Temi e Riflessioni

Nella caverna neoliberista

Pubblicato il 21 maggio 2019 su Temi e Riflessioni da Adam Vaccaro

Le menzogne, il dominio mentale e i crimini sociali del neoliberismo.

Invito a utilizzare qualche ora ascoltando alcuni ricercatori, in campi quali la giurisdizione, l’ecologia, la filosofia, la storia e l’economia. Qualche ora utile per una visione critica delle logiche del pensiero dominante. Delle sue ombre di Verità, chiuse e diffuse nella moderna Caverna platonica, costituita dai media e dall’esercito di fedeli sacerdoti al suo servizio. Quelli che seguono sono alcuni esempi di passi fatti fuori da tale Caverna.

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Attraverso Milano

Pubblicato il 23 aprile 2019 su Eventi Milanocosa da Maurizio Baldini

Biblioteca Sormani
Sala del Grechetto – Via Francesco Sforza 7

L’Associazione Culturale Milanocosa
Presenta

13 Maggio 2019 – ore 17,30

Attraverso Milano

Staffette letterarie e artistiche

Idea-Progetto di Luigi Cannillo
Organizzazione a cura di Adam Vaccaro
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Tra letterati e artisti che sono passati per Milano, o vi hanno soggiornato per periodi brevi, e
altri, che invece vi hanno vissuto gran parte della loro vita, si possono creare relazioni creative
anche tramite luoghi della città. Come ideali staffette che attraversano Milano nel tempo e
nello spazio.

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Fondamenti neoliberisti e possibilità non contemplate

Pubblicato il 10 dicembre 2018 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Fondamenti neoliberisti e possibilità non contemplate
Dal libro di Marco Bersani
Dacci oggi il nostro debito quotidiano – strategie dell’impoverimento di massa

Adam Vaccaro
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Al di là della sinistra socialdemocratica (PD e collaterali), completamente affondata negli ultimi tre decenni nel mare della ideologia e della prassi neoliberiste, anche le posizioni degli altri frammenti della sinistra storica, rimangono fallimentari e inefficaci su ogni piano: politico, sociale e culturale. La ragione sta nella carenza di analisi dei fondamenti neoliberisti, che non possono essere affrontati solo con gli impianti critici del secolo scorso, o con pappe del cuore buoniste, o con inflessibilità critica focalizzata sulle forme politiche nazionalpopuliste, nate per reazione ai crimini sociali del modello dominante.
Finché il focus della propria critica – per quanto riguarda l’Italia – rimane accovacciato su limiti (indubbi) dei 5S o su posizioni (inaccettabili) della Lega, si continua a oscillare sulla coda di una bestia che ci sta massacrando. E che persegue senza adeguate opposizioni il progetto di distruzione sociale, economica e politica, utilizzando immigrazioni, nuove tecnologie, crescenti impoverimenti sociali, per un azzeramento di quelle conquiste di civiltà che sono state ottenute (pur tra violenze e guerre prodotte dalle fasi capitalistiche fino agli anni ’70-80 del secolo scorso) nell’ultimo dopoguerra da un incrocio di visioni e interessi tra capitale e lavoro.
Conquiste – ricordiamolo – non regalate dal cielo, ma ottenute grazie a contributi di sangue di movimenti politico-sindacali. Ma rese possibili anche da una fase di capitalismo, ancora fondato – sintetizzando – sulla produzione e su una territorialità nazionale. Con un orizzonte mondialista, anche l’analisi marxiana andrebbe integrata nei confronti di un capitalismo che ha reagito alla caduta storica e tendenziale del saggio di profitto, facendo diventare primaria e dominante la componente finanziaria rispetto a quella produttiva, e rompendo ogni impedimento derivante dagli assetti nazionali. Un’azione che non poteva non produrre anche reazioni di vetero nazionalismo. Non è la fine della Storia – come qualcuno narrava – ma è certo tutta un’altra storia. Entro la quale solo con una sinistra a misura di tale Nuova Storia, possiamo sperare di riaprire alternative umane. In caso contrario oscilleremo tra barbarie, inferni perseguiti dal capitalismo globalizzato, e confuse reazioni popolari e nazionali, che rischiano di diventare solo appigli per ulteriori strette delle spire del liberismo da parte delle oligarchie dominanti a livello mondiale. Le quali, benché divise e contrapposte, sono unite nell’obiettivo comune di tenerci sempre più liberamente intrappolati, chiusi ad ogni altra prospettiva futura, economica e culturale.

