.
È una sintesi che dice già la sua visione di un poièin, determinato e innervato in un moto interminabile di misura con la totalità. Per cui aggiungeva, se tale fare “unisce vita e poesia”, sta proprio in tale tensione la conoscenza della “complessità, pur nella frantumazione” dell’immenso di cui l’arte cerca di ricostruire unità e senso. Ricerca che può essere concentrata nel nome di Dio o in laiche elaborazioni culturali collettive, in cui “l’io si debba mettere nell’angolo”, sia rispetto agli spazi dell’inconosciuto invisibile e mai totalmente conoscibile, sia rispetto al territorio che si distende davanti ai nostri occhi. Territorio di spazio e tempo che ci rende piccoli e al tempo stesso ci chiede di crescere e capire.
È la sollecitazione originaria dell’essere umano, che lo arricchisce di sapienza e gioia, e ne definisce la sua identità. E che in quella nota di poetica, Azzola così sintetizzava: “La mia passione è ricongiungere l’esistenza all’essere, e ciò ha luogo attraverso la parola poetica che collega la psiche alla cosa invisibile, al rimosso dell’esistenza”. Ma per il poièin, se è teso alla totalità, “Non ci sono cose estranee alla poesia, canto ininterrotto d’esistenza, vita che prorompe da dentro” verso “l’esperienza umana” che si sviluppa dal “sociale, all’eros, alla storia”. Dopo di che rivendicava con fierezza; “la mia poesia contiene la storia o, meglio è poesia che ha sofferto la storia”.
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