L. Cantelmo

Interventi in Omaggio a Sanesi

Pubblicato il 11 dicembre 2018 su Eventi Milanocosa da Adam Vaccaro

BookCity 2018
L’Associazione Culturale Milanocosa
A cura di Adam Vaccaro
Domenica 18 novembre 2018 – ore 10,30
Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri – Aula Magna
Via Santa Marta 18 – Milano

AttraversaMenti
Omaggio a Sanesi

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Sintesi degli interventi di Adam Vaccaro, Claudia Azzola e Laura Cantelmo

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Adam Vaccaro

PERCHE’ QUESTA INIZIATIVA

In primo luogo, perché ho scelto di focalizzare questa iniziativa, tra i molti ambiti che lo hanno coinvolto e impegnato a livello nazionale e internazionale – dalla poesia alla critica,  all’arte visiva – proprio sull’attività di traduzione di Sanesi di poeti, in particolare angloamericani?

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Anticipazioni – Gabriella Cinti

Pubblicato il 1 dicembre 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Gabriella Cinti

Testi inediti
Da “La Lingua del sorriso: Poema da viaggio”
(in uscita a marzo 2019)

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Con un commento di Laura Cantelmo

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Nota alle poesie tratte da “LA LINGUA DEL SORRISO: POEMA DA VIAGGIO”

Il mio viaggio poematico è in direzione di un oltre originario, percepito per istanti, nella divinazione e nella poesia. Una ricerca del divino dentro la voce della parola come contatto con il fondamento salvifico dell’essere: per guadare, l’abisso del mistero e quello del silenzio, interrogato ed espugnato con armi di parola, di sorriso e inesausto slancio volitivo. Non meno significativo, è l’afflato cosmogonico che circola nella raccolta, nel ripensamento di un’origine sempre più primordiale come sfondo di ogni tensione vitale e metafisica.

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Anticipazioni – Wilma Minotti Cerini

Pubblicato il 15 ottobre 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Wilma Minotti Cerini

Testi inediti

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Con un commento di Laura Cantelmo

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La mia non rientra in una poesia concettuale, ma in una ricerca incessante di visione oltre il percepibile umano, nella tensione di avvicinarmi e enucleare il motore invisibile che muove le piccole e grandi cose della vita, e che all’umano è dato solo immaginare, mai di raggiungere e conoscere appieno. La poesia come forma che cerca di toccarne i bordi.

Wilma Minotti Cerini

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ENIGMI

Come le fratture di una rupe,
il mio corpo nasconde cicatrici
che la vita indifferente,
riverbera a piene mani,
in questo vivere fragile
tra esaltazioni e lame taglienti.

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Anticipazioni-Papa Ruggiero

Pubblicato il 15 luglio 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Marisa Papa Ruggiero

Sei testi inediti

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Con un commento di Laura Cantelmo

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Sono scatti della percezione, tagliati sul frammento, che rimandano, eideticamente, a luoghi mentali che hanno in corpo l’enigma, secondo procedimenti figurali, simbolici, non narrativi, disponibili a far avanzare altri piani di realtà calibrati su linee essenziali, agili, non semplicistiche. Nella mia direzione di ricerca sono portata a vedere come “poetici” quegli innesti involontari di “verità” annidati in certi squarci ordinari del quotidiano attraversati da un casuale passaggio di luce che ne sveli dettagli istantanei di magia. Può anche accadere che la cosa pensata dialoghi con se stessa, che sia la parola a dire di sé, che inventi – da sé – il luogo che la abita. Ed è allora che un ordine si ritrae – quello naturale – per il sopraggiungere di un altro ordine di diversa sostanza, che appartiene solo alla scrittura. E direi che il momento della poesia inizi proprio nell’istante di percezione: sarà non altro che la visione della cosa guardata a riferire di sé, sapendo che la parola “giusta” è sempre quella che manca dai dizionari in corso, ma sarà poi quella che non le è dato barare. Forse è per questo che percorrere tali regioni può significare sperimentare, della parola, il suo lato duro e amarla per questo; e forse, per alcuni, “disegnare” dal trampolino il salto sul vuoto è preferibile al farlo.

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Anticipazioni – Flaminia Cruciani

Pubblicato il 1 giugno 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Flaminia Cruciani

Inediti

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Con un commento di Laura Cantelmo

Nota di poetica
Richiamo, in proposito, qualche brano dal saggio di Carlo Pasi sulla mia poesia: “Lo scavo dell’origine”, scritto sul mio libro “Semiotica del male” e in cui mi riconosco: “Sento un certo fastidio per le scritture della ‘pienezza’ che pretendono di occupare tutti gli spazi, perfino le riserve del lettore. E l’io sovraccarico non lascia mar¬gini alle derive della fantasia, il vagare dis-tratto della mente. Lo strappo dell’invenzione”…“Preferisco accordarmi a testi che ci allarmano dagli an¬goli oscuri, i punti ciechi delle loro cavità insondate …e cer¬co di scrutare l’invisibile.”

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Anticipazioni – Fabrizio Bregoli

Pubblicato il 15 gennaio 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Fabrizio Bregoli
Inediti e
Spunti di Politica Poetica
(Testi da “Zero al quoto”, prossima pubblicazione con Puntoacapo Ed.)

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Con un commento di Laura Cantelmo

Nota di poetica
Non esiste poesia che non sia politica, nella accezione più autentica del termine, ossia che non si confronti con l’altro. Il ruolo della parola poetica consiste nel disvelamento del precario equilibrio che ci impone la società delle convenzioni, che distraendoci dal nucleo più autentico della nostra umanità, dalla nostra coscienza autocritica, ci impone verità preconfezionate e consolatorie, facilmente spendibili come impone l’assunto mercantile della contemporaneità. A forza di imporre ruoli, credi, aspirazioni, si è giunti ad una parcellizzazione e progressiva erosione dei valori a cui l’umanità dovrebbe ambire, per progressivi gradi di sottrazione e divisione, fino all’esito estremo in cui rimane solo con la sua bruciante rotondità di uno zero pieno, uno zero al quoto per l’appunto. È da qui che la poesia deve ripartire per poter ricostruire frammenti di possibile, senza poter additare strade certe, a causa della sua fragilità intrinseca, ma risvegliando pulviscoli salutari di dubbio e d’investigazione interiore, inchiodandoci alla nuda realtà di un io sempre più debole, incerto nella deriva di un sé prossimo e distante.

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