de palchi

Il pulsante cuore animale di Alfredo de Palchi

Pubblicato il 7 luglio 2016 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Il pulsante cuore animale di Alfredo de Palchi – nell’analisi di Plinio Perilli

Adam Vaccaro

Di Plinio Perilli è ben nota la passione sinestetica, le ricerche svolte in orizzonti ampi per il bisogno di indagare più linguaggi e ambiti culturali, creativi e storici, dalla poesia al cinema. In questo libro monografico, dedicato alla vicenda creativa e umana di Alfredo de Palchi – Il cuore animale, Empirìa, Roma, 2016 – Perilli mette in campo tutte le sfaccettature della sua passione per la totalità, sapendo che ogni frammento, ogni gesto, ogni testo, sono altrettante domande di senso. Che solo se (ri)collocate nella rete della complessità da cui e in cui nascono, possono darci e dirci qualcosa di utile al nostro bisogno inesauribile di esserci.

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MYSTICAL CARNALITY IN DE PALCHI’S PARADIGM

Pubblicato il 31 maggio 2013 su Saggi Poesia da Adam Vaccaro
Proponiamo con piacere il saggio di NED CONDINI, MYSTICAL CARNALITY IN DE PALCHI’S PARADIGM, I capitolo del lavoro complessivo di analisi della poesia di de Palchi, condotto dal traduttore e studioso americano (nato a Torino nel 1940) dal titolo: SOLO UN DISTANTE MIRAGGIO DI ACQUE LIMPIDE – LA RICERCA DI DE PALCHI PER UNA INCORROTTA JUSTINE. Il saggio è dedicato alle Opere complete di Alfredo de Palchi, pubblicate la prima volta in Italia da Mimemis-Hebenon Edizioni, Milano 2006 con il titolo Paradigma. Le stesse Opere erano state peraltro tradotte e pubblicate in America da October House, N.Y. 1970, e da Xenos Books, Riverside, California, 1993-1999. Paradigma raccoglie poesie scritte tra il 1947 e il 2005 e relative a sei raccolte, da La Cupa Danza dello Scorpione (già inclusa in Sessioni con l’Analista, poi opportunamente raccolta autonoma) alle Ultime (quaranta poesie) e include sia una opportuna nota polemica dell’Editore Roberto Bertoldo, sia una preziosa introduzione critica di Alessandro Vettori. . Nella poesia di de Palchi, uomo e donna sono fonti congiunte di umori grevi e lampi divini emanati dall’oro del sesso e della creatività, che non smettono di intrecciare aliti purissimi di amore e afrori di sporcizia. E su questo crinale senza soluzioni la poesia di de Palchi si fa impervia e impietosa scrutatrice, che non smette di infliggere alla carne tutta la sua (im)possibile verità, non per autoflagellarsi e disperarsi lungo deflussi masochistici, ma per continuare a cercare l’unica nostra possibilità di salvezza, con e nella donna, anche se rimarrà – come sintetizza l’immagine ossimorica di resa resistente del titolo di Condini – Solo un distante miraggio di acque limpide.

La donna è tuttavia la centralità solare, l’energia vitale che consente di proseguire, anche se è immersa nelle stesse contraddizioni irresolubili dell’uomo, nello stesso incrocio inevitabile tra tensioni all’infinito e ignobile sprofondo nei deliri di potere dell’Io, che tende a sognare e perseguire domini e violenze anziché fratellanza, unica nostra possibile prateria liberante.

Una poesia che ci scuote e ci attraversa, per riemergere nella nostra carne e nel nostro spirito spesso devastati da modernità e post-modernità, per riproporre tra tanta poesia di carta inconsistente e superflua, la disperazione e l’orgoglio di rifondare un paradigma di senso e di utilità antropologica della propria parola.

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De Palchi: poeta senza aggettivi

Pubblicato il 16 maggio 2013 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Chelsea Editions e la poesia di Alfredo de Palchi

Pubblicato il 3 marzo 2013 su Recensioni e Segnalazioni da Maurizio Baldini

Segnaliamo due libri di Chelsea Editions dedicati alla poesia di Alfredo de Palchi —————————————————————————–

CHELSEA EDITIONS presents a two volumes set:

