Anticipazioni – Gabriella Galzio

Pubblicato il 5 marzo 2026 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: https://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo.
Redazione di Milanocosa

*****

Rose e Spine di versi strappati alle Ombre

Testi inediti di Gabriella Galzio

Con una Nota di lettura di Adam Vaccaro

***
Invio ad Adam Vaccaro, rispondendo alla sua richiesta, queste poesie connesse tra loro e che potrebbero confluire in una sezione dal titolo a me caro “Le rose di Gaza” (di un futuro libro). “La mistica della guerra” è stata inserita nella antologia Non nel nostro nome, ed è ispirata alla Palestina, così come “Bunker buster”. Invece, “La guerra non è più altrove” e “Le grandi assenti” sono nate sull’onda dei fatti in Ucraina. Purtroppo il filo che attraversa queste poesie è la violenza bellica (con le sue implicazioni), rispetto alla quale anche la poesia fa fatica a nascere, come attesta “Sono versi strappati alle ombre”. Ringrazio ancora dell’attenzione.

Continua a leggere »

Le Apocalissi disattese di Vito Davoli

Pubblicato il 1 marzo 2026 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro

Vito Davoli, Tanto vale chiamarle Apocalissi, Tabula Fati 2025

A che punto è la notte?

Laura Cantelmo

La rappresentazione distopica del mondo globalizzato offerta da Vito Davoli in questa silloge scritta con piglio energico e con sincera rabbia e dolore appare talmente veritiera e toccante che ben le si addice una semplice domanda, tratta dal tragico Macbeth di Shakespeare: “A che punto è la notte?”.Attenendosi ai temi e agli strumenti canonici del Realismo Terminale, movimento poetico fondato da Guido Oldani, la silloge sembra fornire al lettore più di una articolata risposta a quella cupa interrogazione. E la malcelata ironia del sottotitolo “esercizi”, nel manifestare l’umiltà dell’allievo che onora il Maestro è anche rivendicazione della propria autonomia e chiara anticipazione delle sue innegabili capacità poetiche:” Ti sono così grato […] che preferisco accompagnarti in cucina/o meglio attenderti al tavolo/purché il menu resti sempre à la carte” (pag.15).

Continua a leggere »

A puntu strittu a puntu largu – Angela Passarello

Pubblicato il 28 febbraio 2026 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro

LE ARDUE CUCITURE

Angela Passarello, A puntu strittu a puntu largu, il verri edizioni, 2024

Adam Vaccaro

Questa raccolta di Angela Passarello risale al cuore della lingua materna, anche se tende a restituirne tutta la complessità androgina dell’intreccio inestricabile di ogni lingua, in cui interagiscono creativamente entrambi i principi, del maschile e del femminile, come ha insegnato tra gli altri, Alfred Kallir (Segno e disegno, psicogenesi dell’alfabeto, pp. 563 – Spirali/Vel, 1994). E tuttavia, l’azione del materno ha un indubbio peso nelle iniziali articolazioni lallanti, che insieme al nutrimento mammario costruiscono interazioni che vanno ben oltre il semplice nutrimento, come recenti scoperte stanno appurando, ad esempio con le indagini sul latte materno condotte negli ultimi decenni dalla ricercatrice Katie Hinde (della Arizona State University). Le quali scoprono interazioni immunologiche e psichiche, per cui la sostituzione del latte materno con suoi surrogati artificiali può fornire solo, nella migliore delle ipotesi, solo sostanze e calorie all’organismo in crescita, ma mai la complessità positiva/negativa di trasmissioni che attraverso il seno diventano prodromi di una embrionale autopoiesi del corpo e dell’anima, sin dai primi mesi, del percorso ignoto dell’identità psicofisica appena iniziato.

Continua a leggere »

Il Mondo accade – Claudia Azzola

Pubblicato il 26 febbraio 2026 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro

L’incessante Accadere

Claudia Azzola, Il mondo accade, La Vita Felice, 2025

Adam Vaccaro

Anche quest’ultima raccolta di Claudia Azzola è un anello aggiunto al suo percorso espressivo, col quale dà forma alla sua visione della vita e del fare poesia – citandone solo qualche tappa, da, È mia voce tramandare (2004), a Il poema incessante (2007), a Tutte le forme di vita (2020). In esso si evidenziano due polarità espressive determinanti: la dinamica del moto vitale e storico, e la tensione a inglobare la totalità del mondo, con un intento estraneo a ogni accento di appropriazione dominante, al contrario il flusso verbale è attraversato da gioiosa-dolorosa partecipazione, che vuole prendersi cura delle ferite, come dei lampi di un loro superamento, teso a riaccendere e a tenere in vita orizzonti di speranza umana.

