Seeds, Chelsea Editions, New York 2014

Pubblicato il 17 ottobre 2014 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Adam Vaccaro, Seeds, Chelsea Editions, New York 2014

Intervento di Giuliano Zosi – Maestro Compositore, Poeta sonoro e Musicista – alla presentazione del 15 ottobre 2014 presso il Centro Civico ChiAmaMilano.

Vedi a:

http://www.milanocosa.it/eventi-milanocosa/seeds-semi-adam-vaccaro

Sono parecchi anni che conosco Adam Vaccaro, e oggi, mi permetto di dire anch’io qualcosa che, debordando dal mio campo specificatamente musicale, vorrei dire anche ad altri amici poeti.

Come musicista ho collaborato con Adam in alcuni momenti degli ultimi dieci anni, ponendo in luce specialmente le due serie di  Liriche, la prima per soprano e pianoforte “Armoniche”, del 2004,  la seconda, Due Liriche per soprano, flauto e pianoforte su i testi di Adam Vaccaro del 2005 dai titoli “Sconfinata Landa Deserta”, e “Acqua di fuoco” del 2007.

Non voglio qui fare una dissertazione sulle evidenti linee di flusso che identificano la mia musica con i versi di Adam, ma tengo innanzitutto a definire che l’importanza che ho dato alle liriche di Adam per la mia musica è da trovare nel suo rapporto “croce e delizia”, direbbero nel gergo operistico, tra la “terribilità” del mondo che ci circonda e “l’urgenza dell’Amore”, con l’a maiuscola, forza costante, energia positiva e calore necessario che ci lega, noi esseri umani coscienti, fra noi, ma anche con le circostanze del mondo, là dove l’amore è sempre necessità e comunicazione dell’altro da te.

La poesia di Adam è necessaria perché essa ci pone nel grande calderone del mondo moderno per continuare a invitarci a soffrire “mentre una fitta mi si conficca nel costato”, decidere, scegliere “siamo qui con un occhio che piange e uno che ride”, superare “amore, unico coltello necessario a fare dell’orrore un ventre aperto”; incamminandoci alle soglie dell’abisso, osservare ciò che succede dentro l’abisso che ci circonda e continuare nonostante tutto a crescere, a non disperderci.

Se queste parole che ho appena dette sono un metro di giudizio per una poesia civile, che ruggisce quando non piange, che anela alla vita quando non sente dolore, allora sono anche un metro per pensare ad un connubio perfetto con la mia musica; una musica che non ha nessuna voglia di continuare ad affermare l’incomunicabilità e una ricerca fine a se stessa.

Adam Vaccaro ci ricorda che non ci sono stili alla moda, non ci sono spazi verticali astratti, ma sola, e fondamentale, la comunicazione del giusto etico, del giusto impegno, che è sempre costantemente una rivoluzione per l’uomo che pensa. Se da un lato c’è “la sconfinata landa deserta” dall’altro la salvezza sta nella comunicazione: “Dammi allora una mano a seguire questo filo che mi si perde tra le mani”.

In questo senso la poesia di Adam cerca, a mio parere la musica; essa non dice cose che si possono interpretare, forse così, forse cosà; la sua poesia dice cose precise, ha i piedi ben calcati sulla terra e ci racconta di cose certe che avvengono nel mondo. Essa non accetta i liquefami di una poesia  metafisica.

Ebbene questi testi, intrisi di realtà e non di sogni, interessano la musica da sempre e hanno le migliori figure creative nel rapporto tra Mussorgskij e Pushkin, tra Luigi Nono e Pavese o Giuliano Scabia, tra Berio e Neruda. Questi musicisti e questi poeti hanno scritto della musica impegnata e della poesia impegnata contro una legione di ridicoli scudieri dell’inutilità.

Giuliano Zosi

Milano 15 Ottobre 2014

2 comments

  1. Laura Cantelmo ha detto:

    L’Ulisse di× Vaccaro non è tanto mosso dalla curiosità della conoscenza, quanto da una volontà di usare la ragione e il sentimento ( l’emozione ) attraverso il linguaggio e la bellezza della poesia. Si tratta di parole urlate, legate a un profondo coinvolgimento dei sensi, quindi del corpo, una protesta per gridare al mondo la propria disillusione, il senso di perdita.
    La denuncia della mediocrità e dell’ipocrisia, tra le altre cose, rendono i versi profondamente vissuti nella carne, con un senso etico evidente e un livello espressivo di grande valore estetico.
    Seeds rappresenta mirabilmente il paradigma della poetica dell’Adiacenza propugnata da Adam. Laura

  2. Adam ha detto:

    Grazie Laura della chiosa …adiacente!

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