Anticipazioni – Maria Pia Quintavalla

Pubblicato il 22 febbraio 2026 su Anticipazioni da Adam Vaccaro

I muri e l’anima
Inediti di Maria Pia Quintavalla, dalla nuova raccolta
Tu senti il vuoto – poesie 2024 – 2025

Con nota di lettura di Adam Vaccaro
***

Nota di poetica
Sono preziose, sono uniche, e sono inedite, vorrei servano ad una riflessione e commento. Mi emoziona tu sia il primo a leggere questi inediti: e mi rendi felice e orgogliosa anche (le amicizie fatte di affinità sono più ricche, non c’è ombra di dubbio). Certo che sai entrare con duttilità e conoscenza nel tessuto dei testi, poiché mi conosci, ma anche per l’investimento che ne fai! A un cuore estraneo potrebbero risuonare come le nebbiose terre del PO (QUI con Bertolucci ne contesto l’innocenza…della terra-matria),
Mirabile cosa, degna della tua cultura che tu ravvisi memorie anche linguistiche nell’uso del mio ereditato (ma sotto traccia perché poco studiato) della lingua spagnola, ne le due Vivencie, esperienza davvero fatta che risulta metaforica di posture della vita.

Maria Pia Quintavalla

Alti muri

rompiamo questi alti muri del dolore
fatti a mano, sono altopiani del nulla;
rinuncio io,
rinuncerò – a satana sovrano

so che mi spiace, Parma
tu vada in omnibus o in carrozza,
ma tanta parte di lavoro e bellezza
dalla nebbiosa tua salita al Po, alla reggia

dovrebbe essere un unicum del cuore.
*
Essere qui risana il mio passato,
e variabile è la mia coscienza
ma tu desisti, decresci, cambi letto
al tuo fiume,

cosi lingua che muore non fiorisce
ma sempre cosi non potrà essere
calco per vivi –

Meglio suonare un’altra forma
dalle sorgenti del Cinghio, o del Baganza,
se in salita, o in dolce fiume
che di notte affondi – e stendi
la tua seta come mano.
*
il mio silenzio

Rivoglio il mio silenzio erboso,
il prato fatto a mano, e i piedi –
cui facevo sorgere piccoli passi
di scrittura.

QUI voglio essere fino alla fine,
madre non vuole dire
essere uccisa dalle ombre.

risveglio,
dal silenzio erboso e mi manca
quel clima, quella terra, le amiche
e il resto –
un cielo sopra al viso e sotto, i fogli

odori nell’aria che la natura
satura respira.

*
Una progenie oscura

Una storia dove
nacque spopolò la terra,
la vasta e popolosa, sentimenti
resi secchi nei vicoli
assolati dell’età matura

sapere di una progenie oscura dal futuro
ci sorpassa, indica il suo deserto
chiamandolo reale,
ne tace con te, non si pronuncia
ne ride altrove, con la mano
*
non scorre fra le tue,
addita al finestrino un aereo lontano,
separata in chilometri dall’era digitale
esce di scena,

su sfondo cielo si allontana
chiama soltanto sua la vita , s u a
per sempre le hai donato,
e vale –
come antica realtà che si allontana.
*
Due vivencie

Due vivencie alla pari si fronteggiano
in silenziosi gesti, senza un verbo
hanno reale il corpo intero,
non parlano la stessa lingua

sono parti della stessa madre,
sentono il suo respiro
un mantra animale le sostiene
*
si spostano,
camminano
sotto la retta del cielo, a volte spento
a volte taciturno sempre
di un celestiale azzurro.

ma c’è aria,
camminano
si piegano sul limen del paesaggio,
col fiato scrivono
furono madre e figlia, carne

unita a ossa, somigliante ad anima
del purgatorio ne ricorda la vita come vana,
se scruta dentro l’anima,
ne tace
di suoi algoritmi, si traduce.

(*) Sono figure danzate che Rolando Toro descrive per la biodanza,
una tecnica, anche terapeutica, di meditazione danzata.
*
Nota Bio