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Ladri di “erre” – Gianni Rodari

Pubblicato il 26 agosto 2018 su Temi e Riflessioni da Adam Vaccaro

Gianni Rodari ha scritto questa poesia nel 1962 …
e sembra scritta oggi
A. V.

Ladro di “erre”

C’è, chi dà la colpa
alle piene di primavera,
al peso di un grassone
che viaggiava in autocorriera:
io non mi meraviglio
che il ponte sia crollato,
perché l’avevano fatto
di cemento “amato”.
Invece doveva essere
“armato”, s’intende,
ma la erre c’è sempre
qualcuno che se la prende.
Il cemento senza erre
(oppure con l’erre moscia)
fa il pilone deboluccio
e l’arcata troppo floscia.
In conclusione, il ponte
è colato a picco,
e il ladro di “erre”
è diventato ricco:
passeggia per la città,
va al mare d’estate,
e in tasca gli tintinnano
le “erre” rubate.

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Resoconto e Testi Quintocortile 2018

Pubblicato il 23 giugno 2018 su Resoconti da Adam Vaccaro

Quintocortile 2018

Giochi e Gioghi Globali

http://www.milanocosa.it/eventi-milanocosa/xv-rassegna-poesiarte-milano-giochi-e-gioghi-globali
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Resoconto e testi pervenuti di

Franco Buffoni, Paolo Valesio, Luca Ariano, Anna Spissu, Fausta Squatriti, Filippo Ravizza,

Annamaria De Pietro, Alessandra Paganardi, Lidia Sella, Adam Vaccaro, Fabrizio Bregoli,

Claudia Azzola, Paolo Quarta, Gabriella Galzio, Rinaldo Caddeo, Beppe Mariano, M.Carla Baroni,

Laura Cantelmo

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Grazie a tutti coloro che hanno dato il loro contributo a una manifestazione annuale che prova a offrire stimoli con occasioni di scambio e ascolto reciproco, tra artisti e poeti sollecitati a misurarsi con i grandi nodi della vita contemporanea. Nodi che spesso molta parte della Cultura evita o affronta poco, sia sul piano della elaborazione di analisi, sia come gesti creativi. Da parte nostra – come Milanocosa e Quintocortile – da un quindicennio proviamo a farlo. E’ importante rilevarlo, sia pure senza trionfalismi e autocelebrazioni.

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Festival Internazionale di Poesia di Milano

Pubblicato il 28 aprile 2018 su Eventi Milanocosa da Maurizio Baldini

Festival Internazionale di Poesia di Milano

2018 –

Mudec – Spazio delle Culture

ViaTortona 56 – 20144 Milano

13 Maggio 2018 – H 15

Associazione Culturale Milanocosa

presenta

Identità negate – 2018

Nuova Edizione – Dal progetto originario 2016 con musica di Giuliano Zosi

A cura di Adam Vaccaro

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Con testi dei poeti:

Fausta Squatriti, Claudia Azzola, Aky Vetere, Maria Carla Baroni,

Rinaldo Caddeo, Giancarlo Fascendini, Annamaria De Pietro,

Filippo Ravizza, Adam Vaccaro, Luigi Cannillo, Laura Cantelmo

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Centenario di Caporetto

Pubblicato il 7 febbraio 2018 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

ALCUNI SAGGI PUBBLICATI NEL CENTENARIO DI CAPORETTO.

