Riots di Ivan Pozzoni

Pubblicato il 30 gennaio 2026 su Scrittura e Letture da Adam Vaccaro

Nota di lettura ai testi che seguono di Ivan Pozzoni
Adam Vaccaro

Ho letto questi ultimi testi di Ivan Pozzoni, che come Autore ho già conosciuto, sia per averne recensito inediti per la rubrica Anticipazioni della rivista online Adiacenze del Sito di Milanocosa, sia per averlo inserito nella Antologia Non nel nostro Nome, dell’anno scorso, curata insieme a Massimo Pamio, con presa di posizione di oltre 100 poeti rispetto ai degradi, violenze e orrori in corso.
Condivido perciò la ricerca di una poesia con modalità espressive fuori da poetese ego-riferito e privo di ogni capacità di conoscenza critica dell’orizzonte distopico, in cui stiamo dolcemente precipitando, assordati, accecati e catatonici, al pari della famosa rana bollita. Un universo liquido, quale disegnato da Bauman, ma illusoriamente libero entro pareti rigide, rese invisibili dai ferrei dettami finanziari fondanti la gentrificazione, non solo negli agglomerati metropolitani.
Condivido perciò sostanzialmente il commento critico di Valentino Campo al tardomodernismo letterario, rispetto al quale la ricerca incarnata da questi Riots (come chiamati da Pozzoni) di “una poetica sovversiva… nel panorama autoreferenziale della poesia italiana contemporanea, … di una voce fuori dal coro”, che “armeggia la parola come se fosse un revolver.”
L’insofferenza, anche violenta dei testi di Pozzoni, è anche a mio parere giustificata dalla violenza crescente e sostanziale dei poteri occidentali in atto, sotto il manto retorico della ideologia dominante del cosiddetto mondo libero, narrante un eden di democrazia e libertà.
Certo, il lettore assopito dal tepore dell’acqua in cui siamo immersi, rimane – concordo con Campo – “di primo acchito”, spiazzato e confuso. Ma l’artista deve cantare la ninna nanna o sollecitare un atteggiamento di presa coscienza critica, lungo i binari danteschi di una poesia autenticamente liberà, capace di seguir vitude e canoscenza?
In questi testi, come già in altri, Pozzoni colpisce aree di dominio e violenze, che vanno da ambiti italioti di insopportabili vessazioni fiscali, a ambiti internazionali, di massacri bellici e deliri criminali di onnipotenza, sia in oriente che in Occidente.
È un punto focale. La nostra libertà e capacità di conoscenza autentica, possono essere acquisiti se ci si riduce a tifosi dell’uno o dell’altro dei poli imperialistici dominanti (USA, Russia e Cina)? Credo che, chiunque sia il frontman al vertice di uno o l’altro di tali Poli, è maschera delle loro logiche, solo diversamente criminali,
Credo che sia questo l’arduo compito di una cultura non asservita. E noi, cittadini di questa area del mondo, dobbiamo misurarci prima di tutto con ciò che connota e riguarda l’Occidente, tra cui si è evidenziata l’idiozia suicida dell’attuale UE
Quest’ultima, in questa fase storica, è incapace di ogni autonoma cura degli interessi dei propri cittadini, asservita e ridotta a zerbino USA e getta, di dinamiche e interessi, che ci sia l’orrido Trump a il decerebrato Biden, o altri precedenti, Demo o Rep che fossero. La logica della guerra incessante, non è cambiata e non cambierà. E sta in questa la connotazione di fondo dell’orizzonte distopico, rispetto al quale un pensiero critico degno di tale nome, o è capace di immaginare un altro possibile destino di civiltà umana, o non gli rimane che cantare la ninnananna, davanti a dirupi apocalittici.
28 gennaio 2026
Adam Vaccaro

CINQUE RIOTS TADOMODERNISTI

***

TRA LA BRIANZA E LA VAL CAVALLINA

Se finisci folgorato sulla strada di Damasco
nelle condizioni odierne sarà stato il logos di un missile russo,
io frutto di una madonna concepita da un macellaio bergamasco
scrivo, maalox, emettendo versi in acido da reflusso,
non ho sete di fama o fame di seta
coi sintagmi ruvidi non ti stampano la laurea da «poeta»,
in Italia la Fornero ha aumentato la fuga dei cervelli
o chi resta è senza testa, o si aggrappa alla Bacchelli.

