A. Gaccione

Festival Bagutta Letteratura

Pubblicato il 18 dicembre 2025 su Eventi Suggeriti da Maurizio Baldini

Festival Bagutta Letteratura

A cura di Annitta Di Mineo

Sabato 20 dicembre 2025

H 11 – Antologia Critica, Percorsi di Adiacenza, di Adam Vaccaro, Marco Saya Edizioni – Con l’Autore, Luigi Cannillo, Laura Cantelmo, Claudia Azzola, Maria Pia Quintavalla, Angelo Gaccione, Il Duo Poemus di G.Guidetti e B. Gabotto, Marco Saya;

H 12,15 – Antologia NON NEL NOSTRO NOME – 100 Poeti italiani in difesa della dignità umana, Edizioni Mondo Nuovo,a cura di Massimo Pamio e Adam Vaccaro – Con Luigi Cannillo, Laura Cantelmo, Claudia Azzola, Filippo Ravizza,Nino Iacovella, M. Pia Quintavalla, M. Carla Baroni, Barbara Gabotto, Giacomo Guidetti, Ottavio Rossani.

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Una gioiosa fatica – Angelo Gaccione

Pubblicato il 12 dicembre 2025 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro

UNA GIOIOSA FATICA
Gaccione, la complessità di un poeta e del suo stile.

Laura Cantelmo

Angelo Gaccione, Una gioiosa fatica (1964-2022di ), La scuola di Pitagora, 2025, Pagine 160 € 18,00

Leggi anche su “Odissea”, venerdì 12 dicembre 2025
https://libertariam.blogspot.com/2025/12/una-gioiosa-fatica-di-laura-cantelmo.html