Arrigo Petacco e Marco Ferrari, Caporetto, Mondadori.
Oltre a tracciare in modo sintetico e preciso gli eventi storici, dedica uno spazio particolare all’archeologia bellica (armi, vestiti, suppellettili, scheletri) lungo quelle trincee che adesso sono sentiero della pace, o a figure speciali come quella di Achille Papa, comandante del presidio di Caporetto che, “tra una cannonata e l’altra”, ebbe l’ardire e l’umanità di formare una ricreatoria per dare un soccorso materiale ed educativo a 250 ragazzi e bambini senza genitori (deportati o uccisi).

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Seeds (e non solo) a Piacenza

Pubblicato il 12 novembre 2017 su Resoconti da Adam Vaccaro

Ieri è stata una occasione (vedi a http://www.milanocosa.it/eventi-milanocosa/seedsviaggio-con-la-poesia-di-adam-vaccaro) che ha onorato non solo il mio fare con attenzioni critiche e un pubblico molto qualificati, quali quelli promossi dalle iniziative culturali proposte dal Museo della Poesia di Piacenza. E voglio dare innanzitutto rilievo adeguato a strutture come questa, nate e gestite dalla passione di singoli, che nel caso sono Massimo Silvotti (poeta e artista) e alcuni collaboratori, che si impegnano con altrettanta passione e identico titolo volontario.

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Il punto su democrazia e partiti

Pubblicato il 21 gennaio 2017 su Saggi Società da Adam Vaccaro

“Da che pulpito”diMarco Travaglio sul Fatto quotidiano del 19 gennaio 2017

(e da Pagine On Line del 20 gennaio 2017)

Ora che il Tribunale di Roma ha dichiarato eleggibile Virginia Raggi, respingendo il ricorso pidino che voleva sloggiarla dal Campidoglio per il contratto firmato con i garanti Grillo e Casaleggio, i 5Stelle e i partiti dovrebbero evitare di cadere in due errori opposti e speculari: i 5Stelle quello di ritenere che il discorso sulla loro democrazia interna sia chiuso e che non occorra alcuna regolamentazione per le forze politiche; i partiti quello di far rientrare dalla finestra ciò che è uscito dalla porta, cioè di approvare una norma che metta fuorilegge il M5S se non si trasforma in partito. L’articolo 49 della Costituzione stabilisce che “tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Concorrere, non gestire in esclusiva. Dunque c’è vita (politica) oltre i partiti: per esempio nei movimenti. Ora, da 68 anni l’art. 49 attende di essere attuato con una legge ordinaria sulla responsabilità giuridica delle varie formazioni politiche. Che oggi sono equiparate ai circoli privati e alle bocciofile, mentre dovrebbero riconoscersi in un pacchetto minimo di diritti e doveri.

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Barbara Spinelli su Oligarchie e Populismi

Pubblicato il 13 dicembre 2016 su Temi e Riflessioni da Adam Vaccaro

Da Pagine On Line del 13 dicembre 2016

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L’europarlamentare Barbara Spinelli: si chiama populista chi rifiuta le oligarchieintervista di Silvia Truzzi, ripresa da Giustizia e Libertà di mercoledi 22 giugno 2016

La parola è populismo. “Queste elezioni rappresentano una svolta che mette in dubbio molte granitiche certezze nella classe politica tradizionale. In particolare confutano slogan che sembravano punti di forza e invece si sono rivelati fragilissimi”, spiega Barbara Spinelli, giornalista, scrittrice ed europarlamentare, Indipendente del gruppo GuE-Ngl (Sinistra unitaria europea). “La prima accusa che in genere viene rivolta al Movimento 5 Stelle è quella di populismo. Ma le urne di domenica ci dicono che il populismo di cui si parla con tanto disprezzo non è in fondo altro che il desiderio, profondo, di restaurare in pieno la sovranità popolare”.

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