Anticipazioni

rubrica

Anticipazioni – Federico Rossiglnoli

Pubblicato il 15 aprile 2021 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
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Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Federico Rossignoli

Inediti

Con commento di Laura Cantelmo
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Nota di poetica
Questi tre testi fanno parte di una corona di sonetti scritta secondo la forma tradizionale. Anche se gli esempi contemporanei non mancano, può sembrare anacronistico o addirittura pretestuoso scrivere in forma chiusa (soprattutto quando è così tanto chiusa!). Io provo a farlo per diverse ragioni: prima di tutto per il desiderio di confrontarmi con qualcosa di più grande, con un Passato che continua a respirare e ad essere costitutivo del Presente, cortocircuitando fecondamente con esso. In qualche modo, ciò fa sentire meno soli. Poi perché la forma è il contenuto. Certo questa affermazione non è esclusivo appannaggio del mestiere di musicista (quale io sono), ma forse ne siamo più sensibili e, diciamolo pure, costretti. Eppure è una beata costrizione muoversi all’interno di un limite (del resto, cosa c’è di più umano dell’essere limitati?), poiché da queste tensioni, da questo obbligare la mente a ragionare e strisciare in stretti cunicoli, possono scaturire risultati fecondi e inattesi, paesaggi ampi e luminosi.

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Anticipazioni – Stefano Vitale

Pubblicato il 1 aprile 2021 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
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Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Stefano Vitale

Poesie inedite
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Nota di lettura di Luigi Cannillo
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Nota poetica
Le poesie sono tratte dalla raccolta inedita dal titolo provvisorio “Si resta sempre altrove …”.
La silloge comprende poesie scritte tra il 2016 e il 2020 che rappresentano un consapevole momento di transizione. Anzi è proprio il tema del passaggio, del transitare da un stato all’altro, da una condizione all’altra, magari anche solo da una percezione all’altra della luce o di una voce, a caratterizzare questo lavoro. Così ci si sofferma sul continuo ed oscuro “travaso di luce”, quale necessaria ricerca di chiarezza che ci accompagna come un destino, oppure ci lasciamo sorprendere dall’apparire di una nuova vita accolta nel gioco di sguardi di volti sconosciuti. Ma non basta: abbiamo bisogno di compensare , ovvero di trovare una speranza anche nelle perdite, per superare le cadute, sospesi come siamo tra silenzio e desiderio della gioia. Infine c’è la transizione dal reale alla scrittura, forma “perfetta” perché inconclusa, della nostra ricerca di senso: la parola è sempre un riflesso che però ci rimanda ad nuovo cammino. È per questo che in fondo “si resta sempre altrove”. Ma in questa raccolta la novità è che la poesia “pensante” si fa più evidentemente lirica, offrendo una nuova sfaccettatura del percorso poetico. Poesia che riflette su se stessa, eludendo l’autoreferenzialità; poesia che posa il suo sguardo sulle circostanze concrete dell’esperienza (è il titolo di una delle sezioni in cui è più evidente il passo lirico) che ci fanno essere quello che siamo: esseri in divenire.

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Anticipazioni – Zoom – Ia Terna

Pubblicato il 27 marzo 2021 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Dopo la lunga serie di Anticipazioni, che a partire dal 2016 ha esaminato circa 100 Autori, avviamo incontri Zoom con una prima terna, che offrirà esempi diversi di scritture, linguaggi, età e provenienza, entro la platea degli autori contemporanei di poesia.

