A. Vaccaro

A Giulio Giorello – Perdite 2020

Pubblicato il 16 giugno 2020 su Senza categoria da Adam Vaccaro

Ricordo di Giulio Giorello, la sua collaborazione al Convegno Scritture/ Realtà, Evento della Fondazione di Milanocosa (Vedi Atti, Milanocosa, 2003). Dedico ora alla sua lucidità di filosofo della scienza, la poesia che segue. Perché ogni volta che ci incontravamo, nasceva sempre qualche sorrriso sarcastico su situazioni o personaggi. Poi bastava un bicchiere di vino, per sorrisi più dolci e distesi.
Ciao Giulio!
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Un bel piattino

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Per Milli Graffi

Pubblicato il 5 giugno 2020 su Senza categoria da Adam Vaccaro

Milli Graffi ci ha lasciati

Dobbiamo purtroppo registrare un’altra perdita di rilievo, con cui abbiamo condiviso molti momenti di ricerca sulla e intorno alla poesia. Una ricerca aperta e interminabile di una poesia che non bastasse a se stessa.

Ricorderemo Milli per la sua instancabile azione, condotta in particolare con la Rivista Il verri.

E ci uniamo alla famiglia con affettuosa partecipazione

Adam Vaccaro

con Associazione Culturale Milanocosa

Anticipazioni – Giuseppe Vetromile

Pubblicato il 1 giugno 2020 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Giuseppe Vetromile

Tre poesie inedite
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Nota di lettura di Adam Vaccaro

Dichiarazione di poetica
Penso che la poesia, non solo come genere letterario, ma intesa anche nel senso più ampio del termine, e cioè che coinvolga tutta la persona (comportamento, carattere, atteggiamento, modalità espressive, relazioni ecc…), sia innanzitutto una ricerca interiore, un continuo chiedersi i perché fondamentali dell’esistenza, ma senza peraltro giungere ad alcuna conclusione, senza ritrovare una definitiva e rassicurante spiegazione. La poesia infatti è viaggio dell’anima verso una meta asintotica. Ne deriva uno stato di continua tensione, in un contesto sociale e ambientale che non dà certezze né promesse.
“Certo che siamo qui/ nel cerchio dello schema a dirci quanto basta/ una morte scontata/ in balia di un cosmo straniero” (Da “Schemario inverso”, Inventari apocrifi, Bastogi, 2009)

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Anticipazioni -Tiziana Antonilli

Pubblicato il 15 aprile 2020 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Tiziana Antonilli

Inediti
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Con un commento di Adam Vaccaro

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Nota dell’Autrice
Credo in una poesia di resistenza, che cerca il suo baricentro nella posizione etica. Una estetica, quindi, che trae alimento dalle ‘stanze interiori’ e contro il commercio del ‘valore di scambio‘. Il linguaggio è ormai sempre più terreno di scontro tra democrazia e controllo, fra imprevedibilità e massificazione. La poesia, in quanto forma più alta del linguaggio, si è posta contro, suo malgrado. Tuttavia, la poesia non deve niente a nessuno e sarà vitale e scomoda solo se continuerà a essere libera da ogni forma codificata di pensiero.

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Le stanze di Tiziana Antonilli

Pubblicato il 3 marzo 2020 su Recensioni e Segnalazioni da Adam Vaccaro

Quattro quarti con Resto
Tiziana Antonilli, Le stanze interiori, Progetto cultura, 2019