Onestament capissi minga quand te parlet dificil
mi, de abitant de la vall de Bergum, sun diventà milanes,
g’ho nanca mai vist, en la mia vida, cuma l’è fatt un misil,
sun sarà sù denter in d’un urna in del cimiteri del mee paes,
una sira, el 13 dicember, me sun minga püsee desvià
e, a la fin, g’ho lassà des ann de veduvia a tò mà.

Non ti immagini come mi manca la nostra telefonata sull’Inter
non riuscivi a stare in equilibrio, ti mettevano su una sedia a rotelle
e tu, testardo come un lombardo, vil razza d’annata, partivi come uno sprinter
in casa di cura, ti alzavi, saltavi sul deambulatore, ti sparavi in culo alle stelle
adesso sei in un urna, avresti detto: Pascoli!, con la sua cavallina stronza
ascolta, col vanto dell’ignoranza, in mia difesa, zittivi tutta Monza.

E indess son mut, vivi in del scür de la tomba de familia,
chi paga el bull, l’assicurasiun, qual-sa-vöör furma de manutenziun
cognusevi tücc, tücc m’amavan, l’è minga una meraviglia
l’ultima volta che t’ho dit, ciapa cura de to mà, fa minga el barbùn,
tüta la tò cültüra la val minga un cass
se te se minga capas de amar el tò fiœul e de pagà i tass.

Le nostre weltanschauungen non si sono mai conciliate
tu regolavi i tuoi conti a pugni e io con le mie revolverate.
Mi sun, e resterò per semper, un macellai senza mud.
ti, cunt el to cervel, conquistarès tüt el mund.
Cosa mi serve conquistare il mondo se sei chiuso in una tomba,
il mio destino di finire nel tuo stesso modo sarà la nostra bomba.

NON SONO OBESO: MI SALVA LA MASSA MUSCOLARE

La biologia ha stabilito, coi debiti accertamenti, che non rientro nella categoria dell’obesità
i miei 115 kg hanno 12 kg di muscoli e 7 l d’acqua (ritenzione idrica) = 96 kg reali
Re, o Presidente, resto un corazziere, 185×96 (115), la biologia non segue la vezzosità
della matematica, il 115 si trasforma in 96, CCCP, senza mettere in crisi la mia virilità,
l’idrante, fortunatamente, non si accorcia, circonciso come la testa di Ben-Gvir,
non sono ebreo, reductio ad Hitlerum, è stata una fimosi, con l’innocenza di Yitzhak Shamir.

Quindi, con un nuovo tipo di BIA, la mia BMR è 2.258, 1.723 con un nutrizionista medico,
vado da un nutrizionista chimico, sale a 2.900, sarei in grado di mangiare, ogni giorno, un cinghiale
bruciando le energie (kcal e kg sono aboliti) con la forza del mio comportamento da chierico
intransigente, con la dieta e col movimento (da 180 a 85 kg nel 2023/2024), non è normale
trascorrere una vita intera a dieta e morire sano, atletico e magro
il forno cinerario, aborro i vermi Sarcophagidae, ha lo stesso costo
intossichiamo le larve, desidero morire grasso e malato, sono sempre stato agro
coi vermi bonhommes, tra formaldeidi e calori, ho avuto il ruolo di un amminoplasto.

