Anticipazioni – Antonio Bux

Pubblicato il 1 febbraio 2020 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

Anticipazioni
Vedi a: http://www.milanocosa.it/recensioni-e-segnalazioni/anticipazioni
Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

*****

Poesie inedite
di Antonio Bux

Con una nota di Luigi Cannillo

Nota dell’Autore

POESIA E IPNOSI – È una vita che scrivo sempre la stessa poesia. Perché vivo la catarsi di un sogno, un sogno fatto sempre delle stesse parole. E così la mia poesia è il sogno di una parola, incancellabile. Una sorta di destino, questo stato di ipnosi, di trance, che nella litania ossessiva cerca l’unica parola. La parola che non troverà mai.

Antonio Bux

Tu che speri un’anima si risvegli
dal lato umano, a tarda ora,
quando sei sola nel mio volto
e l’ora è buia ma ti rischiara,
non è l’anima di chi siamo.

L’anima che si vuole sperare
farsi nulla, avanti come un corpo,
non è l’anima del reale,
se per immaginarsi a specchio
riflette solo male
il volto buono, già svanito.

Così tu ami questo involucro
tradito di ogni giorno,
e la carne che ti piace, o il bacio
vivo nel sonno, che vorrei sereno.

Ma non è che un ricordo
su chi saremo, quando due anime
per fondersi dovranno amare
il sogno andato, d’essere due di uno.

Questo dell’anima si ama,
il suo canto morto, se è vero
che un raggio cavo fa del corpo
chiara la solitudine, forse ameremo
o in quella saremo amati

per chiara immagine che si è
già stati soli, con le furie al collo,
non moriremo amando, l’immagine
nostra mutata se ci amerà
sarà per non sparire.

*
Giorni d’acqua, simili a dèi…
Ma cosa viene, da sopra o sotto,
a sognare gli esseri
e poi farli umani, bestie da pascolo,
vivono davvero il loro tempo?

Sembra sia uno specchio
girato contrario, eppure vedono
la forma di sparire
e anche la forma visibile,
con gli stessi occhi che si muta

ogni giorno e non ha fine
ma per poco, la fine che poi diventa
l’inizio di un nuovo giorno
quando dèi piovono, e sono gocce

aperte al corpo di essere umani;
ma è un pianto, a ciel sereno,
tendere lo sguardo come fosse nuvola
per guardare gli altri, farli animali,

o essere del vento come un canto.
Anni perché fate fiume,
dove e quanto il sogno dura,

se per durare si deve sparire d’acqua
evaporando un solo tempo
perché nel tempo si muore?

(Voci di dèi, una nuvola sopra le teste
disegna le voci tutte le idee
e i corpi quando si amano
così i giorni, i profili già ombra

le vite come ombre equidistanti).

*

Mi manchi. Dal buio del tuono
vedo costante il tuo riflesso
che si dilegua. Un segno
opposto alla luna
rimbalza sulla terra
e fa rivivere una voce.
Come di fuoco, somiglia
allo stare soli. Questa
tua distanza, ora bianca
quasi opaca mi ricorda
io chi sono. Forse un suono
dolce o la paura
di essere come te
solo del cielo. Ma tu
mi manchi, e così vivo
e vedo alla finestra un cieco
ordine del creato; e mi crea fastidio
sapermi vuoto e nel tuo
stare lontano come la gentaglia
per dirti ancora quanto sei bella
devo scriverlo contrario.
Per questo se mi manchi
vedo incostante
come riflessa la parte
tua che amo; di più non chiedo
alla notte, di sapermi nero
e calmo, già disegno
di una linea che ci unisce.

*
Muore sempre un destino, e non si placa.
Anche al di là del cielo, poche stelle per poco
attraverso quella freccia si illuminano.

Ma quando uno muore, qualcosa muove in cielo,
e le stelle morto un uomo si aprono,
fanno un colore della terra, e quell’uomo

la sua pelle rischiara, un turbine di cieli lo avvera,
e pare una stella incancellabile quel dio
che in poco tempo lo ha disegnato.

Ma un muro di giorni sarà servito? Uno spazio
per l’anima anche in un buco, un giorno
solo per far di una vita la stella?

Disturbare le stelle non è poco; morto
il gioco di durare, sarà infinito di luce alle spalle
disegnato un destino da che si nasce

se un uomo muore non potrà più sparire
la sua traccia già fondo spaziale
dall’altra parte per ognuno sarà porta.