Continua a leggere »

Anticipazioni – Maria Pia Quintavalla

Pubblicato il 22 febbraio 2026 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

I muri e l’anima
Inediti di Maria Pia Quintavalla, dalla nuova raccolta
Tu senti il vuoto – poesie 2024 – 2025

Con nota di lettura di Adam Vaccaro
***

Nota di poetica
Sono preziose, sono uniche, e sono inedite, vorrei servano ad una riflessione e commento. Mi emoziona tu sia il primo a leggere questi inediti: e mi rendi felice e orgogliosa anche (le amicizie fatte di affinità sono più ricche, non c’è ombra di dubbio). Certo che sai entrare con duttilità e conoscenza nel tessuto dei testi, poiché mi conosci, ma anche per l’investimento che ne fai! A un cuore estraneo potrebbero risuonare come le nebbiose terre del PO (QUI con Bertolucci ne contesto l’innocenza…della terra-matria),
Mirabile cosa, degna della tua cultura che tu ravvisi memorie anche linguistiche nell’uso del mio ereditato (ma sotto traccia perché poco studiato) della lingua spagnola, ne le due Vivencie, esperienza davvero fatta che risulta metaforica di posture della vita.

Continua a leggere »

Non Nel Nostro Nome – Nadia Cavalera

Pubblicato il 19 febbraio 2026 su antologie da Adam Vaccaro

CONTRO L’ORDINE INGIUSTO: 100 VOCI POETICHE E DIGNITÀ UMANA

Non nel nostro nome, antologia a cura di Massimo Pamio e Adam Vaccaro

Edizioni Mondo Nuovo, Pescara, 2025

di

Nadia Cavalera

Questa non è un’antologia “a tema”: è un atto. È la decisione di non lasciare che la lingua pubblica – quella dei comunicati, delle giustificazioni, dei distinguo, dei “forse” – continui a passare come innocente. Qui la poesia si mette in mezzo, non per decorare la storia, ma per contraddirla, per incrinare la sua superficie liscia. E lo fa nel punto più scoperto: la dignità. Di che parla, dunque? Parla della disumanizzazione come tecnica moderna. Non solo delle bombe, ma dei dispositivi che rendono le bombe accettabili: l’abitudine, la neutralità, l’assuefazione, la parola addomesticata. La poesia, qui, registra che si uccide anche senza sparare. Qui la poesia arriva a una consapevolezza che sento mia e che, non a caso, ho formulato anche altrove: non si uccide solo col fuoco, ma togliendo il nome a chi soffre. È una verità che attraversa molti testi di questa raccolta: la violenza non è soltanto l’ordigno, ma il modo in cui viene raccontata, attenuata, normalizzata. Quando “difesa” significa sterminio, quando la parola diventa anestetico, siamo già dentro una grammatica criminale.

Continua a leggere »

L’Onda e il Raccolto di Mario Gabriele

Pubblicato il 14 febbraio 2026 su Saggi Poesia da Adam Vaccaro

L’Onda e il Raccolto di Mario M. Gabriele

Adam Vaccaro

Mario M. Gabriele, Every Life, Mixage, Storytelling, Poesia Report, New Art, Campobasso,

Febbraio-Dicembre 2025

Per una restituzione della sintesi tematica e creativa che innerva anche queste ultime quattro pubblicazioni del 2025, di Mario Gabriele, devo riprendere il filo rosso evidenziato nelle mie recensioni di Red Carpet (2023) e di Reperti metropolitani (2024). Titolavo la prima, “Essere o Morire – moltiplicando sensi e realtà”, e la seconda, “Moti d’Essere tra Tempo e Nulla – Entro gli orizzonti distopici contemporanei”. Ora, queste quattro raccolte pubblicate nell’arco del 2025, sono un frutto del tutto inusuale, che evidenzia una urgenza che si traduce in testi, al tempo stesso autonomi e interconnessi, come le dita di una mano, che vanno a dare forma a un bisogno di ripresa auto-antologica del proprio percorso, corredati da consistenti introduzioni e note di riflessione storico-critiche, oltre che (in Poesia Report e soprattutto in Every Life) da appendici e consuntivi della critica, accompagnati da elenchi di volumi pubblicati e opere pittoriche dell’Autore. Un arco riassuntivo di un percorso espressivo, che vuole riaffermare, pur senza ansie egocentriche, una sorta di foto identitaria per chi la conosce poco o per nulla.