Alfredo de Palchi – Paradigm New and Selected Poems 1947–2009

In the landscape that consists of American poetry and the foreign verse available in translation, the originality and independence of Alfredo de Palchi have long been conspicuous. As an Italian poet who has lived in the United States for more than fifty years, who continues to write exclusively in Italian, yet whose work has been extensively translated ever since Sessions with My Analyst (1970) and especially  e Scorpion’s Dark Dance (1993), Anonymous Constellation (1997), and Addictive Aversions (1999), de Palchi stands out because of his terse, tense verse wrought out of syntactic boldness, semantic leaps, unsentimental self-scrutiny, and tonalities ranging from sarcasm to erotic glorification. His subject matter draws on his own experiences, especially in his early poems that evoke his impoverished, fatherless childhood, his suff ering during the Second World War, and his unjust postwar incarceration. In his later verse, he leaves this grim war-time past behind, scrutinizes man-woman relationships, exalts sexual pleasure, and turns toward science, notably biology and geology.  e at once precise and idiosyncratic way that science is brought to bear on his dark view of human behavior and, more generally, of the human condition, alone distinguishes him from most contemporary poets in the United States and Europe. — from John Taylor’s Introduction Alfredo de Palchi’s energetic lyrical abilities infuse the whole of Paradigm, and his poems, gritty and sensuous at the same time, display themselves as successfully in English as in the original Italian. Here we find an encompassing emotion “accelerating thought” and revealing a voice that is singular, unique. He sees the world closely with genuine purpose—no posturing here—with a style and engagement that prove him to be what we fi nd so seldom today: a poet whose mastery derives from the power and intelligence of his individuality. Rich and complex, de Palchi’s poems are an effortless balance of varied forces: an expression of a superior imagination that constantly surprises. — Timothy Houghton

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Mindskin, Antonella Zagaroli

Pubblicato il 21 agosto 2012 su Recensioni e Segnalazioni da Maurizio Baldini

Per segnalare questo libro di Antonella Zagaroli, Mindskin, A selection of Poems 1985-2010, pubblicato nel 2011 da Alfredo de Palchi per Chelsea Editions di New York, abbiamo scelto di far seguire la nota dello stesso de Palchi, il quale parlando dell’autrice evidenzia la sua visione, senza remore e peli sulla lingua, sul fare poesia oggi, in particolare in Italia.

Ci è parsa la migliore recensione e una opportuna integrazione del post del 14 luglio scorso, dedicato al libro su de Palchi: UNA VITA SCOMMESSA IN POESIA, Gradiva Publications – A cura di Luigi Fontanella. Vedi a: https://www.milanocosa.it/saggi-poesia/alfredo-de-palchi-una-vita-scommessa-in-poesia

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Alfredo de Palchi – Una vita scommessa in poesia

Pubblicato il 14 luglio 2012 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Alfredo de Palchi è parola che emigra senza soste da tutto lo scontato, ma non lascia mai la terra e per questo fa sentire in bocca il suo sapore, per dirci che senza di essa diventiamo materia inconsistente. Cosa che, per chi ama la poesia, la poesia che si fa mondo e inventa forme della carne del mondo, è peccato imperdonabile.

E allora via navigando in tutte le direzioni cardinali, ma anche in su, verso alture cieli e altri universi, con una cima però attorno alla vita forte e leggera, a tratti invisibile ma che lega come un giuramento senza scampo, o un cordiglio doloroso e allegro, o un cordone ombelicale necessario a trasmettere alito di vita. Alfredo è un boscaiolo poco accomodante, dotato di una accetta che non consente bon ton verso quelli che considera rami secchi o falsa poesia o, come dice lui, poesia che non si muove, poesia magari letterariamente impeccabile ma priva di energia vitale.

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Alfredo de Palchi e le cronache

Pubblicato il 14 dicembre 2011 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro

Alfredo de Palchi e le cronache

Roberto Bertoldo

Ho criticato a volte Alfredo de Palchi per la sua eccessiva aggressività e non condivido del tutto il suo giudizio negativo sulla poesia italiana di oggi, anche se condivido in pieno certe sue critiche che riguardano molti comportamenti presenti nel mondo letterario. Devo però, purtroppo, dargli di nuovo ragione sul fatto che c’è nei suoi riguardi un’emarginazione assurda e controproducente per la nostra cultura.
In questi giorni ho contattato il sito “Le parole e le cose” per chiedere uno spazio nel quale presentare una lunga poesia di de Palchi in modo di permettere a tanti ottimi critici che frequentano il sito di valutare il valore storico e letterario di quella poesia (per la cronaca, “Un ricordo del 1945”. Ve la riproporrò a fine lettera). Ecco la risposta della redazione (non riporto il nome di chi ha risposto perché è stato comunque molto gentile): «Il nostro parere è il seguente: il materiale che ci manda in visione è certamente degno di nota, ma LPLC non è la sede adatta per pubblicarlo. Preferiamo infatti concentrarci su progetti di poesia contemporanea, legati al dibattito attuale; la sua proposta ci sembra avere un valore soprattutto storico, che sarebbe meglio valorizzato da riviste sensibili al recupero filologico e alla tradizione dell’avanguardia (penso a “Belfagor”, o al “Verri”)».
Sarà vero, ma Belfagor ad una medesima precedente identica proposta non ha neppure risposto.
Riguardo il punto di vista di LPLC, ecco a titolo esplicativo il mio rilancio andato a vuoto: «Capisco e naturalmente accetto la “Vostra” decisione, vorrei però ricordarle che Alfredo de Palchi è un poeta vivente che scrive e pubblica ancora poesie di innegabile valore letterario. Proprio perché vi interessate, quanto il sottoscritto, di poesia contemporanea, non potete negare, leggendo l’opera intera di de Palchi, che molti autori oggi gli siano debitori – e non sempre involontariamente. Non c’è nessun interesse distorto a proporre ai lettori di LPLC uno di coloro che hanno liberato la poesia italiana dalla maniera ermetica senza cadere nell’anaffettività delle avanguardie tout-court. Non voglio entrare qui in questioni tecniche, ne ho già parlato molto altrove, ma le assicuro che il poeta in questione è ancora oggi molto più contemporaneo dei tanti poeti che state pubblicando ».
Negare ai lettori di confrontare la scrittura di de Palchi con quella dei poeti che il sito pubblica è un atto per me incomprensibile e che nessuna giustificazione, soprattutto quella datami, ha senso.
Ora tutto ciò mi deprime non perché io ritenga vitale la questione, ma perché dimostra il disinteresse che gli scrittori hanno per la letteratura, al punto che alla fine dei puri epigoni vengono salutati come maestri. E mi deprime il classismo insito in certe operazioni. E’ evidente che la cultura italiani è sempre più in mano ad una oligarchia tale e quale a quella presente in ambito politico, finanziario, ecc.
Se così non fosse, un certo ascolto si darebbe ad un addetto ai lavori che propone disinteressatamente uno scrittore apprezzato, quando era ancora uno sconosciuto, niente meno che da Vittorio Sereni. Sodale di Raboni, Erba e Zanzotto, e a mio modo di vedere superiore a loro dal punto di vista poetico, de Palchi è ingiustamente emarginato. E’ vero, lo sono molti validi scrittori italiani, ma se questo avviene è perché gelosie e rivalità e assenza di generosità umana e di onestà intellettuale e, aggiungo, di umiltà, fa sì che noi scrittori assai raramente peroriamo la causa degli scrittori di valore, quasi per timore che offuschino la nostra opera. Ma quando uno scrittore ha una propria spiccata personalità non deve temere di essere offuscato da un altro e se anche lo fosse lo sarebbe per una giusta causa.
Mi scuso con Adam Vaccaro per lo spazio occupato, ma so che anche Adam è a favore della difesa della vera poesia.
Ecco la poesia, mi piacerebbe leggere i commenti, pro o contro, dei lettori. La faccio precedere da due righe introduttive.
Alfredo de Palchi, nato a Verona nel 1926, vive a New York. Questo testo del 1948, pubblicato da Mondadori nel 1967 in Sessioni con l’analista, su iniziativa di Vittorio Sereni e di altri importanti critici di allora (tra gli altri, Giuliano Manacorda, Silvio Ramat, Marco Forti, Glauco Cambon), testimonia l’originalità della scrittura. Naturalmente occorre storicizzarla: siamo appunto solo nel 1948, anni in cui l’epigonismo ermetico era diffuso; de Palchi anticipa, senza mai forzarle in chiave sperimentalistica, tecniche poi rivisitate dalla neoavanguardia.

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Lettera di Alfredo de Palchi a Mauro Ferrari

Pubblicato il 9 novembre 2011 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Lettera aperta di Alfredo de Palchi a Mauro Ferrari

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AttraversaMenti: video Alfredo de Palchi

Pubblicato il 15 giugno 2008 su Eventi Milanocosa da Adam Vaccaro

Condividiamo con voi alcuni video della presentazione a cura di Milanocosa (con la collaborazione della rivista La Mosca di Milano e di Roberto Bertoldo) dei due libri del poeta Alfredo de Palchi (nato a Verona nel 1926 e residente a New York): Paradigma – Tutte le poesie: 1947-2005 (Mimesis Hebenon) e La potenza della poesia, saggi di autori vari (Edizioni dell’Orso). L’evento si è svolto il 23/05/2008 alla Libreria eQuiLibri di Milano, nell’ambito del progetto AttraversaMenti.

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