*
Nota Biobiblio
Antonio Bux (Foggia, 1982) ha pubblicato, tra l’altro, Trilogia dello zero (Marco Saya Edizioni, 2012, finalista premio Montano, vincitore premio Minturnae), Kevlar (Società Editrice Fiorentina, 2015, premio Alinari), Naturario (Di Felice Edizioni, 2016, finalista premio Viareggio) e il recente Sasso, carta e forbici, (Avagliano Editore, 2018, premio Alfonso Malinconico), con postfazione di Enrico Testa. L’ultima pubblicazione è Terza persona interiore, per i tipi di Transeuropa Editrice. In spagnolo ha pubblicato 23 – fragmentos de alguien, El hombre comido, Saga familiar de un lobo estepario)e in vernacolo foggiano la silloge Lattèssanghe (Le Mezzelane Editore, 2018; selezione premio Città di Ischitella – Pietro Giannone). Sue poesie sono tradotte in varie lingue e antologizzate in opere collettive come InVerse: Italian poets in translation a cura della John Cabot University. Nel 2014 gli è stato conferito il premio Iris di Firenze. È di prossima pubblicazione in Italia la sua traduzione di una raccolta di poesie di Leopoldo María Panero. Ha fondato e dirige il blog “Disgrafie” e alcune collane per Marco Saya Edizioni e per l’editrice RPlibri.

*
Nota di lettura
Il sonno ipnotico, o il sogno, sono stati di coscienza diversi dalla percezione comune degli eventi. Come dice Antonio Bux nella sua nota quando il sogno è “fatto sempre delle stesse parole”, consiste sostanzialmente della stessa parola, ne deriva una modalità di scrittura simile alla litania, al canto rituale. Più che di uno stato si tratta di uno stadio, un grado di passaggio. In questo senso gli inediti di Bux si possono intendere come un percorso da una dimensione altra verso la parola che conferisce Senso. Le scelte tematiche e lessicali fanno prevalere termini e riferimenti astratti o immateriali: l’anima e il nulla, gli dei e la morte, la mancanza e il cielo, il creato e il destino, il tempo e lo spazio, fanno pensare a una tensione metafisica alla quale spinge una forma di riflessione diffusa che ingloba comunque dubbi ed inquietudini.
Così dietro all’anima, di fianco alla stessa, si para l’ombra: il corpo, la carne, la quotidianità, il mutare delle forme visibili, oppure quanto non viene cristallizzato dallo spirito e riaffiora come mancanza, dissipazione: “[…]/Anni perché fate fiume,/ dove e quanto il sogno dura,// se per durare si deve sparire d’acqua/ evaporando un solo tempo/ perché nel tempo si muore?// (Voci di dei, una nuvola sopra le teste/ disegna le voci tutte le idee/ e i corpi quando si amano/ così i giorni, i profilo già ombra// le vite come ombre equidistanti).” Là dove non è l’elemento materiale a creare l’ombra, bensì al contrario, è l’immateriale a proiettare la sagoma del concreto.
Gli inediti sono orchestrati con soluzioni formali diversificate: attraverso un’architettura fluida, scandita secondo strofe che più di suddivisione trasmettono un senso di fluidità, talvolta con una sintassi ricca e articolata. Oppure in unità monostrofica, più discorsiva, o in terzine il cui ordine si dispiega in una versificazione che valica la misura dell’endecasillabo. Allitterazioni e assonanze rintoccano con discrezione: dei/idee, sparire/spaziale, piace/bacio, corpo/volto. Allo stesso modo troviamo, accanto al Soggetto, il Tu e il Noi, oltre alla terza persona, che alludono a diverse situazioni relazionali. Quello che unisce le soluzioni espressive è lo spazio che si snoda tra anima e animale e conferisce a quest’ultimo aggettivo le sue due valenze. (“proprio dell’anima” e “creatura vivente” ) le quali convergono entrambe sul concetto di “umano”. È forse questo lo spazio riflesso dallo specchio in cui affiorano tracce, ombre e forme, nel quale si ricerca l’incontro tra le immagini e il Senso, la soglia tra apparenza ed essenza: “se un uomo muore non potrà più sparire/ la sua traccia già fondo spaziale/ dall’altra parte per ognuno sarà porta”.

Luigi Cannillo

3 comments

  1. Antonio Bux ha detto:

    Grazie mille per l’ospitalità ad Adam Vaccaro, così come a Luigi Cannillo per la bella introduzione critica. Un caro saluto e buon lavoro.

    Antonio Bux

  2. Adam Vaccaro ha detto:

    Caro Antonio, sono felice del tuo giudizio e gradimento pubblico, spinta preziosa al nostro impegno culturale.
    Adam

  3. alfredo rienzi ha detto:

    La poesia di Antonio Bux merita tutte le attenzioni che le sono state date, ed oltre…
    Il “prodotto” che emerge dalla fornace di grande lettore e studioso del moderno e del contemporaneo, è una poesia di alta consapevolezza e originalità. Particolare valore, dal mio punto di vista, ha il suo progetto di reiterazione e logoramento del dicibile, dove questo confina e ingloba, come osserva giustamente Luigi Cannillo, non le facili catene di nomina del quotidiano, ma categorie astratte ed alte. Un occhio interiore, sempre più aperto e profondo. Ipnotico, dunque. Grazie all’Autore, al recensore e ai redattori.

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