Continua a leggere »

Carlos German Belli

Pubblicato il 6 febbraio 2026 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro

Per una prova d’orchestra
Note su Carlos German Belli
Aky Vetere

Mario Vargas Llosa nel parlare della poesia di Carlos German Belli, dice queste poche ma sincopate parole: …difficile, melodrammatica, di un narcisismo nero, impregnata di uno strano umore, caustica e coltissima.
Un “percorso netto”, mi viene da pensare in gergo sportivo, per indicare un uso metaforico della sua poesia col gioco del tiro con arco e frecce. È quindi allusivamente con questo scopo che lo scrittore e Nobel per la letteratura nel 2010, ci introduce alla poetica del grande intellettuale peruviano? È possibile che voglia usare una metafora tensiva, elastica, quella dell’arco in procinto di scoccare la freccia impietosa contro il suo destinato bersaglio? Forse basta immaginativamente tendere una corda tra i primi due aggettivi citati e coniugali a due estremi universali per trovare la chiave di lettura di tutta la sua complicata poetica.
Il poeta parte proprio dall’aggettivo “difficile” perché, in doppio con il suo omologo “melodrammatico”, fa della canzone uno strumento monodico capace di rendere vibrante la malinconia presente, in chiave melodica, tipica della tradizione lirica antica partendo proprio dalle radici valoriali del popolo a cui “narcisisticamente” il suo canto si ispira; il poeta è attore/spettatore insieme, uniti nel sogno macabro del ricordo.
Belli vincerà a Lima, tra i tanti riconoscimenti, il prestigioso Premio Neruda nel 2016 perché, prima di tutto, è un poeta colto non incline né alla improvvisazione né alla sperimentazione neoverbale. I suoi studi tracciano solchi dalla poesia ispano-americana, alla poesia della fin’amor provenzale e ancora indietro lungo la traccia lasciataci dalla poesia ovidiana e latina. Belli traccia il proprio bersaglio dove, alla fine, nulla si perde nello spazio ergonomico; la sua precisione geometrica, sintattica, raggiunge lo scopo. È centro, preciso, mortale. Per questo Vargas Llosa chiama la poesia di Belli “coltissima”.
In essa si chiude il cerchio della perfezione dialettica e vince la sfida con cibernetica geometria lungo il percorso vettoriale che si impronta sul “qui e ora”, ma su fondali indipendenti e distinti. Ripeto, i temi sono della poesia tradizionale ispano-americana; la metrica a loro si accorda senza rivoluzioni letterarie sperimentali e, tuttavia, il panorama cercato contiene uno sfumato personale inconfondibile, quindi maieutico per il lettore che ne diviene parte in un continuo crescendo, appunto, melodrammatico.
Per fare un esempio cito subito una poesia paradigmatica e con ciò dichiaro, fin da subito, la natura Apollinea del suo bersaglio, uomo/ lettore, feriti al petto da una freccia la cui profondità è foriera di morte ma di una morte lenta. Il ferito deve essere sempre consapevole di morire. La morte in poesia, quella vera perché profonda, deve essere sempre differita:

Continua a leggere »

Mary Wollstonecraft – Diritti della donna

Pubblicato il 4 febbraio 2026 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro

Mary Wollstonecraft, Rivendicazione dei diritti della donna,
a cura di Carlotta Cossutta, Oscar Mondadori, Milano 2025, Pagg.310, €12