La rivista fondata da Angelo Gaccione, che molti conoscono e oggi leggono quotidianamente on line, non a caso è denominata “Odissea”, a indicare il nostos procelloso che è stato il percorso di vita del suo direttore: non tanto un ritorno nostalgico alla terra d’origine, quanto il ricondurre ogni azione al principio morale che è stato il faro della sua esistenza, il senso del suo Dasein: l’antifascismo, l’impegno civile volto a riscattare la dignità degli esseri umani e della natura stessa e, in questi anni di proposte belliciste, la fiera opposizione al riarmo e alla guerra. Nato in Calabria, Gaccione ha studiato alla Università Statale di Milano negli indimenticabili anni della contestazione operaia e studentesca. Il suo destino è quello del viaggio, sotto forma simbolica oltre che reale.
Del viaggiatore manifesta l’amore per i luoghi che ha visitato o dove ha trascorso i suoi anni oppure brevi periodi e da vero Odisseo diffonde intorno a sé quel sentimento struggente chiamato nostalgia, senza mai venirne travolto. Ogni città, ogni paese visitato diveniva occasioni per stringere amicizie ed episodiche relazioni umane. Non essendosi mai sentito un déraciné che si tormenta nel rimpianto, Gaccione ha amato sia la terra dove vive che quella dove è nato. Da cittadino del mondo, che conosce e accetta la complessità, si muove con occhio disincantato ed affettuoso, penetrando nel profondo di ogni realtà, traendone un positivo legame con la vita, come lotta contro ogni sopraffazione. Una gioiosa fatica (La Scuola di Pitagora Editrice, Napoli 2025, pagine 160 € 16) come ogni autoantologia, è di per sé il racconto di una vita e gli interventi di illustri personaggi, che corredano il libro, come il poeta dialettale Franco Loi, il filosofo Fulvio Papi insieme all’introduzione del poeta Tiziano Rossi, affermano la sua versatilità poetica e la tempra morale che traspare da ogni suo scritto.
Anche quella splendida e terribile raccolta di racconti, L’incendio di Roccabruna (apprezzata e introdotta da Vincenzo Consolo), nasce dalla narrazione delle colpe storiche che hanno macchiato in un lontano passato la sua terra natia. La cui onta l’Autore sente ancora riflettersi su di sé, benché gli eventi vadano contestualizzati in un tempo nel quale persecuzioni religiose e violenze verso gli ultimi e i diversi fossero consuetudini mai tenute a freno da alcun Habeas corpus. Quel libro è stato un j’accuse verso i Padri della sua terra, che quelle violenze avevano conosciuto per tradizione orale o attraverso la Storia ufficiale e le avevano poi colpevolmente rimosse. Ed ha anche segnato per lui la distanza da quel mondo privo di pietas, dall’oblio che lo aveva reso un passato da dimenticare, condizionando il suo posizionarsi sempre in difesa della libertà, dei diritti umani e della non violenza.
In questa raccolta antologica, con buona ragione intitolata Una gioiosa fatica, incontriamo un Io lirico più rasserenato, che ripercorre la propria produzione poetica dai primissimi e pregevoli versi dell’età preadolescenziale, fino ai testi, compresi nelle sezioni definite ora “Le illuminate”, ora “Le arrabbiate”, ora come “Le sacre” o “ Le dolenti”, a seconda dello stato d’animo e dell’occasione che li ha dettati: il rifiuto del male, oppure, gli affetti, le memorie di viaggio, gli incontri e le frequentazioni di carattere intellettuale o politico. Un Io che ha trovato pace nell’opporsi alla brutalità che ha gravato come stigma sulla storia dei Padri, rendendolo erede di quella progenie.
“La poesia mi è appartenuta. Io sono appartenuto alla poesia” scrive Gaccione nell’Incipit, ed è un’affermazione che si comprende leggendo due brevi testi scritti ancora adolescente, miracolosamente salvatisi dal turbine della vita, e dai quali risplende con evidenza un talento poetico precoce per profondità di pensiero e finezza di stile. Eppure, quell’affermazione può suonare un po’ deviante, se si conosce la produzione letteraria dell’Autore, che attraversa i più svariati generi: le opere drammaturgiche, i racconti, gli aforismi, le fiabe, i saggi, un libro dolcissimo e forse unico nel suo genere, come Lettere ad Azzurra, scritto da un giovane futuro padre, durante i nove mesi di gestazione della moglie, fino alla nascita di Azzurra, sua unica figlia.
