Anticipazioni – Claudia Zironi

Pubblicato il 1 maggio 2021 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: https://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa
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Claudia Zironi
Inediti
Esercizi di scrittura 2021
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Nota di lettura di Adam Vaccaro
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Nota di poetica
Molto grata a Milanocosa per questo spazio di approfondimento. Le poesie inedite proposte sono d’occasione, esercizi o divertissements senza legami tra loro. Non bisogna mai lasciare che l’inchiostro si secchi e la mano si impigrisca, esigenza in me da sempre unita a tutte le altre necessità vitali. Mi ritrovo perciò in Franco Loi che diceva: “la poesia o ci attraversa o non è”, e ”va scritta immediatamente”, quando “il nostro inconscio prende il sopravvento” e “si scrive ciò che si è”. Tra i miei alimenti, letture di testi di scienza, fantascienza, archeologia, esoterismo. La metafisica e il surrealismo mi attraggono con i loro voli fantastici sulla realtà, e questo si riflette nella mia scrittura, fondata su periodi ipotetici, evocazioni ucroniche o distopiche, su sliding doors che avrebbero potuto, varcate o non varcate in un dato istante, fare la differenza.
Dunque nella mia poesia la componente fantastica è fondamentale, e non credo nell’autobiografismo come fonte di verità e onestà letteraria. Sicuramente metto a nudo le mie esperienze, intrecciate in un reale alimentato da visioni e toni di denuncia. Altrettanto cerco di far agire sentimenti e dinamiche psicologiche, in cui la poesia anticipi e diventi lievito di realtà. Non amo né lo snobismo intellettuale e le torri d’avorio, né l’appiattimento per un facile consenso di pubblico. Ho avuto meravigliosi Maestri, anche molto giovani, dai quali imparo e assorbo. Non credo in stili di gruppo cristallizzati in dichiarazioni di poetica. E non mi sento novecentesca, se questo implica scrivere in modo freddo, criptico o gergale per sentirsi scrittori attuali e contemporanei.

Claudia Zironi

Esercizio di sopravvivenza (a Francesca)

La luna piena, sorella infertile e materna
sarà la culla del tuo tornare viva, sarà là in alto
– che ti guarda – quella tua parte che
ti è stata tolta. Vi ricongiungerete
– due madri senza figli – nel dolore
li farete bianchi e belli e tondi
– a somiglianza – li lancerete in cielo
sospinti dalla vita – una fiammella –
fino a che fatti luce non riposeranno.
*

Esercizio per Alice Andriollo

Chissà cosa sognavi la notte, Alice.
Una luna piena da ricamare in bianco e tondo
dondolando, che la polenta si facesse d’oro
e d’alloro profumasse ogni cassetto.
La caffettiera che rivelava i suoi segreti
sbuffando e parlottando con le bambole
la stufa di maiolica che diventava una nave
e ti portava a vedere il mare.
Che cadesse fitta la neve e i giorni
fossero tutti di festa, con la tovaglia bella
e un vino caldo. Di essere tu la casa
l’erba del giardino, la mamma, la cura
il vaso dei gerani sul davanzale.
*

Esercizio di alienazione

A volte i nomi tornano, i momenti, le cose fatte e
quelle rimaste ferme con i viaggi fuori stagione
nel mondo delle possibilità.
A volte lì vengono riposti saluti estemporanei
baci e carezze impossibili, figli avuti
solo nel desiderio, brevi incontri e intere vite
perfettamente compiute fino alla dissoluzione
dell’ultima cellula del cuore.
A volte perfino vi si retrocedono sobbalzi
respiri e occhi lucidi di commozione
notti insonni e cuscini scomodi, sogni
mai dimenticati, atti di eroismo rimandati e
attimi arrivati nel tempo sbagliato
con il peso insostenibile del vivere.
*