I tre Autori sono:

Alberto Bertoni (Bologna) – Presentato da Adam Vaccaro
Francesco Sassetto (Venezia) – Presentato da Luigi Cannillo
Alice Serrao (Milano) – Presentata da Laura Cantelmo

E per i post con testi e note di lettura vedi a: http://www.milanocosa.it/anticipazioni/anticipazioni-alberto-bertoni; http://www.milanocosa.it/anticipazioni/anticipazioni-francesco-sassetto; http://www.milanocosa.it/anticipazioni/anticipazioni-alice-serrao

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Anticipazioni – Giacomo Cucugliato

Pubblicato il 15 marzo 2021 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
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Giacomo Cucugliato

Poesie inedite
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Nota di lettura di Adam Vaccaro
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Nota di poetica
Queste note poetiche tentano l’intercettazione del dialogo costante tra un corpo, uno sguardo bilocato e le terre africane in cui è stata tombata la coscienza di chi scrive. Si immagina la realtà come la lastra di uno specchio su cui l’essere scrivente è stato scaraventato con violenza tale da frangerla e da frangersi, al punto che l’unica possibile visione ricompattante resta quella di una poesia che sappia seguire i riflessi e riproporli nella sua lingua. Ne deriva un dettato che vuole essere una parziale ricucitura, compiuta con affanno e interruzione del respiro, di un universo lacerato dalla caduta, ma che non ne snaturi l’essenza ormai sezionata. In quest’opera di poiesi chi scrive si ritrova a percorrere il labirinto delle cose presenti e passate, seguendo estaticamente il farsi e il disfarsi della luce: ché nella distruzione di ogni cosa un sole come una biglia pare, percuotendo gli specchi, pur se solo nell’attimo della visione, poter alludere a una unità sovrasensibile. Quell’unità, forse apparente, si produce quando chi scrive assorbe ed è assorbito nell’orbita degli oggetti della manifestazione: ogni parola poetica si appiglia alla cosa che dice solo transitoriamente, per abbandonarla identificandosi alla cosa successiva, così per una serie di ascese e di discese che fanno una metafisica poetica degli esseri e dei nomi. Qui le terre africane che parlano attraverso e sopra e sotto il corpo nel tramite della liaison permessa dallo sguardo si popolano della memoria del sangue umano che le ha irrorate assieme al sudore contadino: quella memoria si fa presenza cucita nelle viscere delle cose, diventa storia, produce inesausta poesia non detta che attende l’attimo della narrazione. Questo atto contadino è una operazione magico-poietica potenzialmente capace di far geminare senso circolarmente dalla terra all’uomo al macrocosmo.

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Anticipazioni – Pasquale Vitagliano

Pubblicato il 1 marzo 2021 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

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Pasquale Vitagliano

Inediti

Con commento di Laura Cantelmo
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Nota di poetica
Questa scrittura poetica è una forma di resistenza ai formalismi di ogni mito della realtà. Contro chi tende a trasformare i segni in “sistema fattuale”, lo sforzo di questo linguaggio poetico è di ricondurre i segni e i simboli in un “sistema essenziale.” La parola poetica cerca di portare al proprio estremo il legame tra significante e significato, ritornare dal segno al senso, anzi connettere il senso delle parole al senso stesso delle cose. Si tenta così di costruire un’architettura, anzi un “film”, di oggetti-pensiero che attraverso un processo autonomo, sospeso e insieme cinematico, di sedimentazione disvela il corpo interno e nascosto della realtà quotidiana. Questa può finire per meravigliare, reintegrata delle mistificazioni del mito, al punto da apparire un “miserabile miracolo.” Le parole poetiche come particelle sospese si accumulano per effetto del campo di forza del testo-realtà che le argina, le piega, le lascia passare ricongiungendole, in una nuova forma, al senso più autentico delle cose. La poesia è un linguaggio ritrovato.

