Saggi Poesia

Lo scrigno e il labirinto di Annamaria De Pietro

Pubblicato il 19 novembre 2020 su Saggi Poesia da Adam Vaccaro

Alla Poesia di Annamaria De Pietro

Riprendo due, tra i miei saggi critici, dedicati alla poesia di Annamaria: quello che segue,  sul suo Primo Libro delle Quartine, del 2015, e in fondo (link Il labirinto, in Sotto la Superficie, letture di poeti italiani contemporanei, (Milano, 2004).

__________________________________

Lo scrigno salvato di Annamaria De Pietro
In “Rettangoli in cerca di un pi greco – Il Primo Libro delle Quartine”
Marco Saya Edizioni, Milano 2015.

Adam Vaccaro

Sono due le aree di esperienza, quali possibili fonti di una forma e di una espressione letteraria: quella vissuta al di fuori di ogni contesto letterario, e quella alimentata da quest’ultimo. Sono due ipotesi estreme e astratte, che non possono essere mai esclusive. L’esperienza col mondo della prassi non può non esserci, come l’esperienza con quanto la scrittura ha accumulato nei secoli. Ma è questione di misure. Nel caso di Annamaria De Pietro, anche non conoscendola o non frequentandola, i suoi testi non lasciano dubbi sulla preponderanza della fonte letteraria.
Ho seguito sin dall’inizio la produzione di Annamaria, sviluppata in forme e rami diluviali e variegati, ma sempre connotati dal timbro di un incrocio mobile tra ricerca ossessiva di precisione, fascinazione sonora e ricchezza barocca. I pregi della sua scrittura si sono articolati e sviluppati nell’arco ormai ventennale della sua ampia produzione poetica, entro tale preponderanza e quadro esperienziale, e entro tale inesausta ricerca creativa.
Scrissi, a proposito di Venti fusioni a cera persa (Manni, Lecce 2002) che in particolare con quel libro Annamaria trasmetteva l’immagine di “uno strano incrocio tra un altare e un banco da lavoro di artigiano, di falegname o di faber”, e se “Il fautore, fattore, dell’altare è naturalmente figura sacerdotale, che pretende di incarnare i segreti dell’ignoto…, l’artigiano è colui che si muove qui, nelle fatiche del quotidiano, tra lampi del corpo e pietre del cuore, e per questo sa dare forma concreta all’evocazione, controllandone/ garantendone l’accuratezza esecutoria”. Termine che, sottolineavo, aveva anche un “carattere omicida, anzi di ‘matricidio’ e/o ‘parricidio’ del gesto della scrittura”, di cui De Pietro “sottolinea il re-inizio e l’iniziazione ai misteri più profondi della vita”; e “per questo la scrittura è ‘superba, assassina per buon diritto’, che nel processo generativo agisce ‘a tutto imponendo, violentemente, il suo patrimonio genetico, la sua serie formale’”.
“Dunque, accento posto sull’arte che nasce dalla morte, dalla perdita irreparabile (come la cera del modello da cui emerge l’oggetto fuso con tale tecnica) di ciò che ne è fondo epifanico…Arte del resto omologa a ogni spietata fenomenologia del processo vitale”: il “seme deve essere distrutto perché nasca la nuova pianta” e “milioni di spermatozoi devono morire per salvarne uno solo, uno solo alla volta. È la radice biologica della perentoria esclusività dell’amore…almeno, così come si è costituita nella nostra cultura. Allo stesso modo, la scrittura procede e costruisce le sue forme, uccidendo e scartando milioni di possibili parole per sceglierne e salvarne una, una sola alla volta.”
Chiosavo, però, che “sono gli accenti che contano. Cioè il punto di vista. Dello stesso processo possono essere ostensi i cardini (gli stessi) sul versante della vita o della morte”. E se “il sacerdote tende a illuminare lo scacco di ciò che precede”, per mostrarne “tutta la riduzione a residuo e nulla”, per “esaltare…la suprema e definitiva nascita, che si innalza autonoma e (quasi) sprezzante su ciò che c’era prima e ciò che ci sarà dopo”, salva dal “rischio della deriva di onnipotenza la presenza dell’artigiano, del faber. Che conosce l’umiltà e i segreti della materia. Che sa come ogni materia, anche quella fatta di semi neri sulla pagina, non viene dal nulla, viene da un immane calco ignoto, irraggiungibile e indimenticabile, cui la sua opera non può smettere di continuare a tendere…. Pena una perdita totale di misura di sé e/o di totalizzazione e ideologia del testo.”