Esercizio di fisica teoretica

in tanta bellezza di fiori, stami e foglie, laghi e mari,
cieli profondissimi, profumi, espansioni stellari,
fuochi fatui
in tanti lampi e colori e arcobaleni, il risonare
incessante della luna, crepitio di ghiacci, della neve,
il tragico candore delle cime, il vento, il rame,
il sole dell’inverno
in tanta grazia di quanti e di elettroni capaci
a formarsi ubiqui, liberi e radiali
in uno spazio fisico a varie dimensioni
in tale fantasia della materia – prigionieri dalla nascita
dell’essere, incapaci di uscire dal reale,
dotati di sensi e di parola
se non esiste il tempo: senza alcuno scampo
cos’è che vi consuma?
*

Esercizio di poesia religiosa in assenza di fede

Maria è il nome bello che risuona
nella navata, le poggiano parole
di resurrezione sulle labbra
dicono della Grazia e della Gloria, solo a me
che ricordo i miei passi, spaventati, e le mani
chiuse del colore di conchiglia, aggrappate
come un crampo alla tua morte
per non cadere al beccheggiar nell’onda.
La tengo ora in una stella, accesa
sopra il cuore, così giovane e virtuosa
così buona! E gli occhi tuoi affamati
in mezzo ai fiori, so che rivedrò
sereni e chiari, e aperti come un mare
del tempestoso umano viaggio al fine.
*

Esercizio di sarcasmo

Ai bravi poeti piace:
guardare le nuvole in cielo
mentre fanno colazione
rigirarsi una penna di marca tra le dita
prima di mettersi alla tastiera
scrivere slogan d’effetto
per le pubblicità delle auto e dei biscotti
I bravi poeti gettano i loro versi nell’etere
li mettono su carta solo per i doppiatori
arrivano anonimi ovunque e ben pagati
dalle loro ville illuminate
con vetrate antieffrazione
sanno entrare nel cuore della gente
emozionare, creare desiderio
vendere beni di consumo insostenibile.
*

Esercizio di scrittura

È nella parte mancante che si compie
il miracolo della carne, la complessità
del vivere, la distruzione della bestia
il compimento della gemma esaudita
nell’essere aperta, somigliante al furore
della discendenza divina, del costante
placarsi della ripetizione, è nel nome
occultato che sta l’infingimento
della scrittura e di ogni altra nobile
fugace creazione della materia
*

Claudia Zironi, bolognese, scrive poesia e opera dal 2012 nel mondo della diffusione culturale con l’associazione Versante Ripido (www.versanteripido.it) della quale è uno dei fondatori e Presidente. Fa parte della redazione de Le Voci della Luna. Collabora saltuariamente con altre riviste e lit-blog. Ha fatto parte di giurie di premi di poesia a rilevanza nazionale.
Pubblicazioni: del 2012 con Marco Saya Ed.: Il tempo dell’esistenza; del 2014 con Terra d’ulivi Ed.: Eros e polis, uscita nel 2016 anche in USA con Xenos Books / Chelsea Ed. in traduzione di Emanuel Di Pasquale; nel 2016 con Marco Saya Ed., è titolata Fantasmi, spettri, schermi, avatar e altri sogni. Nel 2018 ha realizzato in KDP con la poetessa Silvia Secco e con la pittrice Martina Dalla Stella (collana Edizionifolli) il libro d’arte e poesia Ursprüngliches Leben – poesia e pittura in dialogo. Sempre del 2018 è la pubblicazione indipendente su KDP Variazioni sul tema del tempo (per la collana di poesia Versante ripido). Del 2019 la pubblicazione in tiratura limitata di 40 esemplari con le Edizionifolli di Silvia Secco di Quando si spegne il cielo. Infine, Not bad nel 2020 con Arcipelago Itaca Edizioni; e, nel 2019, nell’antologia a cura di Sonia Caporossi, Diradare l’ombra – 2012-2019, Marco Saya Ed..