Adam Vaccaro

Questo libro di Tiziana Antonilli, attraverso le sue quattro sezioni, sembra disegnare un percorso da fermo o circolare. Che parte dal mondo intrasoggettivo e dall’oscurità della solitudine, e somma approcci, aperture e colori diversi, interpolando, osservando, dando nomi all’Altro: persone, orizzonti, territori. Se il bilancio non risulta esaltante, e il moto tende a ripiegare al punto di partenza, la cesura non è a somma zero o lunare. C’è un resto, di un disegno più spiraliforme che di cerchio. Perché le domande, o la domanda di fondo, riguardano la mancanza di senso, che non può placarsi con una passeggiata chiusa che narra da casa a casa.
“Celebra lo schermo/ la breve vita di un pomeriggio:/ corto d’autore con lama rossa finale./ Per dare un filo al narrare/ e ai lividi senso/ si punta alla cima più alta/ ma si ingolfa presto la notte/ la penultima dell’inverno/ e bitume ricopre in fretta/ i titoli di coda.! (p.50). È una poesia che in-forma il nucleo-cuore della ricerca, delusa ma non arresa, dell’Autrice: “Non è cammino per piedi scalzi/ o con scarpe di bassa lega”, davanti al “pianto di chi vive a valle/…/ mentre l’inverno stringe allo stesso modo/ becero i polmoni! (p.51). Il percorso procede per immagini accese, non tanto su frammenti, quanto su ri-evocati squarci di vita. La tecnica è quella di uno spot mobile che illumina scorci, tranci, riportati dal Soggetto Scrivente nella propria stanza, che in tal modo assume un senso sia interiore che materico, di casa del Soggetto Storicoreale.
Diventa insomma, questo, il luogo adiacente che congiunge un piano e l’altro della molteplicità identitaria. Diventa esercizio di resistenza (senso sottolineato anche nella prefazione di G. Linguaglossa) e di ripresa di vita, per cui siamo ben oltre un senso intimistico del titolo. La stanza non è chiusa ma aperta, per non farne loculo, davanti al quale non ci resta che piangere. Il Resto, seppure deludente, è fonte di arricchimento di pareti illusoriamente sicure. Ché gli apporti dall’esterno all’interno non sono solo di arredo, per rendere meno triste e spoglia la dimora intima, ma testimoni e costruttori per tutti i livelli dell’identità soggettiva di una visione per la quale Senso e Altro sono due nomi della stessa Cosa, l’uno specchio dell’altro. Talché non può essere perseguito il bisogno vitale del primo, senza abbracciare, dibattere e combattere la terribile, violenta, affascinante complessità del secondo. Sostanza e materia, oggi, di realtà metropolitana, globalizzazione ecc..
Moto, Altro e (ricerca di) Senso sono i pilastri su cui si regge la struttura del libro, tutti nomi di apertura e interminabilità fenomenologica, che non trae alimento da un Essere – dio o altra ideologica fissità – ma da esseri, non solo antropologici, costituenti la poiesi della totalità: “com’è lungo il pomeriggio/ quanta festa ha in serbo/…/ Si rivoltano i vermi/ la luce avanza”, mentre “rantolano l’ultimo freddo gli stracci/ agli angoli delle strade” (p.24); “ombretto rosso sole/ inanellava il blu/ inarreso dello sguardo/…/ allora sembra di nuovo possibile/ che uno schiocco di dita/ ci inabissi all’istante”. Il verso suggerisce una torsione: nell’istante. Ma quale istante? Un infimo insignificante frammento, o quello che per un attimo ci inabissa nel nulla?
Il che comporta un’altra domanda: quale nulla? Del nichilistico pensiero unico dominante l’orizzonte neoliberista della postmodernità, o quel punto zero della oscillazione esistenziale – esplosione orgasmatica, biologica e mentale – da cui può ripartire la rinascita e la “Pienezza dell’esserci” (p. 34)? Punto su cui (ricordo Seamus Heaney), i versi offrono una ulteriore chiosa alla complessità relazionale tra identità singole/collettive.
Né chiusure psicotiche, né aperture inermi. Né casa chiusa, né fiducia acritica. Il brillìo e il dono di ogni tipo di relazione, non deve annullare la ricchezza delle duplicità, cadendo nell’illusione fusionale – di coppia o collettiva. La fonte vitale è molteplice, la sola “ricca d’acqua” che può “irrigare la vigna” (p.29) comune.
Il senso è dunque di percorrere l’inverno, per rinnovare dalla sua “pancia ruvida e nera…gli anni sottratti” (p.26) alle rinascite; e se il bilancio è in rosso e “Briciole hai ricevuto” (p.81), “nel mondo sconquassato/ …/ nella notte del senso” (p.87), se anche “fluttuavi/ da una malinconia all’altra” (p.92), perché “da noi l’alba è prematura” (p.51) e “l’estate è votata al fallimento” (p.95), il compito e il senso non arreso dell’amore antropologico, comanda: “va’ dissoda semina/ non altro t’affolli le ore” (p.41). È il moto vitale dalla notte al giorno, dall’inverno a possibili stagioni luminose della memoria, sempre presenti e sempre passate, in cui “la luce inventava il mare…Durata l’attimo che ci conquistò la meta/ la speranza” (p.43); tra “i germogli notturni…nel ciclo dei gesti, /quelli che aprono e restano/ lasciando dischiuso/ dei finiti il cerchio” (p.44).
Chiudo questa lettura con i bellissimi versi di p. 63: “certi che il Vuoto si sarebbe cibato di noi/ sgorga/ dal lago immobile che si piega sui larici/ duplicandoli in nascite infinite” (p.63). Versi che ci parlano dello spaziotempo furente, liquido e statico in cui siamo, dicono di quel noi e di quel Resto che rimane, che ci chiama e non può essere ridotto a zero: è solo da lì che può essere continuata la rincorsa vitale del Senso.
Febbraio 2020

