Poesia

Anticipazioni – Alina Rizzi

Pubblicato il 1 novembre 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Alina Rizzi
Dalla raccolta inedita “Un’estate”.

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Con un commento di Adam Vaccaro

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Nota dell’Autrice
Scrivo per la mia personale sopravvivenza psichica. Non ci sono altri modi per dirlo. Amo i libri, in prosa e in versi, li consumo quotidianamente più del cibo. Sono il mio centro di gravità, il perno attorno a cui ruotano i giorni, i mesi, gli anni. Scrivere mi serve per legittimare ciò che vivo, ciò che incontro, ciò che osservo. Ma mi servono anche i libri degli altri, per innescare un dialogo che sia profondo e onesto. Non mi interessa discutere di correnti, stili, canoni. Mi considero un’outsider, nel senso letterale e poco allettante di una “che sta al di fuori”, poi se ne pente, ma di solito ci ricasca.
Scrivere per me è una fatica, come si può intendere dai testi inediti qui proposti, ma irrinunciabile. Quello che mi ritorna, in commenti, considerazioni, recensioni, è sempre una grande gioia, un luminoso momento di apertura, e la conferma di un incontro avvenuto, di un ponte che sono riuscita ad attraversare grazie alla forza delle parole.

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Milanocosa a BookCity 2018: Omaggio a Sanesi – Visioni Futuro

Pubblicato il 27 ottobre 2018 su Eventi Milanocosa da Adam Vaccaro

I due eventi di Milanocosa a BookCity 2018:

AttraversaMenti – Omaggio a Sanesi

e

Visioni del Futuro

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Domenica 18 novembre 2018 – ore 10,30

Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri – Aula Magna

Via Santa Marta 18 – Milano

L’Associazione Culturale Milanocosa

presenta
A cura di

Adam Vaccaro

AttraversaMenti

Omaggio a Sanesi

Un poeta, un critico, un intellettuale del nostro ‘900 in dialogo con

W. H. Auden e Vernon Watkins, Marianne Moore e Ezra Pound,

T.S. Eliot e Dylan Thomas, E. Lee Masters e Walt Whitman

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Anticipazioni – Wilma Minotti Cerini

Pubblicato il 15 ottobre 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Wilma Minotti Cerini

Testi inediti

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Con un commento di Laura Cantelmo

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La mia non rientra in una poesia concettuale, ma in una ricerca incessante di visione oltre il percepibile umano, nella tensione di avvicinarmi e enucleare il motore invisibile che muove le piccole e grandi cose della vita, e che all’umano è dato solo immaginare, mai di raggiungere e conoscere appieno. La poesia come forma che cerca di toccarne i bordi.

Wilma Minotti Cerini

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ENIGMI

Come le fratture di una rupe,
il mio corpo nasconde cicatrici
che la vita indifferente,
riverbera a piene mani,
in questo vivere fragile
tra esaltazioni e lame taglienti.

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La piuma sul Baratro – Piacenza

Pubblicato il 3 ottobre 2018 su Eventi Suggeriti da Adam Vaccaro

La piuma sul baratro
25 ore di poesia
a cura di
Massimo Silvotti

dalle h 21 di sabato 13 alle h 22 di domenica 14 ottobre 2018
con 100 poeti a
Palazzo Farnese – Piacenza

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Anticipazioni – Pancrazio Luisi

Pubblicato il 1 ottobre 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Pancrazio Luisi

Inediti
(Testi tratti dalla raccolta inedita Ajmâre in dialetto lucano di Tricarico)

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con una nota di Luigi Cannillo

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Nota dell’autore
I testi qui pubblicati fanno parte di una raccolta inedita, Ajmâre, in dialetto tricaricese. Da dove nasce questa che considero una relativa deviazione dal percorso in lingua sinora seguito? Da una scoperta e da una ri-scoperta. La scoperta attiene allo studio della poesia dialettale contemporanea: tra tutti Loi, Baldini, Giannoni, Pierro. Una poesia ingiustamente relegata a rango minore.In un’epoca tendenzialmente votata all’appiattimento e alla progressiva riduzione della profondità storica, la ri-scoperta del dialetto, dopo 50 anni di rimozione totale (in famiglia a Milano era vietato, bisognava integrarsi…), ha significato per me anche la riscoperta di un mondo che credevo perduto per sempre.
La coincidenza con alcuni snodi esistenziali ha fatto il resto. Se volevo parlare di quel mondo, avevo bisogno di un’altra lingua, il dialetto appunto che ho parlato fino all’età di 11 anni. Ho cercato di vestire i panni dell’archeologo (e dell’antropologo) giacché si trattava di portare alla luce reperti di un mondo scomparso (linguistici e culturali propri della civiltà contadina). Col distacco del ricercatore, senza nostalgie o richiami etnici. Una questione che ormai riguarda anche la “civiltà operaia” (le grandi lotte degli anni ’60 e ’70). Per ognuno di noi c’è un porto sepolto da riportare alla luce. Un atto di riparazione contro la rimozione collettiva.

