L. Cannillo

G. Galzio: L’Oro della Quercia a BookCity – Sala del Grechetto

Pubblicato il 4 novembre 2022 su Eventi Suggeriti da Maurizio Baldini

                    

19 NOVEMBRE –ORE 14,00

Biblioteca Sormani – Sala del Grechetto

Via Francesco Sforza 7 – Milano

NELL’ORO DELLA QUERCIA

INCONTRI TRA AUTORI

A CURA DI GABRIELLA GALZIO

(puntoacapo Editrice)

Una raccolta antologica con 27 autori di Poesia, Narrativa, Teatro e Saggistica

relativa a serie di incontri svolti nel “Salotto” Galzio nell’arco di un triennio

Intervengono

Mauro Ferrari (puntoacapo Editrice), Gabriella Galzio (Curatrice)

Adam Vaccaro (Presidente Milanocosa)

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Anticipazioni – Franz Krauspenhaar

Pubblicato il 30 settembre 2022 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
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Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Franz Krauspenhaar
Inediti 2022
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Nota di lettura di Luigi Cannillo

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Nota di poetica
Questi sono versi del patire e del riderne, dentro e fuori. Alcuni formano minerali, piante; altri, pensieri che sono grattacieli, e addirittura nuvole alte nel cielo. Senso di se’ e materia, mai pianto ma accettazione che non si spezza nella rassegnazione. Dove c’è lotta, le parole seguono.

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Google – il nome di Dio, all’Arci Bellezza

Pubblicato il 12 settembre 2022 su Eventi Milanocosa da Maurizio Baldini

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Arci Bellezza

Via Giovanni Bellezza 16/a – 20136 Milano

Lunedì 26 settembre – ore 18,30

puntoacapo Editrice

in collaborazione con

Associazione Culturale Milanocosa

Presentano

Google – Il nome di Dio

In quattro quarti di cuore

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Viaggio con la poesia di Adam Vaccaro

Alla ricerca di senso sotto il sole del pensiero unico

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Dialogano con l’Autore

Luigi Cannillo e Mauro Ferrari

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Anticipazioni – Angelo Maugeri

Pubblicato il 22 giugno 2022 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
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Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa
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Angelo Maugeri
Inediti
Con nota di lettura di Adam Vaccaro

Intendimenti
Questi testi fanno parte di un quaderno al momento intitolato “Il tappeto elastico dell’incertezza”. In esso vado registrando, in modo discontinuo, pensieri ed emozioni in cui prevale qualche certezza accanto a molte perplessità sul destino (attuale? futuro?) dell’uomo. Cerco di trovare una naturale corrispondenza, attenta ai segni e alle variazioni anche stagionali del tempo, fra il mio stato d’animo e l’oggetto su cui poso, sia pure di sbieco, lo sguardo. La riflessione interiore sulla realtà delle cose, e sul loro vario rapporto, persegue un certo desiderio di sintesi concettuale non disgiunta da scarti lirici in bilico fra incanto e disincanto, ansia e speranza.

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“Google – Il nome di Dio”, sulla Rivista Italica – Canada

Pubblicato il 16 giugno 2022 su Saggi Poesia da Adam Vaccaro

Scritture e letture

Adam Vaccaro, Google – Il nome di Dio, Pasturana (AL), puntoacapo, 2021

Comunichiamo con piacere che il libro, nella lettura approfondita di Luigi Cannillo, è stato inserito nel Volume 98-N.4 della Rivista Accademica Americana, ITALICA. Rivista Canadese prestigiosa, per le ricerche estese e le testimonianze letterarie che offre dalla sua fondazione, del 1924.

Ne siamo onorati e grati alla Direzione.

Redazione Milanocosa

Vedi a

Google – Il nome di Dio – Letture4

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Poesie lette al Festival Poestate 2022 – Lugano

Pubblicato il 9 giugno 2022 su Eventi Milanocosa da Adam Vaccaro

Festival Internazionale di Lugano Poestate 2022 26a Edizione

 3 giugno 2022

 Voci di Milano e Milanocosa

Tra sogni e bisogni di comunità

Le poesie lette nel corso del nostro intervento

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Quello che vorremmo trasmettere, in primo luogo con i nostri testi, è il senso della ricerca culturale e sociale condotta attraverso Milanocosa, Associazione che inventai e promossi quasi ormai un quarto di secolo fa, con esponenti di tutte le discipline, speculative e artistiche, poesia in primis. Una ricerca che abbiamo concretizzato in centinaia di iniziative che hanno coinvolto migliaia tra autori e pubblico, con il sogno resistente di ricostruire una comunità che sentivamo sgretolarsi tra le mani.