Quindi la mia panza è un mixtum tra FM, FMM, AM e TBW, devo risolvere una equazione:
se abbasso massa grassa e alzo massa magra, abbattendo la ritenzione idrica va tutto bene
se abbasso massa grassa, abbasso massa magra, abbatto ritenzione e alzo massa muscolare
sono in grado di iscrivermi alla WWF o alla WWE come se fossi Coco B. Ware
se alzo massa grassa, abbasso massa magra, aumento ritenzione idrica stile acquedotto
acquisto le dimensioni idonee ad attraversare il Mediterraneo come un canotto
se… inizio a non capire un cazzo, al Liceo Classico, spostavamo le incognite all’infinito
da destra, a sinistra, da sinistra a destra, mi sento Mastella davanti alla scelta di un partito

LA CARTELLA ESATTORIALE

Il contribuente, sedutosi di buon mattino alla scrivania, commette un errore madornale
mordendo il tappo della bic o, se dotato di dentiera, la stilo-grafica, apre il cassetto esattoriale,
la tendenza dell’italiano è richiudere il cassetto senza controllare se ci sono novità
se, alla sera, non ci hai messo niente, nemmeno il mago Woland riuscirebbe a cambiare la realtà
l’ADE, come sperimentò Persefone, autorizza i rientri e monitora le uscite
se apri un cassetto vuoto, hic et nunc, trovi la sorpresa di una cartella degna di un kumite.

La cartella esattoriale, nel nostro anti-stato di diritto, ça a la valeur d’une blague situationniste
evadi cinquant’anni miliardi di euro e niente, dimentichi una multa e arrivano more bio-ecologiste
meglio di un bund tedesco o di un future americano riescono a decuplicare l’iniziale bailamme
fare ricorso al TAR su una sanzione amministrativa è come chiedere il pizzo a un camorrista
un impiegato della PA giudica un impiegato della PA, tipo dare in mano a Nerone un lanciafiamme,
il contribuente, fa finta di niente, riceve sollecito e inizia a andare in chicane come Lapo su una pista,
l’avvocato consiglia di pagare immediatamente, con che cosa?, il disgraziato implora una rateazione
e, dopo la 40° rata, ne salta una, senza Equitalia la Gdf, dopo tre anni, chiede decreto d’ingiunzione.

Parte la campagna di pignoramenti: 1/5 dello stipendio, siamo disoccupati (tiè); 1/3 della pensione,
abbiamo l’invalidità (tiè); 1/10 del cane, tieni la coda (tiè); la macchina, è del 1985 (tiè)
lo smartphone, lo spacco (tiè); l’ufficiale giudiziario, stizzito, inizia col depredare la televisione,
è alla seconda rata da 4€ (tiè), da buon contribuente invito il terzo impiegato PA a sradicare il bidè,
in modo che il magistrato amministrativo ci si lavi le facce; la prima casa di proprietà,
c’ho il nonno nel polmone d’acciaio a casa (tiè); il conto corrente, ho 27.000.000$ off-shore
sul Banco Nacional de las Islas Caimán (tiè); i fondi dell’azienda ereditata da papà,
intestati a un beduino nomade di nome Abdul Rhumen Raman con finta sede a Lahore,
senza mezza rupia (tiè); il mio ISEE è < 10.140€, pignorate il mio ADL di 32€ da coefficiente
vi ho trovato il modo di riscuotere la mia multa di 19,60€, tenete il resto, sono un bravo contribuente.

NOI ABBIAMO TRUMP

I funzionari dell’UE devono stare sereni con le loro retribuzioni d’oro, abbiamo Trump
Israele non riesce a chiudere la neutralizzazione dell’Iran, 14 bombe GBU-57 su Fordow
in tre giorni l’ayatollah Khamenei, come un fachiro indiano, da sottoterra, è andato in slump,
continua lo sterminio dei gazawi, c’è Trump: negozia con i leader di Hamas, tipo show
mi vien da chiedermi come mai sono morti 50.000 Palestinesi e Hamas è rimasta intatta,
c’è Trump, organizza, anni d’anticipo Gaza Riviera, lasciando le Brigate al-Qassam nell’ovatta.

