pensiero critico

I soldi nascosti dei politici

Pubblicato il 12 gennaio 2016 su Temi e Riflessioni

I soldi nascosti dei politici

di Paolo Biondani e Lorenzo Bagnoli, da L’Espressodel 9 gennaio 2016

Finanziamenti milionari anonimi. Intrecci con banchieri, costruttori e petrolieri. Società fantasma senza controlli. Da Renzi a Gasparri, da Alfano a Alemanno, da Quagliariello a D’Alema, ecco cosa c’è nei conti delle fondazioni.

Il senatore, i petrolieri e i re del mattone. Il ministro delle grandi opere e l’imprenditore-prestanome. Il premier di sinistra e le cooperative rosse. Il capo del governo e il suo pensatoio-cassaforte. L’onorevole sindaco e le società in odore di mafia…
Il mondo delle fondazioni è una terra di mezzo dove si incrociano i big della politica e i soldi delle aziende private. Il loro ruolo è sempre più importante: con la crisi o la scomparsa dei partiti storici, da almeno vent’anni il potere in Italia si concentra attorno a personalità forti. E i programmi non vengono più discussi dalla base degli elettori, ma in circoli ristretti (think-tank o pensatoi) che riuniscono politici, imprenditori, professionisti e cattedratici di area. Organizzati in fondazioni o associazioni che sono ormai diventate i bacini di reclutamento della classe di governo. “L’Espresso”, che aveva dedicato un anno fa un’inchiesta di copertina al proliferare di questi enti di diritto privato, ora ha provato a misurare il livello di controllo della legge su questi nuovi centri di potere. Cosa viene comunicato dalle fondazioni alle autorità pubbliche? I rappresentanti dello Stato, almeno loro, possono conoscere i conti, i beneficiari delle spese e i nomi dei finanziatori?

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Orizzonti di Letta

Pubblicato il 22 ottobre 2013 su Musica e Concerti

Conferme e novità

Pubblicato il 7 luglio 2013 su Saggi Società

Dal Datagate ai moti egiziani alle (nostre) stragi di stato, un momento confuso ma anche ricco di rivelazioni e possibilità di riflessione sulle logiche dei poteri contemporanei.

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Il decreto del non fare

Pubblicato il 28 giugno 2013 su Saggi Società

Il decreto del non fare

Il “decreto del Fare” ha l’ambizione di dare un spinta all’economia attraverso una ottantina di misure: alcune di puro buon senso, altre discutibili, altre che sostanzialmente ripropongono provvedimenti già adottati dal governo Monti. Il bilancio complessivo è deludente, perché l’impatto del decreto sarà molto modesto e non contribuirà a rilanciare lo sviluppo.

di Civil Servant su Micromega del 18 giugno 2013

A scuola copiare è vietato, mentre al governo sembra sia concesso “reiterare” gli stessi provvedimenti leggermente modificati, ma senza finanziamenti aggiuntivi, e confusi tra petizioni di principio e norme di scarso impatto. Il decreto “Fare” non sfugge a questa tradizione. Si tratta del primo atto sostanzioso di questo governo, che in due mesi si è riunito nove volte per rilasciare solo provvedimenti essenzialmente formali (come quelli per la nomina di ministri e viceministri), di ordinaria amministrazione (come il riconoscimento dello stato di emergenza in varie aree) o semplicemente interlocutori (come la sospensione dell’IMU). Non è un caso se il Wall Street Journal, non senza una sottile ironia, ha tradotto “Fare” con “To do”, che è l’espressione che solitamente si riserva alle liste delle incombenze quotidiane.

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Perché cambiare la Costituzione?

Pubblicato il 12 giugno 2013 su Temi e Riflessioni

Perché cambiare la Costituzione?

Rossana Rossanda

Perché avviarsi in gran fretta verso la riforma costituzionale? Perché non sono più le leggi a uniformarsi alla Costituzione, ma è questa a doversi piegare ai dettati neoliberisti. E l’ossessione “governabilità” guida la nuova legge elettorale. Dietro le “larghe intese”, il ridisegno costituzionale calpesta la democrazia

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ALBA – Nuovo movimento politico

Pubblicato il 3 maggio 2012 su Resoconti Esperienze

Franco Romanò ha fatto una sintesi di quanto è avvenuto a Firenze, tra i promotori di un nuovo soggetto politico (Alba). Il tutto nel silenzio stampa più assordante, specie da parte del PDR (Partito di Repubblica, quello che fa finta di essere di sinistra ed è strenuo sostenitore del più bieco liberismo di Monti-Fornero, fattorini della BCE). Se non vogliamo cadere nelle grinfie di Grillo, che dice tutto e l’opposto di tutto e il cui unico programma è vaffa…

Laura Cantelmo

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CALPESTARE L’OBLIO

Pubblicato il 16 febbraio 2011 su Eventi Suggeriti

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