Saggio sulla poesia di Alfredo de Palchi

Pubblicato il 16 marzo 2017 su Recensioni e Segnalazioni

Giorgio Linguaglossa, La poesia di Alfredo de Palchi – Quando la biografia diventa mito (L’anello mancante del secondo Novecento)

Edizioni Progetto Cultura, 20127 – 141 pag., 12 €

È un libro di sicuro interesse per ogni appassionato di Poesia. Perché l’autore ci offre, attraverso l’esame della poesia di de Palchi, un percorso di riflessione critica sulle diramazioni espressive che hanno caratterizzato la scrittura poetica dell’ultimo mezzo secolo. Dalle sponde dell’Ermetismo al Neorealismo, dagli sperimentalismi e ideologismi della Neoavanguardia alle varie forme di Minimalismo. Dall’esaltazione del segno-lingua a quella del soggetto-io (mentre si decantava ideologicamente la sua riduzione) e degli oggetti. Rispetto a questa serie di teorizzazioni e formalizzazioni, Linguaglossa fa risaltare l’anomalia e, anzi, “l’estraneità” di de Palchi, “senz’altro il più asintomatico del secondo Novecento”, “una individualità esasperata, un tragitto destinale che diventa il percorso della parola poetica”.

Traducendo in altri termini tali calzanti figure, con de Palchi la poesia ritorna innervata nel profondo e nella totalità dell’esperienza soggettiva, di un Soggetto che se fa riferimento al Sé, non può che essere molteplice, e dunque ridimensiona immediatamente (per non dire, ridicolizza) ogni diluvio sulle teorizzazioni della riduzione dell’io: se è la totalità l’identità soggettiva coinvolta nel processo di formalizzazione, è invitabile che il soggetto-io sia solo una parte degli operatori coinvolti.

Ma i provincialismi italioti hanno seguito incantati e acritici vari pifferai alla moda, teorizzanti e terrorizzanti – soprattutto se cugini d’oltralpe –  non solo appassionati di poesia. I risultati sono stati, da un lato nugoli di epigoni di questo o quel Nome o modalità al momento prevalenti, dall’altro un crescente distacco da un possibile pubblico. Ne scaturiva una immagine di totalizzazione del Testo, specialistica, parnassiana e autoreferenziale di una poesia (ri)volta (solo) ad altri poetanti. A questa (de)riva si è anche contrapposta un’altra riva, di semplicità bambinesca, di circuiti sentimentali, ombelicali, conditi di illusori spacci di Verità.

Rispetto a tali percorsi e forme, quelli offerti da de Palchi sono in effetti Altro, densi di sensi complessi immersi nelle carni di chi scrive, per cui il testo è parte vivente di quest’ultimo. Certo, de Palchi non è il solo interprete di tale concezione di poesia, che io ho chiamato Terza Riva. Ma ne è certamente uno delle voci significative, che ci ha offerto con umiltà e determinazione il suo Paradigma. Titolo di una poesia e di un suo libro fondamentali, per cui non a caso proprio tale titolo, ricco di dettami e risorse, ho voluto dare al mio contributo dedicato a de Palchi nell’Antologia Passione Poesia (Edizioni CFR/Gianmario Lucini, 2016).

Il libro di Linguaglossa è quindi una occasione da non perdere, di riflessione complessiva sulla poesia contemporanea che – come è ovvio – evidenzia la concezione di poesia dell’autore. Ma lo fa con un corredo, sia di interventi critici, tra i quali spiccano quelli storicamente ineludibili di Alfonso Berardinelli, sia una intervista in chiusura a cura di Roberto Bertoldo, cui va anche l’enorme merito di aver curato (Hebenon, 2001) – sopperendo ai silenzi della società letteraria nei confronti di chiunque risulti estraneo agli orientamenti prevalenti – le Opere complete di Alfredo de Palchi.

Adam Vaccaro

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