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Anticipazioni – Davide Romagnoli

Pubblicato il 1 marzo 2020 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Davide Romagnoli
Inediti

Con una nota di
Adam Vaccaro

Nota dell’Autore

Questi componimenti inediti sono da considerare parte di una raccolta intitolata Curênt (Corrente) di – si spera – futura ultimazione. Insieme, questo pugno di testi sono comunque da intendersi come integrati in un discorso che prosegue quello della raccolta El Silensi d’i Föj Druâ, raccolta uscita per Marco Saya nel 2018 e che sarà ri-edita nel corso del 2020. Balen amò i föj, resciâ dal vent de tangensiâl è infatti uno degli inediti che verranno inseriti in questa prossima ri-edizione. Vento di tangenziale è un riferimento ad una sceneggiatura per un lungometraggio che – si prosegue con il “si spera”- futura messa in scena.

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Milanocosa x 20

Pubblicato il 13 febbraio 2020 su Eventi Milanocosa da Maurizio Baldini

L’incontro è rinviato

Anche il nostro Evento rientra nei divieti imposti dall’emergenza sanitaria, per cui da parte della Biblioteca Sormani sono stati rinviati a data da destinarsi tutti gli incontri di prossima programmazione. Comunicheremo pertanto le possibilità e gli aggiornamenti, non appena li riceveremo.

Adam Vaccaro

Biblioteca Sormani

Sala del Grechetto – Via Francesco Sforza 7

26 Febbraio 2020 – ore 17,30

L’Associazione Culturale Milanocosa
Invita a partecipare a

Milanocosa x 20

Immagini e voci della

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Attraverso Milano – Quinto Incontro

Pubblicato il 30 gennaio 2020 su Eventi Milanocosa da Maurizio Baldini

L’Associazione Culturale Milanocosa
Presenta

10 febbraio 2020 – ore 17,30

Attraverso Milano

Staffette letterarie e artistiche
Idea-Progetto e coordinamento di Luigi Cannillo
Elaborazione e definizione con Laura Cantelmo, Adam Vaccaro
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Tra letterati e artisti che sono passati per Milano o vi hanno soggiornato per periodi brevi, e altri che invece vi hanno vissuto parte della loro vita, possono essere nate relazioni creative anche tramite luoghi della città. Come ideali staffette che attraversano Milano nel tempo e nello spazio.
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Incontro con Paolo Valesio

Pubblicato il 27 gennaio 2020 su Eventi Suggeriti da Adam Vaccaro

Blog di Donatella Bisutti

Invito Incontro Paolo Valesio

Cari Amici,
il prossimo mercoledi 5 febbraio alle ore 17e 30 avrà luogo alla Sormani Sala del Grechetto un incontro importante. Verrà a trovarci da Bologna il professor Paolo Valesio, professore emerito della Columbia University e presidente del Centro Studi Sara Valesio, nonché direttore della prestigiosissma rivista internazionale Italian Poetry.

Ma in questo caso Valesio viene in veste di Autore di due raccolte poetiche, una delle quali, Il servo rosso, edito da Puntoacapo, è stata curata da un’altra importante studiosa, che sarà anch’essa presente, la professoressa Graziella Sidoli, che vanta un curriculum internazionale. Tra i relatori, oltre a me, anche Tomaso Kemeny e Adam Vaccaro.

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Anticipazioni – Anna Maria Carpi

Pubblicato il 15 gennaio 2020 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Anna Maria Carpi

Inediti della raccolta Dal carcere
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Con un commento di Adam Vaccaro

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Nota dell’Autrice

Poesia colloquiale, che interroga il lettore: hai provato le stesse cose? ma interroga anche se stessa sul proprio senso.

Anna Maria Carpi

1
DI PENSIERI E RICORDI qui io vivo,
e del corpo, del mio,
è la cosa più astratta che ci sia,
ma anche la sola in cui io possa credere.
Tante volte ho amato un altro corpo,
un’estasi, l’ho avuto ed era mio,
due che si fanno uno,
ma nulla è più irreale della carne.
Non è la mente, sono i corpi a dire
come si è soli.

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