A. Di Mineo

Le Forbici del vento – Jakova Valbona

Pubblicato il 29 aprile 2026 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro

La fiaba per Valbona Jakova

Valbona Jakova, Le forbici del vento, Liberedizioni-Brescia-Euro 15,00, pp.80
Copertina e illustrazioni interne di Serena Della Bona

Annitta Di Mineo

Perché scrivere fiabe? Per fantasticare? Ebbene sì, Valbona Jakova scrive le sue fiabe per continuare ad immaginare, per vivere la meraviglia, per far conoscere le sue fiabe albanesi ai bambini italiani, per tramandare la tradizione orale delle fiabe del suo paese d’origine, facendo ricorso alla sua memoria di un’infanzia trascorsa nella sua Albania.
Attraverso la fiaba “LE FORBICI DEL VENTO” Jakova comunica il bisogno di raccontare certe esperienze. E se tutti sappiamo bene che cosa è la fiaba perché tutti ne abbiamo ascoltate dalla voce della maestra, dalla mamma, dal papà, dai nonni, insomma da qualcuno, di certo l’abbiamo letta perché qualcuno l’ha scritta e illustrata per i bambini; dalla tradizione orale, libera e non fissata si è passati a una tradizione scritta e artistica per avvicinare i piccoli alla lettura.
La fiaba dell’autrice, un genere semplice ma non banale, esprime la necessità della mente umana di narrare con le parole, con un linguaggio simbolico esperienze come la paura e il desiderio, il coraggio e la debolezza, la simpatia e l’avversione insiti nell’essere umano, cioè esperienze fondamenta della vita umana. Senza le fiabe queste esperienze resterebbero sconosciute, chiuse nell’individuo che le ha vissute, subite o ricercate.
Inoltre la fiaba della scrittrice, come tutte le altre, insegna ai bambini e agli adulti un modo per tracciare un confine tra fantasia e realtà, rimane una specie di riserva naturale della mente nella quale gli uomini lasciano vivere le paure invincibili e i desideri irrealizzabili, che assumono l’aspetto concreto e variopinto di mostri orribili, streghe o deliziose fatine oppure orchi o dolci animali (la capretta Briarta), piante parlanti e creature immaginarie, che subiscono la personificazione e l’animazione, presenti anche oggetti animati dai poteri magici (forbici, corno), eroi o eroine (dai nomi propri e composti Ermira/Brikena, tipico dei nomi albanesi) ostacolati dagli antagonisti.
La fiaba “LE FORBICI DEL VENTO” non aderisce alla realtà ma con le sue ambientazioni fantastiche ci trasporta in un mondo magico, un mondo sospeso fuori dai consueti riferimenti di spazio e di tempo, in un paesaggio con colori vivaci, corna magiche, cavalli volanti o parlanti come aiutanti. Simbolica è la ripetizione delle porte, della numerazione e del superamento delle prove per raggiungere la conquista di qualcosa, la vittoria o il lieto fine.
lloLa fiaba di Valbona Jakova, ara, sembra essere la rappresentazione simbolica e trasfigurata di un processo comune a tutti gli uomini, che escono dall’età infantile per diventare adulti dopo aver affrontato e superato alcune difficili prove assegnate. Ma proprio a partire da questo disincanto, riesce a trasportarci nella più tipica delle atmosfere fiabesche mostrando la realtà vista attraverso la fiaba, ed è così che la mancanza di paura trionfa sul male, e la forza d’animo prevale fino a toccare la bontà del cuore umano.

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Festival Bagutta Letteratura

Pubblicato il 18 dicembre 2025 su Eventi Suggeriti da Maurizio Baldini

Festival Bagutta Letteratura

A cura di Annitta Di Mineo

Sabato 20 dicembre 2025

H 11 – Antologia Critica, Percorsi di Adiacenza, di Adam Vaccaro, Marco Saya Edizioni – Con l’Autore, Luigi Cannillo, Laura Cantelmo, Claudia Azzola, Maria Pia Quintavalla, Angelo Gaccione, Il Duo Poemus di G.Guidetti e B. Gabotto, Marco Saya;

H 12,15 – Antologia NON NEL NOSTRO NOME – 100 Poeti italiani in difesa della dignità umana, Edizioni Mondo Nuovo,a cura di Massimo Pamio e Adam Vaccaro – Con Luigi Cannillo, Laura Cantelmo, Claudia Azzola, Filippo Ravizza,Nino Iacovella, M. Pia Quintavalla, M. Carla Baroni, Barbara Gabotto, Giacomo Guidetti, Ottavio Rossani.