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Anticipazioni – Lucia Guidorizzi

Pubblicato il 15 febbraio 2021 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

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Lucia Guidorizzi

Inediti

Con commento di Luigi Cannillo
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Nota di poetica
Questi testi inediti appartengono ad un mio nuovo progetto: un libro di poesie che si sviluppa intorno al rapporto tra la mia scrittura e quella di mia madre.
Riassumendo alcuni aspetti che considero importanti per la mia poetica posso dire che il primo libro che ho pubblicato s’intitola “Confini” e parte da una riflessione su come soglie e confini segnino la storia dell’uomo e delle sue relazioni. Penso che la poesia sia un’operazione necromantica e che consista nel far parlare i morti che ci abitano. Molti miei testi sono ispirati all’entropia e all’impermanenza e riflettono sul perenne divenire dell’Universo e sull’illusorietà della condizione umana. Lo studio del mito per me è importante in quanto offre un’occasione preziosa per ripensare la contemporaneità. La mia forma di rivolta nei confronti di un mondo che ci vuole catalogabili e controllabili consiste nella scelta di divenire forestieri. Entrare metaforicamente nella foresta è l’unico modo per mantenere intatto il proprio nucleo più profondo e vitale. Camminare in solitudine permette di accedere a una conoscenza che passa attraverso il corpo. La scrittura scaturita da lunghe camminate possiede una verità e un ritmo diversi da quella stanziale. Il corpo ha una memoria che fa affiorare conoscenze, esperienze ed emozioni che vi sono annidate. Se si lascia parlare il corpo non ci possono essere menzogne o mistificazioni. Altri temi per me importanti sono l’interazione tra luce e tenebra, tra silenzio e parola che corrispondono al pulsare del cuore (diastole/sistole) o all’inspirazione/ espirazione dei polmoni: da questa alternanza scaturisce il ritmo della scrittura. Penso che la poesia debba operare sempre un oltrepassamento per educarci, conducendoci fuori da noi stessi.

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Anticipazioni – Alberto Bertoni

Pubblicato il 1 febbraio 2021 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

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Alberto Bertoni

Poesie inedite
(da un work in progress al momento intitolato
Semplici abbandoni)
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Nota di lettura di Adam Vaccaro
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Dichiarazione di poetica

Confesso di non amare molto le dichiarazioni di poetica, anche perché per alcuni decenni mi sono scisso in due: il critico-docente e l’estensore di testi versificati. Le mie due parti non sempre sono andate d’accordo e spesso ho proprio tenuto lontani i due campi di attività, non fino al punto di scrivere su tavoli diversi, ma dedicandomi a queste per me contrapposte forme di scrittura in tempi e stati d’animo differenziati.
Certo, a parte Montale, i miei punti di riferimento più saldi nella tradizione novecentesca sono Sereni e Giudici, ma sulla mia scrittura hanno influito anche libri come Il disperso di Cucchi, Somiglianze di De Angelis, Postkarten di Sanguineti e Passi passaggi di Porta, oltre a poeti americani come Simic e Wright. E poi ho ammirato e tuttora ammiro il lavoro di coetanei di gran classe: Magrelli e Anedda, Frasca e Pusterla.
Dunque non posso parlare di una poetica troppo coerente e univoca. Aggiungo che – a partire dagli anni ’90 – ho goduto molto di un ambiente vivo come quello bolognese e ho cominciato presto a imparare dalla poesia di autori più giovani, in particolare Giancarlo Sissa, Vito Bonito e Francesca Serragnoli. A quest’ultima riconosco per esempio di avere pubblicato di recente un libro di poesia davvero molto notevole, il più bello a mio gusto di questo tremendo 2020. E mi piace concludere questa nota con una frase tratta di lì, nella quale mi identifico in toto, soprattutto per il punto interrogativo finale: “Ogni vita ha la sua pioggia. Ogni vita ha un volto solo. Fra io-tu c’è un abisso e una stretta di mano, mai mischiare le vite. Allora il vecchio dilemma: a che serve leggere la vita degli altri?”