Continua a leggere »

Vincenzo Guarracino su Gilberto Finzi

Pubblicato il 28 luglio 2020 su antologie da Adam Vaccaro

Segnaliamo il libro a cura di Vincenzo Guarracino
GILBERTO FINZI – PAROLE A GUARDIA DEL FUTURO – puntoacapo Editrice, 2020.

Un libro denso e appassionato, tra i vari che Vincenzo Guarracino ha dedicato ad Autori di rilievo del secondo Novecento, da poco scomparsi. Autori che ci hanno lasciato somme di testi poetici e critici assolutamente necessari, per una conoscenza della nostra epoca non solo letteraria. I contributi di Gilberto Finzi sono stati, infatti, sia di ricerca poetica innervata in una visione di storia della letteratura, sia di testi di critica dedicati di volta in volta ad Autori e movimenti del passato, come ad esemplari della produzione poetica contemporanea. Ma non solo, diversi suoi libri sono dedicati a una critica contropelo ai molti mali e snodi del degrado italiano.
Di tutta l’enorme produzione creativa e critica di Finzi il libro di Guarracino ci offre una una profonda sapiente lettura, insieme a una selezione antologica. E a corredo il libro è arricchito da una completa bibliografia, oltre che da una qualificata serie di testimonianze personali e critiche di: Cesare Cavalleri, Angelo Gaccione, Mario Grasso, Anita Guarino Sanesi, Stefano Lanuzza, Franco Manzoni, Angelo Maugeri, Guido Oldani, Ottavio Rossani, Carlo Alberto Sitta, Antonio Spagnuolo, Adam Vaccaro.

Continua a leggere »

Attraverso Milano – Relazioni su Beat Generation

Pubblicato il 28 giugno 2019 su Eventi Milanocosa da Adam Vaccaro

Biblioteca Sormani

Sala del Grechetto – Via Francesco Sforza 7 

 L’Associazione Culturale Milanocosa

Presenta

13 Maggio 2019 – ore 17,30

Attraverso Milano

Staffette letterarie e artistiche 

***

Terzo Incontro

 Jack Kerouac e i poeti della beat generation italiana

A cura di Luigi Cannillo

 Relatori

Luigi Cannillo e Alessandro Manca

***

Alessandro Manca
Estratto dal documento prodotto per l’evento dedicato alla presenza milanese di Jack Kerouac

1966
Kerouac a Milano
“Non c’è artista che tolleri il reale”
Nietzsche

Continua a leggere »

Testuale – N.61-62

Pubblicato il 20 giugno 2018 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

TESTUALE

critica della poesia contemporanea

n.61/62/2018

Autori

Giorgio Barberi Squarotti, Adriano Spatola, Giacinto Scelsi

Rosa Pierno, Gio Ferri, Luigi Cannillo, Adam Vaccaro

“Letterale”

Recensioni

Eleonora Fiorani, Marica Larocchi, Fausta Squatriti

Alessandra Carnaroli, Michelangelo Coviello, Michele Zaffarano,

Luciano Troisio, Andrea Rompianesi, Luciano Fusi

***

TESTUALE 61 / 62 / 2018

Direzione

Gio Ferri, Rosa Pierno

Consulenza critica e redazionale

ITALIA: Renato Barilli, Marosia Castaldi, Ottavio Cecchi, Cesare De Michelis,

Continua a leggere »