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Antologia Non nel Nostro Nome

Pubblicato il 25 novembre 2025 su antologie da Maurizio Baldini

Via Laghetto 2 – Milano

3 dicembre 2025 – h. 17,00-19,00

 

Associazione Culturale Milanocosa

in collaborazione con Edizioni Mondo Nuovo

presenta

 a cura di Adam Vaccaro

L’Antologia

Cento poeti italiani in difesa della dignità umana

NON NEL NOSTRO NOME

A cura di Massimo Pamio e Adam Vaccaro (Ed. Mondo Nuovo 2025, pagg. 220)

Un’antologia di poesia italiana, di voci che, nello scenario internazionale attuale, rivendicano la dignità primaria di non farsi ridurre a tifosi dell’una o dell’altra fonte degli orrori cui assistiamo.

Testi di coscienza critica e ricerca di un altro orizzonte di civiltà, che denunciano la disumanizzazione in atto, l’ipocrisia mondiale e le censure sul genocidio di un intero popolo o sull’aggressione di altri popoli per ragioni economiche e di sfruttamento.

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Del tempo disumano – Annitta Di Mineo

Pubblicato il 14 febbraio 2024 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Annitta Di Mineo, Del tempo disumano, Montabone Ed., Milano, 2023

di Luigi Cannillo

“Mentre la folla corre/ senza vivere la vita/ chiedendosi perché/ Tu/ ritirato nell’angolo/ della stanza occupata/ con capelli tra indice e pollice/ inanelli ideali inanimati/ Tu/ affossato nella poltrona/ naufrago d’inquietudine/ con sussurri di versi/ sfidi il tempo disumano”.
Questi versi, non più solo sussurrati ma approdati sulla pagina, mi sembra possano ben riferirsi all’intera raccolta di Annitta Di Mineo, diramando ulteriormente il senso della loro scrittura. Il Tempo Disumano è il tempo storico nel quale viviamo la sconfitta dell’etica, dei più elementari valori di solidarietà, giustizia ed eguaglianza ad opera di quei poteri, di quelle gerarchie che reggono i fili delle nostre esistenze, provocano guerre, commettono ingiustizie e soprusi. I “sussurri di versi” sono le armi che può imbracciare la poesia anche nel denunciare queste manifestazioni di disumanità. Ma il soggetto tu non rappresenta solo un destinatario indefinito, si può riferire ed estendere all’io dell’autrice in una sorta di autoritratto e in un rinvigorirsi dei sussurri iniziali in vibrata denuncia. E, nella realizzazione dell’opera poetica, pervenire ai destinatari ultimi, i lettori, e coinvolgerli: siamo tutti partecipi, almeno come possibili vittime, della disumanità del tempo.
Si tratta di una poesia di forte sensibilità civile, che concentra le tematiche di riferimento in sezioni specifiche: “Pace”, “Vittime di mafia”, “Migrazione”, “Voci di donne”, “Natura”, “Shoah”, ognuna delle quali mette in evidenza diverse tipologie di responsabili, i Potenti, le gerarchie di vario genere, ma pone in luce anche le vittime: sia quelle più misconosciute o anonime che quelle più definite e individualmente significative.
Nel mosaico di protagonisti troviamo militi imberbi, migranti, vittime della mafia e del cyberbullismo, donne assoggettate al potere maschile o al fondamentalismo religioso, umili contadini, la stessa Natura, vittima di reati ambientali. Come si chiede Vincenzo Guarracino nella sua introduzione: “Ma è possibile che la luce, la forza della fiamma, possa restare nascosta e compressa ‘sotto il moggio’ senza che trionfi, che si innalzi e divampi, per mostrare a tutti, agli astanti come ai mille altri che se ne faranno testimoni e portatori? È con questa certezza che Annitta si muove: con l’ardire di farsi alfiere di un messaggio (termine quanto mai anacronistico e necessario), destinato ad alimentare ogni coscienza civile […]”.

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