La suddivisione della raccolta in sezioni focalizza temi o umori differenti, tutti espressione di un sentimento dell’esistenza, in tutte le sue forme, fino alla questione climatica, come supremo valore da rispettare. La sua è la voce di un laico che rifiuta la violenza, il servile ossequio al pensiero unico e il conformismo dell’informazione: “(…) veli di sangue per coprire l’infamia/ cadaveri di lusso/ che respirate idiozie […] / per pietà/ tacete!” (p. 21). Il tono intimamente lirico marca periodi di sofferenza a seguito dell’affermazione delle proprie idee: “(…) ho pagato il silenzio di generazioni / fino a mio padre che non si è ribellato abbastanza /Non stupitevi se oggi mi vesto di lupo” (p. 28). La chiusura amara della sezione intitolata “Le illuminate” – per quella eredità illuministica che le caratterizza – suona, nel lontano 1978, come previsione di Cassandra del tempo presente: “Più nessuna certezza, nel secolo dell’incertezza/può fugare i nostri dubbi. […] Si spengono gli ultimi lumi del chiaro intelletto […] Nessuna luce oppone resistenza.” (p. 34).
La sezione “Le milanesi” è una dichiarazione d’amore alla città del cuore, Milano – “Conosco una città / che molti dicono brutta […] ma non l’amerei se fosse perfetta” (p. 51) – indicando il fascino delle sue segrete bellezze, scorci della città dove “la notte è degli artisti, il giorno è dei mercanti”. E il pensiero corre inevitabilmente a Piazza Fontana e alla strage che la insanguinò nel 1969, la cui doppia verità è messa in luce da due lapidi dedicate all’anarchico Pinelli, che testimoniano dello stridente contrasto tra la versione ufficiale di quella morte, fornita dallo Stato e quella di cui Pasolini si fece interprete, dando voce al sentimento comune della cittadinanza in quel lapidario e indimenticabile: “Io so”, che puntava il dito verso la pista nera come responsabile della strage e delle oscure macchinazioni che portarono alla tragica morte dell’anarchico.
L’amore per la terra natia non gli impedisce di vederne ancora e sempre le discrasie. Con un amaro senso di perdita, che si muta in dolorosa reprimenda, nella sezione “Le arrabbiate” Gaccione si rivolge ai suoi conterranei: “Perché, figli della Magna Grecia, / vi siete inimicati gli dèi/ rinunciato alla pietà/ obliato la sacra ospitalità dell’amicizia/ […] e, imitando i barbari, / barbari vi siete fatti voi stessi?” (p. 67). La Calabria del cuore resta, nelle sue contraddizioni, una spina sanguinante, come quella di un oscuro tradimento. Il linguaggio, mimeticamente aderente al tema, è qui ricco più che altrove, di evocazioni classiche.
Un amore per la vita, il suo, che è rispetto per l’essere umano e per la natura; che si espande a tutte le attività e relazioni ed emerge in particolare nelle poesie in cui si avverte un’ariosità grazie all’uso dell’endecasillabo. Il suo ritmo accompagna ora il senso di pietas, ora l’entusiasmo nella descrizione dei luoghi, ora l’amore, così come nelle poesie rivolte agli affetti familiari. Tra queste ultime, segnaliamo la divertente geometria dell’acrostico di pagina 118, nel quale troviamo “combinati”, sapientemente, i nomi della figlia Azzurra e della nipotina, Allegra. Nelle varie sezioni (dodici in tutto), il Poeta è sempre attento ad esplorare forme inconsuete, a cercare nuovi ritmi.
Con varia intensità, il fil rouge della passione civile percorre l’intera antologia. Intense le meditazioni di carattere filosofico ed esistenziale sulla vita e sulla morte. Segnaliamo: “Sotto ogni cielo”, “Testamento”, “Morti in vita”, “Vecchiaia”, “Addio”, “La conta”, comprese nella sezione “Le diverse”. In “Morti in vita” (p. 123), lo scherno è rivolto agli ignavi, quelli che Dante aveva aspramente punito, destinandoli all’Antinferno, per essersi schierati contro il male. Scrive Gaccione: “(…) da vivi erano così morti / che nessuno si accorse della loro esistenza”. “Testamento” è un testo pervaso da una sottile ironia: da uomo vissuto di libri e tra i libri si concede di dettare un testamento, affinché le sue ceneri trovino riposo sugli scaffali di una biblioteca, dove potrà incontrare amici e sodali, gli autori racchiusi in quelle pagine.
Nella parte finale del volume incontriamo versi che più espliciti non potrebbero essere. Gaccione rivendica con orgoglio la scelta di essersi schierato dalla parte della vita contro massacratori e guerrafondai: “Io sono uomo di parte, / e sto da una parte sola. […] Opporremo la nostra gioiosa libertà, / al vostro lugubre arbitrio;/ e finché lascerete in piedi l’ultima rovina, / noi saremo lì a ricordarvi/ che siamo stati dalla parte della vita:/ voi no” (p. 133). Questa la sua eredità morale, gioiosa come solo la libertà può essere.