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Nota di lettura
Una poesia che coltiva e percorre il crinale del paradosso, e sa essere polo di attrazione innervato nelle necessità dell’esercizio della nostra vita: “La luna piena, sorella infertile e materna/ sarà la culla del tuo tornare viva”, esempio di lampo illuminante, che congiunge nell’immagine della luna, infertilità e culla materna che riaccende la vita. Dolore impigliato in inattuali capacità di suo superamento, in cui però Claudia Zironi fa sentire l’energia che tende ad andare oltre il limite visibile e non si arrende. Così, anche l’infertile “luna piena” del secondo esercizio viene rovesciata come una clessidra da ricami dondolanti su una “polenta” incoronata da colori e profumi d’oro e d’alloro, da una “caffettiera” che sbuffa e parlotta con le bambole della stufa di maiolica, e diventa una nave che porta al largo, oltre il manto della neve, la candida tovaglia, il vino caldo, di una casa-immagine di utero materno e vita che rinasce, come “il vaso dei gerani sul davanzale.”. Sequenze che vanno oltre e congiungono visibile e invisibile, alto e basso, coinvolgendo tutti i sensi, fondamenti di Senso.
Una poesia dunque che soffia da un’insofferenza di gabbie precotte. E cerca potenzialità di aperture vitali, oggi più che mai necessarie rispetto alle ideologie dominanti, in cui risuonano distopici paradossi declamanti aperture in prassi di chiusi fondamentalismi autoritari. È l’atteggiamento generale di un soggetto scrivente con un nucleo profondo di intenzionalità fungente che denuncia la vita truffata tra dettagli in cui si cela il diavolo. Dettagli che ci riportano al discanto dantesco (salviamolo dalla retorica!), “libertà vo cercando, ch’è sì cara”, linfa primaria per poter “seguir virtude e conoscenza”.
Questi esercizi di scrittura si misurano a cuore nudo sull’arduo crinale, nesso tra bellezza e utilità antropologica, che molta scrittura del Novecento ha tradito. C’è una denuncia implicita in “Esercizio di sarcasmo” rivolto “Ai bravi poeti” che sanno “guardare le nuvole in cielo/ …/prima di mettersi alla tastiera/ scrivere slogan d’effetto/ per le pubblicità delle auto e dei biscotti/ …/ dalle loro ville illuminate/ con vetrate antieffrazione/ sanno entrare nel cuore della gente/ emozionare, creare desiderio/ vendere beni di consumo insostenibile.”
È una scrittura affascinata dalla difficile rincorsa di Bellezza e Conoscenza, della “parte mancante”, del “miracolo della carne…nella complessità del vivere”, che continua a sognare l’utopia della “distruzione della bestia/…/ il compimento della gemma esaudita/ nell’essere aperta, somigliante al furore/ della discendenza divina”. Ricerca di una scrittura che non ri-veli di falsa bellezza l’ignoto, ma sveli il “nome occultato”, che divelli e incarni “ogni altra nobile/ fugace creazione della materia”, dando il nome alle Cose. Di una scrittura, infine, sentinella del momento in cui “A volte i nomi tornano”, grazie a sogni, fisica quantistica, o un soffio di musica del sacro, che non appartiene solo ai credenti, se le “parole/ di resurrezione sulle labbra/ dicono della Grazia e della Gloria” dell’umano resistente.

Adam Vaccaro

4 comments

  1. Claudia Zironi ha detto:

    Grazie ancora a tutta Milanocosa per ospitare le mie poesie fornendomi una preziosa occasione di confronto e di conseguimento di maggior consapevolezza nelle preziose parole di Adam Vaccaro. Quanta attenzione e fine ermeneutica in quel commento! il verso del Sommo che Vaccaro cita “libertà vo cercando, ch’è sì cara” è sempre stato per me un faro e, sì, è verissimo che nella scrittura cerco libertà e pratico umana resistenza per avvicinarmi almeno un poco a seguir virtude e conoscenza. Un caro saluto. Claudia Zironi

  2. Adam Vaccaro ha detto:

    Mi compiaccio, Claudia, di questo tuo riscontro che spinge a rinnovare le scommesse del nostro “Esercizio” di lettura!

  3. Nadia Scappini ha detto:

    Claudia, ti ho conosciuta appena due anni fa e improvvisamente ti sento sbocciare come una rosa sontuosa, spiccare il volo come una farfalla che ha riconosciuto la sua rotta verso l’alto. Ne gioisco per te e con te!
    ⚘ Nadia

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