Il Breviario delle Stagioni di Gabriella Galzio

Pubblicato il 27 febbraio 2020 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Gabriella Galzio, Breviario delle stagioni, Agorà &CO., Lugano 2018

di Laura Cantelmo

Quello che nel suo Breviario Gabriella Galzio compie con regolarità liturgica, immersa nella purezza edenica del suo giardino, è un cammino iniziatico. Cammino di conoscenza scandito giorno dopo giorno dall’avvicendarsi delle stagioni “mitiche e cosmiche, cioè generate nella bellezza” (v. Postfazione dell’Autrice). Hortus conclusus sospeso in un’atmosfera metafisica, esso è luogo di meditazione investito di sacrale ritualità contemplativa, dove l’Autrice come Vestale si addentra nel mistero della Natura e della poesia sollevandone con stupore estatico il mistico Velo, cui la poesia stessa dà voce: “sogno una poesia/ avvolta in una tela di lino/ scritta su immacolata parete/ candore del pane/ sulla tavola”. Un vero percorso di conoscenza e di purificazione, simile a quello che nei riti Misterici di Eleusi le antiche culture Mediterranee riservavano agli iniziati al culto della dea delle messi, Demetra, e di sua figlia Persefone, la Kore simbolo della primavera. Nell’abbandono alla libertà dell’Es, al flusso della percezione e della visione trova voce e impulso amoroso ciò che per l’Autrice è nutrimento di vita: “questo ho amato, questa poesia”. Esperienza che trascende i limiti del giardino fino a sollevare il Velo rarefatto, “gentile”, che adombra il reale. Ed è oltrepassando le “porte della percezione” cui alludeva Blake che la visione della Vestale lambisce il cuore del mistero: dalla magia di ciascun fiore, dalla vita che anima il giardino e dallo stupore di fronte alla vista degli animali riceve alimento l’ispirazione poetica: “Sai che le anatre / hanno trovato la via del torrente? /…e il giardino si espande/ per vie d’acqua/ e poesia cresce/ in acqua chiara”. La poesia è dunque una forma di estasi amorosa ed è al contempo veicolo di conoscenza. Laddove il Velo consente di avvicinare il mistero, si manifesta nella natura una condizione speculare a quella dell’esistenza umana, un’alternanza di dolore, di perdita e di amore che introduce momenti epifanici della vita personale dell’Autrice e riflessioni sul suo vissuto “pubblico” nella società.
Velo, Acqua, Tempo, Casa, Giardino, Amore sono parole chiave e simboli di valenza polisemica, collegate al desiderio di purezza e di purificazione “dai veleni” e dai rumori/rumours della città, che le rende paradigmatiche del tema del sacro. Ad esse si associano ricordi di viaggio, immagini di altri giardini, quelli andalusi dell’Alhambra, lussureggianti evocazioni del paradiso islamico dove risuonano i versi del Poema del Cante Jondo di García Lorca e il ritmo del più voluttuoso tra i balli di coppia, il tango argentino, investito a sua volta di valore simbolico.
Ma è il tema del Tempo, quello della Natura – il Tempo/Tempio – ad assumere una posizione cruciale nell’ambito del sacro. La ciclicità degli eventi genera la speranza di un ritorno, necessaria ad affrontare l’esistenza con un senso di serenità che il tempo lineare imposto dalla tecnologia ignora. Quest’ultimo, nel frantumare l’Io individuale e l’intera compagine sociale ha posto l’essere umano in una drammatica condizione di precarietà e di dolore – “la ferita dell’esistere”.
Rinchiuso entro l’unica dimensione di un eterno presente privo di memoria e di progettualità, esso condanna l’umanità alla solitudine e alla “demenza digitale” (riferimento dell’Autrice a Manfred Spitzer, Demenza digitale). Sarà dunque il ritorno a una concezione ciclica temporale – il Tempo della Natura – a ricomporre l’unità dell’Io e il nostro essere nel mondo.
È l’Amore, che è sia poesia che relazione con l’Altro, cui la Galzio dedica una sezione importante della raccolta, ad ispirarne il tono generale. L’attesa e la grazia esplosiva dell’unione nell’amore passionale (unica concessione alla presenza maschile) sono mimeticamente raffigurate dalle rose, in particolare dalla “rosa vellutata nera”, allegoria della vittoria di Eros su Thanatos: ”mi sono rimaste le rose/ nel luogo spoglio dell’amore”, nell’attesa “che il luogo torni/ ritorni a germogliare “.
I “brevi” testi (una delle ragioni del titolo) sono quasi fotografie istantanee di immagini naturali, in uno spazio sospeso sono apparentemente simili agli Haiku giapponesi senza esserlo, come afferma l’Autrice, se non nell’essenzialità dei versi dedicati alla contemplazione della Natura e nella concezione temporale. Vi prevale la presenza mitico-archetipa di divinità femminili che simboleggiano le stagioni (Vesta, Afrodite, Flora, Pomona…) collegate alla cura, alla Casa, “una poetica, in nulla diversa dal mio cuore” che connota la raccolta, ad affermare “un asse erotico e mistico tutto femminile” – un’architettura di pensiero, che lungi dall’essere pura rarefazione, consente persino la critica al male della società attuale.
Si percepisce l’eco di María Zambrano, il cui immaginifico discorso filosofico rifiuta la rigidità razionalistica (v. Chiari del bosco, 1977), indicando il corpo come principale medium della conoscenza e dell’ispirazione artistica – il corpo che è carne, sangue, sensi e respiro – con riferimento alla concezione sensuale dell’amore dei mistici spagnoli nella fusione con il Divino.
Il linguaggio è alato, illuminato dalla delicatezza delle immagini, dalla ricorrenza di termini riferiti al candore e alla leggerezza, cadenzato da una musicalità discreta che ben si addice a quelle che si possono leggere sia come poesia pura che come metapoesia e note di vita vissuta. Nella sua grazia pittorica esso riesce ad affrontare con lievità anche la bruttura del mondo presente, senza nulla togliere alla chiarezza del discorso. Una semplicità “che finalmente possa parlare a un comune lettore” (v. Postfazione) senza negare alla poesia l’enigma che ne è sostanza.