Nota di Lettura di Laura Cantelmo

Vedi anche su

https://libertariam.blogspot.com/2026/02/scaffali-di-laura-cantelmo-diritti.html

Un libro straordinario, nato nella temperie culturale e politica settecentesca che in qualche modo aveva coinvolto anche l’Inghilterra, opera di una scrittrice eccezionale, che promuove in quel paese una riflessione totalmente nuova sulla donna.
Non era semplice per il sesso femminile pubblicare un libro, né tantomeno essere presa sul serio. Mary Wollstonecraft (Londra, 1759/1797) lo scrive anche grazie alla sua stretta relazione con il filosofo William Godwin, dal quale, morendo di setticemia post partum, avrà una figlia, Mary Shelley, che sarà la nota autrice di Frankenstein e moglie del poeta romantico Percy B.Shelley. Lo stesso Godwin si occuperà di diffonderne il pensiero attraverso la storia della sua vita, dopo il suo decesso, così pure il collegamento con il suo vissuto saprà dare sostanza ai suoi scritti: ”Avrei voluto una stanza solo per me” fu una sua affermazione, prima che Virginia Woolf condividesse quella stessa aspirazione.
Non useremo per lei, né per questo suo lavoro, il termine “femminista”, non essendo ancora entrato nel linguaggio corrente. Sappiamo che Wollstonecraft, sovranamente libera dalle convenzioni sociali, fu vista con apprensione e orrore dagli intellettuali inglesi, semplicemente sulla base della sua biografia, per quel tempo scandalosa e inaccettabile, in quanto viaggiatrice solitaria, amante di un avventuriero e successivamente madre di una figlia, Fanny, nata fuori dal matrimonio. Definita da Horace Walpole “iena in sottoveste”, la sua morte venne accolta come segno della Provvidenza. Fu scrittrice di romanzi, traduzioni, saggi sull’educazione -il più noto dei quali, I diritti degli uomini (1790) era un elogio della Rivoluzione francese. Orgogliosamente visse sempre dei compensi del suo lavoro, come segno di libertà.
Una famiglia medio borghese di sei figli, la sua: il padre alcolista non le consentì neppure i rudimenti dell’istruzione, destino comune a tutto il genere femminile. Lei, tuttavia, impara a leggere da una domestica e studia come autodidatta. Viaggia per l’Europa, esercitando diversi lavori, dall’insegnante alla bambinaia, si reca da sola in Francia durante la Rivoluzione del 1789 e scrive le sue riflessioni, Scritti sulla Rivoluzione francese (1794). Dedicherà la Rivendicazione a Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, uno dei principali estensori della Costituzione della Francia rivoluzionaria, per convincerlo a modificare la riforma dell’istruzione basata su scuole riservate unicamente ai maschi, relegando entro le mura domestiche l’educazione delle femmine. Un atto di incredibile ingiustizia se si pensa al ruolo attivo delle cittadine nella Rivoluzione.
Interessante la polemica con Rousseau e l’impostazione educativa delle donne, che doveva degnamente accompagnare quella del suo Emilio. Percorsa da suggestioni che consideriamo attuali ancora oggi, Wollstonecraft rifiuta fieramente la linea tipicamente maschile seguita da Rousseau, che mette in discussione l’indipendenza della donna e sottolinea invece l’importanza dell’astuzia come principale virtù, in quanto frutto di una educazione tesa a renderla schiava e soggetta all’uomo. Prendendo in considerazione la posizione delle donne nella società, si rende conto di come la stessa sorte sia riservata agli animali, benché, a loro volta, dotati di razionalità e titolari di diritti. Come dimostrerà un libro dell’amico Thomas Taylor, coevo della sua Rivendicazione, esiste un’analogia tra il destino delle bestie e quello delle donne, non essendo queste ultime considerate pienamente umane.
La diffusa convinzione che la donna fosse nata da una costola di Adamo è servita a far accettare la sua fatale subordinazione all’uomo. Da ciò deriva l’importanza di piacere grazie all’aspetto fisico, sviluppando la frivolezza, la civetteria, la schiavitù al proprio corpo, senza tenere in alcuna considerazione l’intelligenza, che è, per Rousseau, prerogativa unicamente maschile. L’educazione stessa tende a rendere la donna anche fisicamente fragile, sottomessa all’uomo, cui nulla viene negato affinché possa espandere la propria forza, mostrando la propria “superiorità”.
L’importanza di questo libro sta nell’interrogarsi su che cosa significhi essere donna e nel sottolineare il valore dell’educazione per il conseguimento di una pari dignità tra i sessi. Rivendicare i diritti della donna significava per l’Autrice non solo riparare un’ingiustizia, ma proporre una rivoluzione sociale. Non a caso Virginia Woolf ne fu attenta lettrice, mettendo acutamente in risalto come il suo pensiero non fosse mai dogmatico, ma di giorno in giorno venisse rielaborato in nuove teorie che prendevano corpo in base all’osservazione. Un vero e proprio metodo scientifico che definiva il problema della posizione della donna nella società in termini del tutto condivisibili anche ai giorni nostri, fino a proporre un’autentica rivoluzione.
La traduzione e la cura di Carlotta Cossutta, ricca di note e di riferimenti storici, rendono agile e fluido questo libro che potrebbe forse apparire di ardua lettura. Il linguaggio è scorrevole, le argomentazioni sono concrete e accessibili, rendendo questo tema fondamentale per l’autocoscienza delle donne e per una maggiore consapevolezza da parte degli uomini. Un libro che non dovrebbe mancare nelle biblioteche private e pubbliche. Un saggio da vendere anche negli Autogrill, secondo la giusta aspirazione della curatrice.