Maria Pia Quintavalla, nata a Parma, vive a Milano. Suoi libri: Cantare semplice,84, Lettere giovani ’90, Il Cantare, ‘91, Le Moradas, ‘96, Estranea(canzone)2000, nota di Andrea Zanzotto, Corpus solum, Album feriale 2005, Selected Poems, Gradiva 2008, N.Y. China, 2010, I Compianti, 2013,2015, Vitae, 2017, Quinta vez, 2018, Estranea canzone (riveduta)2022, Saudade 2024. Cura dal 1985 la rassegna, e antologie Donne in poesia,(1987/ 2023 Campanotto),le rubriche: Le Silenziose, La giovinezza del canone, etc. Rassegne:Bambini in rima, Atti su Alfabeta 1988; Coppie del ‘900 in poesia, 2018, Parma; Confluenze, Arezzo. Tra i premi: Cittadella, Algherodonna, Cinquina al Viareggio,S.Vito, Europa in versi. Ultime antologie, Braci, a cura di A. Colasanti, Bompiani 2020, La Poesia italiana anni ‘80, IV vol.(Esordi e conferme) a cura di S.Stroppa, UniTorino, ed.Pensa,2023. Tra le traduzioni: Certa, U.A.P.I. Une autre poésia italienne,Atlante voci poesia mondiale. Dal 1992 ha curato labs.di scrittura a Lettere,Uni Milano.

*

Nota di Lettura

È un gruppo di inediti di Maria Pia Quintavalla, che suonano la tromba di un assalto alle costruzioni del nulla, della negazione dell’umano che ci domina e ci sta uccidendo: “rompiamo questi alti muri del dolore/ fatti a mano, sono altopiani del nulla”. Sono i versi iniziali, che congiungono la musica dura con assonanze in erre del primo verso di una chiamata di impegno eticosociale, che plana sui suoni tondi di una falsa realtà, infilzata dall’ossimoro “altipiani del nulla”.
Ma il paso doble col terzo e quarto verso riprende col bavero in erre l’anima e il suo dolore, che inchioda, affermando à l’envers vergogna e dovere di non arrendersi al “satana sovrano”.
Dopo di che. le radici e la memoria scendono “in carrozza” nella bellezza di Parma, cercando ansimi di forza e salvezza del proprio “unicum del cuore” nella “reggia dalla nebbiosa tua salita al Po”.
Sono i primi versi che pongono il tema e i relativi poli di senso, in musica e danza, su cui continua la ricerca di sviluppo di forme conseguenti, con i testi che seguono: “Essere qui risana il mio passato…la mia coscienza”, mentre “tu desisti, decresci, cambi letto/ al tuo fiume”.
Sensi di dolore e delusione in cui si dibatte l’unicum resistente del cuore, che non ritrova e non rinnova le attese energie in una bellezza che sente tradita, di quella reggia che continua a custo-dire, pur denunciando “cosi lingua che muore non fiorisce”. Per cui “Meglio suonare un’altra forma/ dalle sorgenti del Cinghio, o del Baganza”, appellandosi alla incancellabile e resistente “tua seta come mano” che disseta.
Il percorso nel nostos prosegue, a caccia di energie di rinascita e capacità di adeguata risposta etica rispetto alle negazioni del presente; “Rivoglio il mio silenzio erboso,/ il prato fatto a mano, e i piedi” su “cui facevo sorgere piccoli passi/ di scrittura.”
I luoghi dell’anima e della scrittura sono congiunti in attimi d’infinito di “risveglio” di “sentimenti/ resi secchi nei vicoli/ assolati dell’età matura”. La musica ritrova qui il gioco degli ossimori, tra luoghi che esaltano le loro metafore del tempo, per farle risaltare in immagini metonimiche del proprio percorso di vita, di tempo della memoria e dell’inconscio, sempre passato e sempre presente, nella illusione dell’anima di riprenderlo, mentre l’impietoso avviso dell’Io scandisce: “antica realtà che si allontana”, rimanendo sfondo e ombra di vita che “per sempre le hai donato”.
Sono perciò “Due vivencie” – dallo spagnolo, vivenciar, eco di sperimentazione diretta e profonda del percorso espressivo di Maria Pia, da Le Moradas, del 10996, a Saudade, del 2024. “Due vivencie” che “alla pari si fronteggiano”, e “non parlano la stessa lingua”, mentre intonano e danzano con “un mantra animale” di un “corpo intero” e sotto un unico cielo.
È la complessità della vita e dei suoi linguaggi che “scruta dentro l’anima” e i suoi continuamente ripresi e perduti “algoritmi”, quali Rolando Toro cerca di far vivere nelle “figure” della sua “biodanza”.

Adam Vaccaro

One comment

  1. Laura Cantelmo ha detto:

    Accogliamo com gioia questo percorso d rinascita del poetare passato, ma sempre vivo e intenso di Mariapia, segno della sua incrollabile volontà di parlare e di commuovere. Grazie ad Adam per la sua brillante nota.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Benvenuto

Sei sul sito di Milanocosa, l'associazione culturale che svolge attività di promozione culturale secondo criteri di ricerca interdisciplinare con l'obiettivo di favorire la circolazione e il confronto fra linguaggi, ambiti e saperi diversi, spesso non comunicanti tra loro. - Libri