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Anticipazioni – Flavio Vacchetta

Pubblicato il 7 giugno 2022 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
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Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa
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Flavio Vacchetta
Inediti
Con nota di lettura di Laura Cantelmo

Nota sintetica di poetica
Considero personalmente ottimo l’invito ad ubriacarsi (di cosa non importa) ma di sesso è ottimo di poesia ancora meglio. Considero (da impiegato bancario in quiescenza) la mia poetica bacchica con il vino (famoso della mia terra basso-piemontese) che ispira forte musica cadenzata che ti vien voglia di cantare ma nel medesimo tempo ispira il silenzio profondo che ti vien voglia di vivere.
Poi c’è il dolore, parte impregnante della poesia, che mi ha visto in pochi anni perdere tutti i miei cari. Infine ma non per ultimo la passione viscerale per l’astronomia arrivata al punto di “esprimere” una corrente letteraria (a detta di alcuni critici) definita ASTROPOESIA.

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Anticipazioni – Milena Tagliavini

Pubblicato il 28 maggio 2022 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
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Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa
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Milena Tagliavini
Inediti 2022
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Nota di lettura di Luigi Cannillo
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Nota di poetica
La mia scrittura segue gli stimoli della realtà, l’osservazione, l’attenzione ai “movimenti minimi” di ciò che mi circonda in un percorso che, in fondo, è uno sforzo per restare a osservare immersa nelle cose, insomma un “movimento-non movimento”. Senza sfoggio di ammonimenti o ragionamenti, ma solo con l’uso delle possibilità evocative degli oggetti e delle azioni. Nelle poesie si parla di “un brulicare minimo di vita dove la persistenza si coniuga alla trasformazione”. La rappresentazione concreta di gesti, di situazioni comuni, colloca il dettato poetico all’interno della vita qualunque. In questo modo la poesia diventa “quasi una preghiera materiale”.
La mia ultima raccolta ha il titolo “Ricognizioni” sia nel senso del linguaggio militare di uscite fatte perché possano offrire gli strumenti per affrontare l’esistenza, sia nel senso di un cercare di re-cognoscere, un conoscere di nuovo situazioni, che potrebbero altrimenti cadere nell’invisibilità, per avere la possibilità di uno sguardo diverso sulla vita.

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Anticipazioni – Sabrina De Canio

Pubblicato il 11 maggio 2022 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
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Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa
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Sabrina De Canio
Inediti 2022
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Nota di lettura di Adam Vaccaro

Nota di poetica
Per me la poesia, cornice di tutte le arti, è inutile ma necessaria, qualifica la nostra umanità ed è un atto di resistenza umana.

Sabrina De Canio

Servo e padrone

Di chi è il mondo?
Di chi è quell’altipiano?
Di chi è il sole,
il fiume, la pioggia e l’uragano?
Quanto costa
la mia voce libera
dal nodo che la strozza.
La testa morde la coda
con espressione indemoniata
se l’agguanta
la ritorce con furore.
Non riconosce
lo stesso cuore.

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Luigi Cannillo – “Between Windows and Skies”

Pubblicato il 8 maggio 2022 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

L’imprendibile
Tra le luci e l’ombra della vita

Adam Vaccaro

Luigi Cannillo, Between Windows and Skies, Selected Poems 1985-2020.

Gradiva Pubblications, NY, 2022. Con Traduzione di Paolo Belluso.
E la Prefazione di Luca Ariano