L’origine – di Domenico Cipriano

Pubblicato il 5 aprile 2018 su Saggi Poesia da Adam Vaccaro

L’origine e l’Appartenenza
In L’origine di Domenico Cipriano

Adam Vaccaro

Domenico Cipriano, L’origine, l’arcolaio, Forlimpopoli, pp.60, 7€

Ci sono poesie che leggiamo con una operazione mentale di sguardo dall’esterno del suo altro o estraneo, che il piacere del testo tras-forma in alimento di crescita della nostra identità, nel suo moto vitale, autopoietico e proteiforme. Ci sono poi testi (e intendo con ciò anche immagini, suoni, emozioni ed esperienze di qualsivoglia condivisione intensa), come L’origine di Domenico Cipriano, che sono materia e specchi subito riconosciuti parte di noi. È un tipo di condivisione che dona senso di appartenenza in quel tutto che possiamo prendere sempre e solo in parte, magari per “la grazia di frammenti/ provenienti da lontano”, o per qualche “dettaglio marginale – sepolto e inaccessibile –/ che compensa l’angoscia/ la distanza sconfinata dalle stelle” (p.23).
Già con questi versi viene divaricata la complessità non riducibile delle nostre esperienze. Di quel Tutto, che pure è utero che fa di noi ciò che siamo, non riusciamo peraltro a vincerne il senso di distanza insopportabile. A cominciare da quello che Claudio Magris chiama primogiardino, luogo della nostra prima visione e (ri)creazione mentale del mondo. In tutti i casi la poesia ci affascina se sa dirci che “la memoria è un cuscino ardente”(p.35), voce dell’anima comune nel mare di ricchezza e molteplicità di una umanità, che chiede virtude e conoscenza.
Una complessità che comincia nell’incrocio strabico che fa vedere anche noi stessi come “dal di fuori”. Ma il “chiarore della mente/ che non lascia arrendere la conoscenza”, può farsi epifania di una sollecitazione etica: “salviamo la distanza” (p.22). Che qui vuol rovesciamento di clessidra, operazione mentale e vitale per la quale ciò che ci appare esterno diventa nostro, il nonluogo diventa luogo, e l’estraneo diventa fratello. Il che vale anche per la nostra immagine riflessa in uno specchio all’inizio del nostro percorso di formazione. O parimenti per lo specchio-scrittura, rispetto al quale c’è l’atteggiamento di chi si compiace del suo tasso di falsificazione o ri-velazione; e chi, invece, come Cipriano, dice “Soffro la distanza della scrittura”(p.33), per cui tutta la sua azione poetica diventa (f)attore prezioso di una tensione tesa alla riduzione di tale distanza.

Continua a leggere »

La poesia come seme e raccolto

Pubblicato il 28 gennaio 2018 su Recensioni e Segnalazioni da Maurizio Baldini

La poesia come seme e raccolto
in Seeds di Adam Vaccaro

di Luigi Cannillo

)°(

Seeds di Adam Vaccaro, Selected Poems 1978-2006
Selected, Edited, Translated and Introduced by Sean Mark, Chelsea Editions, New York, 2014

Adam Vaccaro svolge da decenni attività culturale e letteraria non solo nello specifico ambito della scrittura poetica ma anche in quello della critica e della progettazione e organizzazione di eventi. Così, accanto e insieme alle diverse raccolte di poesia è rilevante la sua opera critica, per la quale, oltre ai numerosi interventi su riviste cartacee e in rete, è da ricordare il suo Ricerche e forme di adiacenza, Asefi, Milano, 2001. Infine, ma non da ultima, è indispensabile ricordare la sua attività di fondatore e organizzatore dell’associazione culturale Milanocosa. Si tratta quindi di una presenza a tutto tondo, che mette in primo piano lo sviluppo di un pensiero vigile e critico nei confronti del contesto sociale e politico nel dialogo tra diversi linguaggi espressivi.

Continua a leggere »

Testuale 60/2017

Pubblicato il 10 dicembre 2017 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

è uscito
TESTUALE 60 / 2017
Critica della poesia contemporanea
Periodico fondato nel 1983 da
Gio Ferri Gilberto Finzi Giuliano Gramigna

Direzione
Gio Ferri Rosa Pierno

Autori
Giuliano Gramigna Gilberto Finzi Roberto Sanesi
Vincenzo Guarracino Giancarlo Buzzi Italo Calvino
Rosa Pierno Ivan Pozzoni Aloysius Bertrand
Gio Ferri Paola Mastrocola Alberto Mari
Adele Desideri Ugo Manzoni Maria Grazia Insinga
La rivista in forma web e in forma di libro sfogliabile
è leggibile e scaricabile in internet al sito
TESTUALECRITICA.it
per informazioni rivolgersi a
testualecritica@gmail.com

Continua a leggere »