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BIBLIOTECA VIGENTINA – INCONTRI CON GLI AUTORI

Pubblicato il 27 settembre 2018 su Eventi Suggeriti da Adam Vaccaro

SISTEMA BIBLIOTECARIO MILANO
BIBLIOTECA VIGENTINA
C.SO DI P.TA VIGENTINA 15

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LA FORMA E L’ASPETTO
Anno X – Incontri a parole

A CURA DI CESARE VERGATI

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INCONTRO CON GLI AUTORI
LUNEDI’ 8 OTTOBRE – ORE 18,15

ANNAMARIA DE PIETRO – POETA

ADAM VACCARO – POETA, CRITICO, OPERATORE CULTURALE

LUIGI CANNILLO – POETA, SAGGISTA, TRADUTTORE, CURATORE

CESARE VERGATI – SCRITTORE POETA

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Entrata libera

fino a esaurimento posti

leggi la locandina

Anticipazioni – Francesco De Napoli

Pubblicato il 15 settembre 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Francesco De Napoli

Inediti
Epigrammi
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Con un commento di Adam Vaccaro

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BREVE NOTA DI POETICA

La mia produzione poetica si snoda seguendo due diversi registri o filoni. Il primo, lirico-esistenziale, si sviluppa dipanando il sottile filo d’una memoria elaborata come simbolo ed espressione d’un mondo, quello del “profondo Sud”, ormai dileguatosi. Il secondo, satirico-epigrammatico, è impegnato nell’impietosa osservazione della società in cui viviamo, con condanna di malcostume e abiezioni.
Sono due versanti non antitetici, bensì complementari, d’una poetica volta a penetrare e abbracciare le manifestazioni più inquietanti o paradigmatiche dell’esistenza, che sembra aver rinnegato del tutto i bei sogni di libertà, fratellanza, giustizia, uguaglianza.

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Gabriela Fantato – La seconda voce

Pubblicato il 22 luglio 2018 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Gabriela Fantato, La seconda voce
Transeuropa, Massa, 2018 – pp. 64