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Anticipazioni – Leila Falà

Pubblicato il 15 gennaio 2021 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

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Leila Falà

Poesie inedite
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Nota di lettura di Laura Cantelmo
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Nota poetica

Seguendo un consiglio di von Hofmannsthal, nel mio lavoro tendo a voler nascondere la profondità nella superficie. È la possibilità di parlare un linguaggio quotidiano, leggibile, che possa suggerire una profondità senza apparentemente volerla dichiarare. Sarebbe bello saper parlare a tutti e che la poesia potesse essere letta negli stadi. Ma la poesia che noi conosciamo e che sappiamo fare non è per tutti, è complicata, complessa, è ricercata. Ma di certo non ricerca un nesso con il grande pubblico. Forse spesso non è neanche interessata ad averlo. È dedicata in genere ad altri, molto simili a noi, a nicchie di ascoltatori che ci costruiamo.
Ha lasciato quel terreno di gioco ad altre forme, alla canzone, per esempio. O forse alla pubblicità.
La stessa cosa è successa col teatro, il teatro di ricerca e forse anche con altre Arti. Mi accontento quindi per ora di dire ciò che posso, di farmi spazio con la leggerezza che riesco a trovare, rimanendo tra le parole in uso. Cerco magari lo scarto, l’ironia che serve a stare nella doppiezza della realtà. E suggerire il resto, il profondo, a volte ineffabile, come la vertigine che ci assale quando osserviamo piu attentamente l’umanità e le cose.
E quanto accade loro.

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Anticipazioni – Francesco Sassetto

Pubblicato il 16 dicembre 2020 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

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Francesco Sassetto

Inediti – Con nome di donna

Con commento di Luigi Cannillo
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Nota di poetica
Nei testi qui presentati – estrapolati da una silloge in fieri – ho voluto proporre temi e momenti della società contemporanea che mi sembrano significativi nel mettere a fuoco un quadro desolato e dolente del tempo in cui viviamo. Una poesia cosiddetta “civile” (che pratico con convinzione da tempo) che muove dalla volontà di denudare le offese, le ferite, il dolore che segna – spesso annientandole – le esistenze dei più deboli, vittime di sopraffazioni e violenze. Con nome di donna vuole sottolineare un’attenzione privilegiata alle vicende vissute da donne che, nel corso del tempo, ho incontrato e conosciuto, alle loro vite che hanno attraversato sofferenze, abbandoni, solitudini, nel desiderio di “commuovere” – nel senso etimologico – il lettore, risvegliarne una pietas, una capacità di comprensione e partecipazione troppo spesso assopita e distratta.
Versi che vogliono essere anche “racconto”, adottando per questo un andamento narrativo e descrittivo, insieme, sul piano linguistico-stilistico, ad una sorta di “scivolamento” dell’italiano nel dialetto veneziano e viceversa, a rendere con più efficacia e concretezza fatti ed ambienti (quasi sempre veneziani o veneti), un sermo humilis in grado – mi auguro – di evitare il rischio, sempre in agguato quando si affrontano queste realtà, di cadere nella retorica, nell’enfasi o nel pericolo della “lacrima facile”, per restituire, con voce nitida e robusta, l’asprezza di vicende intrise di umiliazioni e dolori.

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Anticipazioni – Filippo Ravizza

Pubblicato il 1 dicembre 2020 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

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Filippo Ravizza

Poesie inedite
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Nota di lettura di Adam Vaccaro
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DICHIARAZIONE DI POETICA
Vi sono alcune tematiche che io riconosco essere capisaldi di tutta la mia produzione poetica: la riflessione sui rapporti tra vero poetico e vero storico; sull’enigma del tempo; sul destino e sulla mancanza di un destino; sul ‘grande mai più’ ovvero l’annientamento che ci attende. Spero che, a livello formale, nei miei versi sia sempre avvertibile l’andamento ritmico, la cadenza timbrica che deve distinguere a mio parere la parola della poesia, che deve continuare ad essere diversa ed altra rispetto alla parola della prosa. La poesia in fondo è un’emozione che trova una forma. Il lavoro sulla parola, la ricerca della forma che sola può esprimere al meglio un particolare contenuto, mi paiono essere elementi portanti del lavoro poetico.

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