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Anticipazioni – Giuseppe Leccardi

Pubblicato il 15 febbraio 2020 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa
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Giuseppe Leccardi

Inediti
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Con un commento di Laura Cantelmo
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Nota di poetica.
Il tempo, l’interrogazione incessante, prevalentemente entro gli orizzonti del panorama metropolitano, il senso di perdita e difficoltà di senso, gli scatti e riscatti tentati dal corpo amoroso. Questi i punti cardinali entro cui questi esercizi di scrittura tentano la propria resistenza vitale.

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Milanocosa x 20

Pubblicato il 13 febbraio 2020 su Eventi Milanocosa da Maurizio Baldini

L’incontro è rinviato

Anche il nostro Evento rientra nei divieti imposti dall’emergenza sanitaria, per cui da parte della Biblioteca Sormani sono stati rinviati a data da destinarsi tutti gli incontri di prossima programmazione. Comunicheremo pertanto le possibilità e gli aggiornamenti, non appena li riceveremo.

Adam Vaccaro

Biblioteca Sormani

Sala del Grechetto – Via Francesco Sforza 7

26 Febbraio 2020 – ore 17,30

L’Associazione Culturale Milanocosa
Invita a partecipare a

Milanocosa x 20

Immagini e voci della

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Anticipazioni – Antonio Bux

Pubblicato il 1 febbraio 2020 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Poesie inedite
di Antonio Bux

Con una nota di Luigi Cannillo

Nota dell’Autore

POESIA E IPNOSI – È una vita che scrivo sempre la stessa poesia. Perché vivo la catarsi di un sogno, un sogno fatto sempre delle stesse parole. E così la mia poesia è il sogno di una parola, incancellabile. Una sorta di destino, questo stato di ipnosi, di trance, che nella litania ossessiva cerca l’unica parola. La parola che non troverà mai.

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Attraverso Milano – Quinto Incontro

Pubblicato il 30 gennaio 2020 su Eventi Milanocosa da Maurizio Baldini

L’Associazione Culturale Milanocosa
Presenta

10 febbraio 2020 – ore 17,30

Attraverso Milano

Staffette letterarie e artistiche
Idea-Progetto e coordinamento di Luigi Cannillo
Elaborazione e definizione con Laura Cantelmo, Adam Vaccaro
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Tra letterati e artisti che sono passati per Milano o vi hanno soggiornato per periodi brevi, e altri che invece vi hanno vissuto parte della loro vita, possono essere nate relazioni creative anche tramite luoghi della città. Come ideali staffette che attraversano Milano nel tempo e nello spazio.
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Incontro con Paolo Valesio

Pubblicato il 27 gennaio 2020 su Eventi Suggeriti da Adam Vaccaro

Blog di Donatella Bisutti

Invito Incontro Paolo Valesio

Cari Amici,
il prossimo mercoledi 5 febbraio alle ore 17e 30 avrà luogo alla Sormani Sala del Grechetto un incontro importante. Verrà a trovarci da Bologna il professor Paolo Valesio, professore emerito della Columbia University e presidente del Centro Studi Sara Valesio, nonché direttore della prestigiosissma rivista internazionale Italian Poetry.