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Antologia Non nel Nostro Nome

Pubblicato il 25 novembre 2025 su antologie da Maurizio Baldini

Via Laghetto 2 – Milano

3 dicembre 2025 – h. 17,00-19,00

 

Associazione Culturale Milanocosa

in collaborazione con Edizioni Mondo Nuovo

presenta

 a cura di Adam Vaccaro

L’Antologia

Cento poeti italiani in difesa della dignità umana

NON NEL NOSTRO NOME

A cura di Massimo Pamio e Adam Vaccaro (Ed. Mondo Nuovo 2025, pagg. 220)

Un’antologia di poesia italiana, di voci che, nello scenario internazionale attuale, rivendicano la dignità primaria di non farsi ridurre a tifosi dell’una o dell’altra fonte degli orrori cui assistiamo.

Testi di coscienza critica e ricerca di un altro orizzonte di civiltà, che denunciano la disumanizzazione in atto, l’ipocrisia mondiale e le censure sul genocidio di un intero popolo o sull’aggressione di altri popoli per ragioni economiche e di sfruttamento.

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Percorsi di Adiacenza – Adam Vaccaro – Casa della Cultura

Pubblicato il 21 settembre 2025 su Eventi Milanocosa da Maurizio Baldini

Casa della Cultura
Via Borgogna 3 – Milano

1 Ottobre 2025 – ore 21,00-23,00

Milanocosa e Marco Saya Edizioni
Presentano

Adam Vaccaro

Percorsi di Adiacenza

Antologia di ricerca critica dei linguaggi
Della Poesia e dell’Arte

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Un percorso di poesia, arte e vita, con reciproci arricchimenti tra Testo
e Contesto nella complessità della realtà contemporanea
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Dialogano con Adam Vaccaro:
Donatella Bisutti, Manuel Cohen, Roberto Caracci,
Angelo Gaccione, Marco Giammarchi, Marica Larocchi,
Mauro Macario, Guido Oldani, Maria Pia Quintavalla
***
Partecipa Ferruccio Capelli – Direzione Casa della Cultura
Entrata Libera

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I poeti di Gaccione – Adam Vaccaro

Pubblicato il 16 marzo 2025 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro

Angelo Gaccione, Poeti – Ventinove cavalieri e una dama,
Di Felice Edizioni, Martinsicuro, 2025
Adam Vaccaro

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Articolo già apparso sul Giornale d’Italia, il 6 marzo e su Odissea del 9 marzo 2025 – seguono i link relativi:
https://www.ilgiornaleditalia.it/gallery/cultura/687640/angelo-gaccione-ritorno-alla-poesia-con-la-pubblicazione-di-poeti-ventinove-cavalieri-e-una-dama-per-la-di-felice-edizioni.html
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https://libertariam.blogspot.com/2025/03/i-poeti-di-gaccione-di-adam-vaccaro_9.html

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Dedicato a Gio Ferri

Pubblicato il 28 maggio 2024 su Eventi Milanocosa da Maurizio Baldini

Casa della Cultura

Via Borgogna 3 – Milano

6 Giugno 2024 – ore 15,30-17,30

 Milanocosa Anterem Edizioni

Presentano
A cura di Adam Vaccaro

Dedicato a Gio Ferri

Poesie scelte

Un’Autoantologia 1964-2014 con

Premessa di Paola Ferrari, Saggi introduttivi di

Flavio Ermini, Giovanni Fontana, Francesco Muzzioli, Chiara Portesine, Marilina Ciaco  

e Saggi conclusivi di Adam Vaccaro, Vincenzo Guarracino

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Con interventi e testimonianze di:

Paola Ferrari, Ranieri Teti, Laura Caccia, Silvia Comoglio. Marilina Ciaco, Vincenzo Guarracino, Adam Vaccaro

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E letture di poesie dell’Antologia con:

Paola Ferrari, Claudia Azzola, Luigi Cannillo, Laura Cantelmo, Roberto Caracci,

Gabriela Fantato, Barbara Gabotto, Angelo Gaccione, Giacomo Guidetti, Rosemary Liedl 

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La Mia Milano – Angelo Gaccione

Pubblicato il 11 febbraio 2024 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro

Il cuore e la storia resistenti di Milano
Adam Vaccaro

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 Vedi anche su Rivista “Odissea”: Adam Vaccaro. Il cuore e la storia “Odissea”:

https://libertariam.blogspot.com/2024/02/il-cuore-e-la-storia-di-adam-vaccaro.html

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Angelo Gaccione, La mia Milano, Meravigli Ed. 2023, pp. 222, € 17.