Continua a leggere »

Riots di Ivan Pozzoni

Pubblicato il 30 gennaio 2026 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro

Nota di lettura ai testi che seguono di Ivan Pozzoni
Adam Vaccaro

Ho letto questi ultimi testi di Ivan Pozzoni, che come Autore ho già conosciuto, sia per averne recensito inediti per la rubrica Anticipazioni della rivista online Adiacenze del Sito di Milanocosa, sia per averlo inserito nella Antologia Non nel nostro Nome, dell’anno scorso, curata insieme a Massimo Pamio, con presa di posizione di oltre 100 poeti rispetto ai degradi, violenze e orrori in corso.
Condivido perciò la ricerca di una poesia con modalità espressive fuori da poetese ego-riferito e privo di ogni capacità di conoscenza critica dell’orizzonte distopico, in cui stiamo dolcemente precipitando, assordati, accecati e catatonici, al pari della famosa rana bollita. Un universo liquido, quale disegnato da Bauman, ma illusoriamente libero entro pareti rigide, rese invisibili dai ferrei dettami finanziari fondanti la gentrificazione, non solo negli agglomerati metropolitani.
Condivido perciò sostanzialmente il commento critico di Valentino Campo al tardomodernismo letterario, rispetto al quale la ricerca incarnata da questi Riots (come chiamati da Pozzoni) di “una poetica sovversiva… nel panorama autoreferenziale della poesia italiana contemporanea, … di una voce fuori dal coro”, che “armeggia la parola come se fosse un revolver.”
L’insofferenza, anche violenta dei testi di Pozzoni, è anche a mio parere giustificata dalla violenza crescente e sostanziale dei poteri occidentali in atto, sotto il manto retorico della ideologia dominante del cosiddetto mondo libero, narrante un eden di democrazia e libertà.
Certo, il lettore assopito dal tepore dell’acqua in cui siamo immersi, rimane – concordo con Campo – “di primo acchito”, spiazzato e confuso. Ma l’artista deve cantare la ninna nanna o sollecitare un atteggiamento di presa coscienza critica, lungo i binari danteschi di una poesia autenticamente liberà, capace di seguir vitude e canoscenza?
In questi testi, come già in altri, Pozzoni colpisce aree di dominio e violenze, che vanno da ambiti italioti di insopportabili vessazioni fiscali, a ambiti internazionali, di massacri bellici e deliri criminali di onnipotenza, sia in oriente che in Occidente.
È un punto focale. La nostra libertà e capacità di conoscenza autentica, possono essere acquisiti se ci si riduce a tifosi dell’uno o dell’altro dei poli imperialistici dominanti (USA, Russia e Cina)? Credo che, chiunque sia il frontman al vertice di uno o l’altro di tali Poli, è maschera delle loro logiche, solo diversamente criminali,
Credo che sia questo l’arduo compito di una cultura non asservita. E noi, cittadini di questa area del mondo, dobbiamo misurarci prima di tutto con ciò che connota e riguarda l’Occidente, tra cui si è evidenziata l’idiozia suicida dell’attuale UE
Quest’ultima, in questa fase storica, è incapace di ogni autonoma cura degli interessi dei propri cittadini, asservita e ridotta a zerbino USA e getta, di dinamiche e interessi, che ci sia l’orrido Trump a il decerebrato Biden, o altri precedenti, Demo o Rep che fossero. La logica della guerra incessante, non è cambiata e non cambierà. E sta in questa la connotazione di fondo dell’orizzonte distopico, rispetto al quale un pensiero critico degno di tale nome, o è capace di immaginare un altro possibile destino di civiltà umana, o non gli rimane che cantare la ninnananna, davanti a dirupi apocalittici.
28 gennaio 2026
Adam Vaccaro

Continua a leggere »


Benvenuto

Sei sul sito di Milanocosa, l'associazione culturale che svolge attività di promozione culturale secondo criteri di ricerca interdisciplinare con l'obiettivo di favorire la circolazione e il confronto fra linguaggi, ambiti e saperi diversi, spesso non comunicanti tra loro. - Libri