R. Caddeo

Due libri su Dante

Pubblicato il 5 gennaio 2021 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Segnaliamo due libri importanti, che hanno preceduto di qualche mese lo scoccare dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri:

– Aldo Cazzullo, A riveder le stelle, Mondadori, Milano, settembre 2020

– Alessandro Barbero, Dante, Laterza, Bari-Roma, ottobre 2020.

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Rinaldo Caddeo

Il libro di Cazzullo è una rivisitazione dell’Inferno della Commedia, canto dopo canto, cerchio dopo cerchio, incontro dopo incontro. L’autore accompagna a una spiegazione tanto precisa e accurata, quanto stringata e ricca di pathos, che non trascura niente e nessuno del viaggio di Dante nell’aldilà, una concatenazione di storie che attingono sia alla cronaca antica e moderna sia alla produzione letteraria, filosofica, poetica, cinematografica, artistica (da Platone a Marx, da Aristotele a Raffaello, da Empedocle a Camilleri, con frequenti riferimenti a cantautori quali Battiato, Dalla, Venditti). Innumerevoli personaggi, luoghi e vicende scorrono, come in un caleidoscopio, veloci e lampeggianti. Si passa così, di associazione in associazione, dalla Rimini di Francesca da Rimini alla Rimini della Isola delle Rose o di Zanza, l’ultimo playboy, “morto sul lavoro” (Aldo Cazzullo, A riveder le stelle, pag.42), di notte in macchina con una ventenne romena; da Farinata degli Uberti a Pier Capponi; da Capaneo a Mussolini; da Ulisse a Madame Bovary e Stanley Kubrick (2001 Odissea nello spazio); dal gigante Fialte al poeta greco di Alessandria d’Egitto, Konstantin Kavafis.
Questa sovrabbondanza associativa, queste scorribande nella storia e nell’attualità, in un orizzonte globalizzato e totale della cultura, trovano un fertile e cogente ancoraggio nella multiforme umanità dell’Inferno dantesco che sorregge lo svolgimento delle immagini, delle emozioni, delle riflessioni, non senza una garbata, diffusa ironia. Si tratta della società italiana, – dal medioevo ai nostri giorni, con le sue divisioni, i vizi e le virtù, le grandezze e le miserie, – e del complicato, conflittuale, contraddittorio essere e sentirsi italiani degli italiani. In particolare è forte il richiamo ai momenti cruciali della storia italiana moderna: il Risorgimento, La Prima Guerra Mondiale, la Resistenza, i periodi decisivi della creazione di una patria e della formazione di una coscienza nazionale, a cui l’autore ha dedicato, in volumi precedenti, esplorazioni illuminanti. E Dante, la Divina Commedia, è proposta come l’origine. Lo dichiara, nitidamente, nelle prime tre righe del libro: “Dante ama una donna che non c’è più e una patria che non c’è ancora. Una patria che – oggi noi lo sappiamo – nasce con lui.” (pag.3). Dante non è quindi solo il padre della lingua e della letteratura italiane ma anche: “il padre dell’Italia. Un nome che ripete quasi ossessivamente, fin dal primo canto del suo poema.” (Cazzullo, ibidem, pag.4).

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Aggiornamenti Sito- 20 anni Milanocosa

Pubblicato il 13 novembre 2020 su Eventi Milanocosa da Maurizio Baldini
Aggiornamenti Sito Voci Intrecci Progetti dei 20 anni di Milanocosa –
BookCity 14 novembre-Casa della Poesia di Milano

Evento annullato e sostituito da Video e post in Rete

Evento dedicato alla memoria di Marcello Montedoro e Annamaria De Pietro

come sappiamo, le disposizioni sanitarie hanno annullato tutte le iniziative culturali con presenza, anche in BookCity. Per cui, all’annullamento dell’Evento programmato, allegato e ripreso qui sotto del 14 novembre, in accordo con BookCity e La Casa della Poesia, ho elaborato la soluzione video che segue, già proposta e messa in atto per l’evento parallelo del 4 novembre alla Grechetto della Biblioteca Cerntrale Sormani (http://www.milanocosa.it/eventi-milanocosa/aggiornamenti-sito-20-anni-milanocosa).

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Assassinii e Salvezze di Haruki Murakami

Pubblicato il 18 maggio 2019 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Assassinii e Salvezze di Haruki Murakami 
Rinaldo Caddeo

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Murakami Haruki, Ranocchio salva Tokyo, Einaudi, Torino 2017

Lungo il crinale affilato dove il versante sfuggente della realtà si incontra e si unisce con le ripide inclinazioni del sogno, Murakami, alla pari con le sue altre grandi e piccole narrazioni, ci conduce in alto con le parole esatte di una lingua cristallina.
Questa volta è una fiaba metropolitana breve, poche pagine corroborate dalle illustrazioni di Lorenzo Ceccotti: un ranocchio gigante (oltre due metri) convince il nostro eroe, Katagiri, un impiegato di banca qualunque che vive da solo (ma non fa un qualunque lavoro: riscuote, con successo, i prestiti), a combattere contro il Grande Lombrico che vive a Tokyo, sottoterra e vuole provocare un terremoto catastrofico.
Come va a finire? Nessuna rivelazione (da parte mia). Dirò solo che finisce in quella feconda nicchia murakamiana dove non solo sogno e realtà ma anche anomalie e routine della vita quotidiana, il solito e l’insolito, si fondono con le regole, le trasfigurazioni e le sorprese del mondo fantastico.

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