Bisogna avere un grande cuore, al pari di quello che si vuole aprire e riaccendere, per poterlo raccontare e farne corpo di questo libro di Angelo Gaccione. Cuore, beninteso, non come melassa sentimentale, ma come centro vitale di intelligenza che sa andare in profondità, per risalire col sorriso trionfante di un sub con in mano una perla che brilla nelle sue mani. Un frutto di lavorio lungo, attraverso il tempo e lo spazio, immagine di bellezza, perché sintesi di quella nostra illusione di prendere nelle mani la totalità della vita, che solo le oasi d’amore ci regalano, dopo lunghi attraversamenti di sabbie aride.
Stiamo percorrendo un tratto di storia, che disegna orizzonti illusoriamente aperti tra dune desertiche, che ci accecano e ci seccano le labbra, tradendo promesse risolutive delle somme di ansie, pericoli, ignominie e orrori che costellano sempre più le linee del contesto. Questo libro di Angelo Gaccione diventa così una sorprendente, salutare macchia verde dei rari ristori cercati e trovati.
E che questa oasi abbia il nome di Milano è un regalo inatteso, vivendo e respirando nella sua crescente foresta di problemi irrisolti e cemento. Ma è l’amore che sa scovare tutte le ragioni per glorificare e fare Luogo di un orizzonte che tende a esaltare connotati di un nonluogo metropolitano.
La carrellata nel tempo e nello spazio, che Angelo inanella va a caccia di tutte le tracce ed evidenze, non solo architettoniche, che resistono e smentiscono tali tendenze, come testimoni testardi presenti ai delitti commessi, ma che riaffermano ragioni di un passato che ostinatamente vuole essere pedana di un salto verso un futuro disegnato entro un’altra prospettiva.
È una sfida che sfama il nostro bisogno di coniugare bellezza, quale incrocio antropologico di dignità operosa ed etica, che fece meritare a Milano l’appellativo di Capitale morale, prima di vederlo rovesciare in morale del capitale, con il trionfo, a partire dagli anni ’80, del neoliberismo globalizzato e del dominio finanziario su tutte le attività umane.
Gaccione racconta la sua vicenda personale, quando arrivò a Milano dalla Calabria alla fine degli anni ’60, col sogno di una nuova vita in quella che allora era ancora una città, nemmeno tanto grande, col suo Monumento di marmo al centro di un fervore di vita e una Madonnina d’oro in cima. I terroni che arrivavano vi trovavano sensi di comunità unita a una sacralità della vita, seppure con nomi e forme diverse da quelle delle proprie origini. Chi vi arrivava (anch’io ne feci approdo dal Molise, dieci anni prima) trovava modi di rinascere dopo il trauma del trapianto, perché Milano – come tutte le altre realtà urbane, piccole e grandi, era ancora una realtà-città, che proiettava nell’animo di chi vi viveva una sua identità, con segni di storia, memoria, arte e civitas, trasmessa da evidenze di luoghi del sacro e luoghi amministrativi, quali segni-simboli che componevano. una immagine finita dell’infinito.

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Voci per la Pace

Pubblicato il 21 settembre 2023 su Eventi Suggeriti da Maurizio Baldini

Poesia e Musica per la Pace

*

Poesia contro Guerra

23 settembre 2023 – H 21-23

Via Fabio Massimo 19 – Milano

MM3 Porto di Mare

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Tre giorni per la Pace – Milano

scarica la locandina 

Iniziative e Voci di Pace

Pubblicato il 19 febbraio 2023 su Senza categoria da Adam Vaccaro

“Fiorenza Casanova” per “Odissea” (Ottobre 2014)

Max Hamlet Sauvage
“Guernica oggi”

 

De Monticelli “Odissea”

https://libertariam.blogspot.com/2023/02/insieme-contro-la-guerra-di-roberta-de.html

 Artisti, donne e uomini di pace di Piazza della Scala “Odissea” 

https://libertariam.blogspot.com/2023/02/una-via-duscita-manifestazione-contro.html

 Genova contro la guerra “Odissea”

https://libertariam.blogspot.com/2023/02/blog-post_51.html

 Trieste contro la guerra “Odissea”

https://libertariam.blogspot.com/2023/02/blog-post_1.html

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Google- il nome di Dio, alla Chiesa Rossa – Milano

Pubblicato il 4 dicembre 2022 su Eventi Milanocosa da Maurizio Baldini
Presentazione in un luogo di memorie storiche resistenti ai deliri, culturali e politici, del dominio presente. A.V. ——————————————————————————————————————————————————————–

Biblioteca Chiesa Rossa

Via San Domenico Savio 3 – 20141 Milano

(tram 3 e 15; MM2/verde-capolinea piazza Abbiategrasso)

 GIOVEDI’ 15 DICEMBRE 2022, ORE 18.00

GOOGLE E IL CONTROLLO DELLE MASSE

La poetica di adam vaccaro

***

Presentazione del libro di Adam Vaccaro,

Google – Il nome di Dio

In quattro quarti di cuore

Puntoacapo Editrice, 2021

 ***

Interventi di

Luigi Cannillo e Angelo Gaccione

 A colloquio con l’Autore

***

www.associazionepuecher.it – www.centropuecher.it – info@associazionepuecher.it – tel. 028266379

Entrata libera

 

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