Con Luigi Cannillo ho condiviso decenni di scambi umani e culturali, dentro e fuori la lunga appassionante esperienza di Milanocosa. Eppure, il percorso di conoscenza è interminabile e mai prendibile completamente. E con tale assunto entro con mani e occhi in questa sua raccolta antologica che attraversa i suoi libri precedenti, più alcuni per me significativi e illuminanti inediti.
La sua lettura mi consente, tuttavia, di fare un punto sia pure interrogativo e aperto su quanto ho man mano definito dei suoi modi di intendere e fare poesia. Nel corso degli anni ho evidenziato tre fonti costitutive del suo poièin: Memoria di legami, intellettuali e affettivi; Corpo, col suo centro motore nell’eros e la matericità del suo universo mentale, che per Rita Levi Montalcini è funzione di ciò che chiama cervello bagnato; infine, la Lingua, o meglio la ricchezza delle lingue del corpo, che nella poesia confluiscono e determinano faglie di sensi mai completamente escussi. Ne deriva, nella struttura testuale di Cannillo, un accento di ricerca e bisogno di legame musicale tra Testo e Altro.
Da queste brevi premesse, procedo nella lettura di questa antologia, partendo da nuclei di sensi che avevo evidenziati in un mio saggio del 2000 (svolto con la mia metodologia dell’Adiacenza, in cui facevo una analisi comparativa tra i testi di Cannillo e quelli di Annamaria De Pietro), pubblicato sul N. 33 della Rivista “TESTUALE”(*). In questo saggio mi focalizzavo sui suoi libri di allora, Sesto senso (Campanotto, Udine 1999) e Volo simulato, in cui avevo individuato uno stile e un moto di costruzione del testo, che parte dalle zone basse, emozionali, del corpo e della sua cosmogonia, per espandere in un moto ascendente i vettori dei sensi verso aree alte e speculative. E specificavo che il moto si esplicava in “ricerche di misura ed eleganza di sé-duzione… perennemente rattenuta e in bilico tra esplosioni implacabili e infaticabili accumuli e silenzi…di un equilibrio impossibile”, in cui il Soggetto Scrivente “riesce a inventare momenti di ‘voce ferma/ la nostra salvezza’” (Sesto senso), in un incrocio etico ed estetico di tensione totalizzante e molteplicità di lingue della poesia, premessa dell’ipotesi di Adiacenza, oltre che di forma e stile dei testi più ricchi.
Aggiungevo che se il movimento di seduzione tra il Sé e l’Altro, di cui il testo è trama e tramite, vuole collocarsi ed essere corpo vivo tra altri corpi, deve riuscire a “uscire dalla parola” per non rimanere in un universo alienato. Il che implica farsi amare e ascoltare, farsi capire e vedere, non tanto per essere parola simpatica o odiosa, ma semplicemente per essere. Insomma la parola deve farsi comunicazione complessa (come intesa da Antonio Porta), se non vuole ridursi a suono, o a disegno, immagine, o a qualsiasi altro costitutivo parziale (spesso totalizzato) del proprio specifico.
E a tale proposito, rilevavo come tra Volo simulato e Sesto senso ci fosse continuità nella tensione del testo tra la sensisitività pre-linguistica, o pre-testuale, e una decisiva fruizione post-testuale.
Credo che stia in questo moto e tra il nucleo generativo e vitale della ricerca espressiva di Cannillo. Non a caso, il titolo di questa raccolta antologica si dirama da esso, disegnando il moto da una stanza al cielo. Moto richiamato anche nella immagine di copertina, in cui è già evidente che qui non ha nulla di mistico, rimanendo fortemente innervato nel corpo-identità, che può diventare statica ed egolalica prigione, o uscita e volo di liberazione e rinascita. Il punto è che tali sensi diventano reali solo attraverso l’Altro, vitale e imprendibile come l’elemento invisibile che si espande fuori dalla finestra.
I libri successivi proseguono e accentuano tale moto, entrambi col Cielo nel titolo, il primo disegnato nella propria stanza, con sensi apparentemente di minimalismo da Linea lombarda (Cielo privato, Joker 2005) e il secondo (Cieli di Roma, Lietocolle, 2006), in spazi e tempi capitolini.
Nell’antologia seguono poi testi, sia da libri successivi incentrati più su memorie e perdite dolorose, sia inediti. E cerchiamo ora di comparare il nucleo di sensi finora evidenziato con quanto emerge da questi ultimi, nei quali troviamo consonanze, ma anche divaricazioni. Il che conferma la complessità mai univoca e paradossale della poesia, se questa si svolge nell’universo molteplice e mutevole della vita, di cui si fa eco adiacente delle mille voci e degli infiniti lampi che ne colorano il fascino, le tragedie, il tormento e la gioia.
Prendiamo perciò alcuni versi che tendono a contrapporre moto e sensi opposti a quelli fin qui colti:
“Tra l’armatura e il cielo/ pesa intera la nostra gravità/ frutto e grandine, ogni evento/ si strappa e precipita/ invocando il suolo” (p.60). Cioè, il moto di uscita e liberazione dalle nostre prigioni, è illusorio se ignora le forze che lo negano. Ogni tensione e azione se vuole dunque essere reale, deve essere dialetticamente concepita, altrimenti non libera né fa alcunché, e rimane patetico flatus voci.
Altrettanto, per quel che riguarda la fondamentale necessità di essere, cioè di essere conosciuti e riconosciuti nella propria identità, citiamo le vive memorie del testo di p.88:
“Un bambino con un fiocco azzurro/ …/ In un’aula eguale estranea,/ fissare il maestro negli occhi/ sapere dallo sguardo la clemenza/ e il rancore…”; o queste di p. 86: “È l’ora della rincorsa per tutti/ tranne uno che il sole non scalfisce/ che vive d’ombra, in un albero nudo/ un eremita che dal silenzio/ delle scale sente chiamare/ Non c’è più nessuno, maestro, scrivi”; cui seguono a p.90: “La mia natura è percorrere/ la scala di servizio, accomodarmi/ a dormire nel gradino stretto/…/ Non mi avrete alla ricreazione/ salirò sull’albero/ più alto del giardino” (p.90).
In questi squarci di memorie infantili è dunque nato quel moto opposto delineato? Sappiamo però che nulla cancella le pietre e i gradini su cui abbiamo cominciato a camminare, a dare forma al mondo e a noi stessi. Nessuno di noi abbandonerà mai del tutto quel primogiardino mentale e disegno del mondo, di cui parla Claudio Magris. Tutto è sempre molteplice e complesso, e il percorso espressivo di Luigi Cannillo ne è forma, oscillante su un crinale di tensione di condivisione e vocazione solitaria, in un intreccio di tutti di luce e ombra, di cui quest’ultima è caldera decisiva e fonte profonda di lapilli sospesi di attimi d’infinito, tra cielo e terra.
8 maggio 2022

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