Rivendicazione umile, è l’ossimoro che emerge da questi testi, immersi e innestati nel flusso ardente e circolante nelle carni di chi scrive. Che viene rivissuto, rivisitato e fatto fonte incessante di Rinascita, di Parola e Voce nuova, appunto, di seconda voce, che dà il titolo e il senso della raccolta. Seconda, quindi, che qui non ha riverberi di secondario, minore, ma di rinnovata vita nova. Termine che è anche nel nome della Collana di poesia, “NUOVA POETICA”, che accoglie il testo. E che sia un caso o meno, non importa.
Conta che l’elaborazione del nuovo, implica conoscenza, quindi passione per ciò che precede, pur senza appiattimento acritico da epigono: rivendicazione ferma e umile di amore, capace di ridare vita nuova alla ricchezza racchiusa, impressa e trasmessa nella e dalla Poesia che più ci coinvolge – vedi il poemetto che chiude il libro, Marina Cvetaeva, l’ultima notte.
Ma questo è solo uno dei due flussi radicali che genera la poesia di Gabriela – in particolare in questa raccolta –, quello che trae alimento da voci e scritture precedenti. L’altro alimento del libro è innervato nel contesto storicosociale, in cui l’esperienza – a diretto contatto o a distanza, nel tempo e nello spazio – sa trarne intensità ed essenze di fiori e tenebre. Sa farsi carne del Soggetto Storicoreale (SSR), per poi tradursi in voce del Soggetto Scrivente (SS).
Nel libro agiscono entrambi questi due corpi radicali, come pilastri costitutivi di una forte tensione alla totalità intra e intersoggettiva, che chiamo Adiacenza, che costruisce forma e intreccio delle lingue del testo e delle sue forze della forma, tratte dunque sia dalla stanza che nella strada.
Voce e parole che vogliono farsi Verbo sacrale (come sottolinea in Prefazione Laura Liberale), ispirato sia dal canto di carte – per l’Autrice – alte, sia da pre-testi incarnati da vite altre, fonti di dittati amorosi ed etici che impongono il dono di restituzioni degne, tra-dotte in materia e passione di poesia. Scorrono così, quasi come ex voto, memorie e figure che vanno da affetti famigliari a squarci di esperienze politiche condivise, a vicende drammatiche singole e collettive.
Ne scaturisce un moto che fa parlare di nuovo o dà voce a chi/cosa non ha mai parlato, vittime – in particolare femminili, benché prive di aloni femministi – i cui nomi tendono ad ammassarsi e a sparire irrilevanti: “il tormento sfiora le cose”, canta un verso, e sta in questo tormento la linfa adiacente che si fa “seconda voce”, di una pietas riparatrice contro una “Unica certezza, unica sorte/ una comunità d’ignoti, in marcia, in ressa,/…/dentro l’addio.” (Cancellazione, p.14)
Sacralità amorosa, animale e materica, un filo rosso conduttore dell’espressività di Gabriela, condensato nei versi intensi di La materia dei sogni e Materica, delle pp. 18 e 19: “Ecco il sangue giusto che ci corre,/ quel sempre scendere e poi ancora risalire,/…/…ancora e ancora/ a ogni vento”; e “Siamo carne, semplice materia/ – ossa, nervi sottilissimi noi siamo/…eppure, eppure se ti vengono dei sogni,/…/ vanno dove non t’aspetti/…e lì si ricomincia”. Precedono e seguono versi di altri due testi, Invocazione, e Invocazione II – non casualmente collocati subito prima e subito dopo, alle pp. 17 e 21 –, che abbracciano e insieme definiscono il nucleo della poetica di Fantato, non solo di questo libro: “Invoco quello stare dritto/ davanti e dentro il mondo”(p.17), e “Vita, vita schiacciata, vita che salva/ non sei, vita dei senzanulla,/ dei perduti e andati, dei mai trovati,/ vieni! vieni, vita dei senzavoce,/…/ Vieni, vita – sono qui, ti ascolto.”
Anche solo da pochi versi si possono cogliere i loro ritmi, con battiti omofonici e palpitanti, di un corpo del SSR, teso a comporre sequenze del SS di “parola materiale e lirica” (Leopardi). Ritmi che, come sopra detto, tra spazi intimi e luoghi aperti percorrono il crinale del trambusto di tragedia e gioia, tra fede e speranza nella ciclicità fenomenologica che “lì si ricomincia”, tra possibili rinascite e smarrimenti di un amore per la vita che resiste nelle proprie profondità inconsce e animali. Un tema che non si estingue in Gabriela (vedi L’estinzione del lupo, Empirìa, 2012).
Luglio 2018

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PAIDEIA – N. 42/43

Pubblicato il 18 luglio 2018 su Recensioni e Segnalazioni da Maurizio Baldini

Nel N. 42/43di Paideia – Quaderni di Poesia – Cassino

Diretto da Francesco De Napoli

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Memorie
dedicate a  Mario Lunetta e a Francesco Leonetti

Adam Vaccaro 

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PAIDEIA

Quaderni di Poesia – Cassino

Memoria di Francesco Leonetti

Memoria di Mario Lunetta

Anticipazioni – Rosa Salvia

Pubblicato il 1 luglio 2018 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa
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Rosa Salvia

Inediti
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con una nota di Luigi Cannillo

Nota dell’autrice
Questi miei componimenti inediti sono nella raccolta in fieri Tempo innocente in cui affronto le interrogazioni fondamentali sull’essere e la condizione umana nel tempo che si comprime e si dilata aprendosi a tutte le possibili direzioni partendo da un punto focale di concentrazione, nel quale il mondo interiore e quello esteriore si incontrano traducendosi – per il tramite della immagine poetica o della metafora – l’uno nell’altro.
Attraverso l’elaborazione di un linguaggio della filosofia e della poesia insieme, che unisca i valori formali a quelli concettuali, la lirica al discorso, il rigore filosofico all’altrove poetico e all’eros, tornano intatte le grandi domande degli inizi, Caso o Necessità, vuoto o indifferenza, sopravvivenza o nulla, Tempo lineare e Tempo circolare. La raccolta comprende quattro sezioni: Tempo innocente (il tempo dell’arte e della poesia), Tempo che soffre (il tempus edax che ci strappa a noi stessi), Infinitesimi di logos (“un sapere mutilo” fatto di interpretazioni e di contrasti, che tuttavia è l’unico sapere dato all’uomo), L’eros (inteso platonicamente come via alogica verso l’Assoluto che rimane ad ogni modo tensione) fermo restando il procedere frastagliato e rapsodico dell’essere che guarda alla caducità e al suo mistero come alle due dimensioni fondanti della vita.

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