Ma in questo caso Valesio viene in veste di Autore di due raccolte poetiche, una delle quali, Il servo rosso, edito da Puntoacapo, è stata curata da un’altra importante studiosa, che sarà anch’essa presente, la professoressa Graziella Sidoli, che vanta un curriculum internazionale. Tra i relatori, oltre a me, anche Tomaso Kemeny e Adam Vaccaro.

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Anticipazioni – Anna Maria Carpi

Pubblicato il 15 gennaio 2020 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
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Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Anna Maria Carpi

Inediti della raccolta Dal carcere
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Con un commento di Adam Vaccaro

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Nota dell’Autrice

Poesia colloquiale, che interroga il lettore: hai provato le stesse cose? ma interroga anche se stessa sul proprio senso.

Anna Maria Carpi

1
DI PENSIERI E RICORDI qui io vivo,
e del corpo, del mio,
è la cosa più astratta che ci sia,
ma anche la sola in cui io possa credere.
Tante volte ho amato un altro corpo,
un’estasi, l’ho avuto ed era mio,
due che si fanno uno,
ma nulla è più irreale della carne.
Non è la mente, sono i corpi a dire
come si è soli.

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Il Giorno di Gio

Pubblicato il 28 dicembre 2019 su Eventi Milanocosa da Maurizio Baldini

Biblioteca Sormani

Sala del Grechetto – Via Francesco Sforza 7

20 Gennaio 2020 – ore 17,30

L’Associazione Culturale Milanocosa
Presenta
A cura di
Adam Vaccaro

Il Giorno di Gio

Omaggio a Gio Ferri

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Vogliamo dedicare un giorno di memorie affettive e critiche all’immenso cuore e alla vasta ricerca di Gio Ferri. È stato tra gli Autori che hanno accumulato, nell’arco del suo ciclo vitale, una tale ricchezza di testi creativi, contributi teorici e relazioni umane, di cui vogliamo dare minima testimonianza.
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Memorie e interventi di
Claudia Azzola, Laura Cantelmo, Luigi Cannillo,
Paola Ferrari, Jean Flaminien, Milli Graffi,
Vincenzo Guarracino, Marica Larocchi,
Adam Vaccaro, Cesare Viviani

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Per Fabrizio Bianchi

Pubblicato il 28 dicembre 2019 su Resoconti Esperienze da Adam Vaccaro

Fabrizio Bianchi, con la sua improvvisa e imprevista scomparsa, mi lascia molto addolorato. Ne ricordo la disponibilità, la dedizione discreta e fattiva con cui ha contribuito alla realizzazione di importanti iniziative culturali. Tra queste ricordo ovviamente gli anni in cui ha offerto una rilevante collaborazione a Milanocosa. Ma, altrettanto, in ruoli anch’essi di primaria importanza, per la Rivista Le Voci della Luna di Bologna, e infine, non per minore rilievo, pubblicazioni editoriali di singoli autori e di antologie, quale l’ultima, Passione Poesia.
Una perdita umana e culturale preziosa, tra quelle che rimarranno presenti nella nostra memoria.
Adam Vaccaro

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Tra Lampi e Corti – Presentazione Roma

Pubblicato il 23 dicembre 2019 su Eventi Milanocosa da Adam Vaccaro

Biblioteca Nelson Mandela

Via La Spezia 21 – 00182 Roma

Giovedì 9 Gennaio 2020 – ore 17,30

Donato Di Stasi e Francesco Muzzioli

in collaborazione con Associazione Culturale Milanocosa

presentano

Tra Lampi e Corti

di Adam Vaccaro

Marco Saya Edizioni

poesie tra fotografia e cinema

La ricerca di Adam Vaccaro focalizza con questo libro due forme espressive che caratterizzano l’epoca moderna, traendone per la propria poesia comunicazione e pensiero critico,

attraverso lampi di immagini e brevi narrazioni dell’epica del quotidiano ignoto.

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