Droni e aerei russi sconfinano fin su Malta, c’è Trump, a discutere con il Presidente Putin
io ti dono l’Ucraina, tagliando i fondi della Nato, e tu non appoggi ogni reazione dell’Iran
fino alla Serbia è territorio russo, fino all’Azerbajan è territorio UE, scambiamoci un câlin,
Kiev alla Russia, Sofia e Chişinău all’UE, ballano Serbia e Bosnia, c’è Trump che fa pendant,
la marina militare cinese conclude l’usuale inutile dimostrazione nelle acque di Taiwan
c’è Trump, che blocca la realizzazione della Belt and Road e schiera testate atomiche a Guam
Formosa ha arroccato le coste, bastano i Zhōngguó Rénmín Jiěfàngjūn Kōngjiàngbīng Jūn hàn
e venti missili termonucleari sparati sulle basi navali americane dal satellite Pyongyang.

C’è Trump, il debito americano è in mano ai cinesi, Bruce Lee vigila Fort Knox,
Xi Jinping, in recessione, non attaccherebbe mai i suoi maggiori debitori endorsement
si chiude un occhio, a mandorla, sullo sterminio della nazione uigura, ingoiando fluox
l’attenzione mediatica è su Gaza, c’è Trump, in USA maestro di doppio impeachment,
pontifica, nel resto del mondo, come il suo burattino Robert Francis Prevost,
ite, missa est, c’è Trump, l’Arabia Saudita distrugge lo Yemen, bombe a catinelle
l’obiettivo del presidente è difendere, ad ogni costo (umano) le nuove Sette Sorelle,
e il mondo brucia ogni speranza come se dimenticasse, nel tostapane, 20 min, un toast.
C’è Trump.

EPIMILLIGRAMMA TARDOMODERNISTA

Hai speso centinaia di zecchini, fiorini, ducati e ti sei fatto fare un ritratto da Caravaggio,
nei musei non sei nominato, sei un umile volto, con la targhetta dell’artista di ingaggio
modernista italiano, ti cedo aggratis la mia invettiva e la mia feroce ironia
tra trecento anni, troveranno il tuo cognome nelle mie sillogi, scatena adesso la tua euforia.

*

Commento di Valentino Campo al tardomodernismo letterar

Ti confesso che ho dovuto leggerli più volte per sciogliere l’ironia e il sarcasmo che li pervade e per farmi assorbire completamente dal tuo percorso artistico. Le tue liriche mi piacciono, soprattutto perché sottendono una poetica sovversiva e del tutto inedita nel panorama autoreferenziale della poesia italiana contemporanea.
Tra tanti versificatori coniati con lo stampino occorreva una voce fuori dal coro, la voce di un artista che mischia le carte e armeggia la parola come se fosse un revolver. Ma più che a Lucini, leggendoti ho pensato a tanta poesia della tradizione letteraria, a certa lirica fuori dal canone e dissacratoria, una sorta di parodia del canone stesso. Mi sono venuti in mente Angiolieri, Bandello, Pulci, a tratti Folengo. Ecco, direi che questa è la cifra della tua poetica: con un linguaggio scintillante, che utilizza termini provenienti da diverse discipline, crei campi semantici che di primo acchito lasciano basiti, ti inoltri in sentieri finora mai battuti in questo nuovo millennio. Entri nel postmoderno e probabilmente lo varchi e vai oltre, disegnando attraverso l’utilizzo complice di analogie e sinestesie, che altri definirebbero audaci, un sentiero non facilmente individuabile, ma che reca il fascino dell’ignoto. La tua poesia spiazza il lettore, poiché dà la sensazione di stare osservando la realtà attraverso un caleidoscopio, lo confonde senza offrirgli una chiave di lettura almeno apparente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Benvenuto

Sei sul sito di Milanocosa, l'associazione culturale che svolge attività di promozione culturale secondo criteri di ricerca interdisciplinare con l'obiettivo di favorire la circolazione e il confronto fra linguaggi, ambiti e saperi diversi, spesso non comunicanti tra loro. - Libri