Saggio sulla poesia di Alfredo de Palchi

Pubblicato il 16 marzo 2017 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Giorgio Linguaglossa, La poesia di Alfredo de Palchi – Quando la biografia diventa mito (L’anello mancante del secondo Novecento)

Edizioni Progetto Cultura, 20127 – 141 pag., 12 €

È un libro di sicuro interesse per ogni appassionato di Poesia. Perché l’autore ci offre, attraverso l’esame della poesia di de Palchi, un percorso di riflessione critica sulle diramazioni espressive che hanno caratterizzato la scrittura poetica dell’ultimo mezzo secolo. Dalle sponde dell’Ermetismo al Neorealismo, dagli sperimentalismi e ideologismi della Neoavanguardia alle varie forme di Minimalismo. Dall’esaltazione del segno-lingua a quella del soggetto-io (mentre si decantava ideologicamente la sua riduzione) e degli oggetti. Rispetto a questa serie di teorizzazioni e formalizzazioni, Linguaglossa fa risaltare l’anomalia e, anzi, “l’estraneità” di de Palchi, “senz’altro il più asintomatico del secondo Novecento”, “una individualità esasperata, un tragitto destinale che diventa il percorso della parola poetica”.

Continua a leggere »

PASSIONE POESIA

Pubblicato il 12 febbraio 2017 su Eventi Milanocosa da Adam Vaccaro

Biblioteca Sormani

Sala del Grechetto – Via Francesco Sforza 7

e Milanocosa

invitano a Passione Poesia

Letture di poesia contemporanea – CFR Edizioni

Un’opera che si caratterizza per vastità, molteplicità e qualità di scelte e contributi

27 Febbraio 2017 – h. 17,30

Intervengono i curatori

Sebastiano Aglieco, Luigi Cannillo, Nino Jacovella

.

coordina

Adam Vaccaro

Tra i saggisti e i poeti presenti nel volume interverranno:
Cristina Annino, Corrado Bagnoli, Marco Bellini, Rinaldo Caddeo, Pasqualina Deriu,

Gabriela Fantato, Ivan Fedeli, Vincenzo Frungillo, Bianca Garavelli, Stefano Guglielmin
Michele Montorfano, Luisa Pianzola, Maria Pia Quintavalla, Giancarlo Pontiggia

Continua a leggere »

Per i 90 anni di Alfredo de Palchi

Pubblicato il 14 dicembre 2016 su Saggi Poesia da Adam Vaccaro

Su L’ombra delle Parole – Rivista internazionale – Un saggio di Adam Vaccaro

Dettami e Risorse del Paradigma di de Palchi

Testo critico di Adam Vaccaro inserito nel volume antologico appena uscito, a cura di Sebastiano Aglieco, Luigi Cannillo, Nino Jacovella, Passione Poesia, CFR Ed., Milano, novembre 2016

Due nomi subito connessi alla scrittura di Alfredo de Palchi: François Villone ArthurRimbaud. Del primo troviamo anche sentenze poste in esergo – la prima, Ce monde n’est qu’abusion. E di Rimbaud, richiamato pure in qualche testo, ricordo che sottolineava l’importanza del punto di partenza, umano o creativo, infernale o no. L’età adulta di de Palchi inizia nell’immediato dopoguerra in modo orribile, con anni di carcere e sevizie, per accuse di crimini poi risultate infondate. Impossibile immaginare sofferenze e segni inferti al Soggetto Storicoreale (SSR) in quel cupo recinto di spazio-tempo. Abbiamo però i versi che vennero graffiati, prima su muri ignobili e poi trascritti su carta dal Soggetto Scrivente (SS). Versi de La buia danza di scorpione (1947-1951), parzialmente in Sessioni con l’analista (1967), interamente in The Scorpion’s Dark Dance (California 1993) e infine in Tutte le poesie 1947-2005 di Paradigma (Mimesi-Hebenon 2006), cit. PT, e in Selected Poems 1947-2009 di Paradigm (Chelsea Ed., 2013), cit. PA.

Continua a leggere »


Benvenuto

Sei sul sito di Milanocosa, l'associazione culturale che svolge attività di promozione culturale secondo criteri di ricerca interdisciplinare con l'obiettivo di favorire la circolazione e il confronto fra linguaggi, ambiti e saperi diversi, spesso non comunicanti tra loro. - Libri