Anticipazioni
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Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo.
Redazione di Milanocosa
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Testi inediti di
Giuseppe Spinnato
Con Nota di lettura di Margherita Parrelli
Nota di poetica
Si tratta di alcuni testi che compongono il nucleo iniziale di un nuovo progetto poetico pensato come una zona di sosta e passaggio rispetto ad Alfabeto di sutura. L’idea è quella di una raccolta che si soffermi sul rapporto tra materia, memoria e forme, nell’intreccio tra affezione e distacco, con un approccio che mescoli moduli espressivi più ‘materici’ a spiragli di maggiore apertura e levità, linguistica e tematica. Un altro nucleo tematico insiste sulla coniugazione tensiva tra due aspetti, l’esigenza di abitazione in un paesaggio mobile e frammentato da un lato e dall’altro un’esigenza di semplificazione, distensione, comprensione sintetica, integrazione lirica, restituzione al linguaggio. Allo stesso modo, la raccolta tenta di indagare poeticamente il punto di innesto tra corporalità e tensione verticale.
Giuseppe Spinnato
I
Eeny, meeny may moo…
Un ricamo di lama
a vivo sulle spalle,
– tu dicevi carezza –
era dolce morire di spavento,
la filastrocca delle ossa bruciate,
– m’innamorava un accento straniero
a filare le sillabe inventate –
il neropece che a mare tra i sassi
ci sporcava le dita, tra le alghe
ci giurava resurrezione.
II
Una statua di sale
è il prezzo del voltarsi,
un sonaglio cucito
sulla pelle dei fianchi,
che tintinna nel buio,
nel dedalo infestato
dalle bocche dei morti
che implorano la terra,
da tutti quei fantasmi
con cui è dolce giocare.
III
Come tagliare una treccia, il cordone
che ora nutre, ora strozza:
fino alla feccia bevemmo l’infanzia,
troppa era l’ira dello svezzamento,
pietra di sale incastrata nel petto,
ad assetarci di gioia a dispetto
della vertigine aprica dei campi,
a rubarci il sussurro che leniva,
che stordiva ogni male,
a intorbidirci le facce di mota
nelle pozzanghere colme di azzurro.
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Nota biobibliografica
Giuseppe Spinnato è nato a Palermo nel l985 ed è attualmente docente di Lettere nei Licei. È dottorando in Studi classici per la Contemporaneità presso l’Università degli Studi di Palermo. È autore di alcuni contributi critici nell’ambito della letteratura latina. Il suo primo libro di poesie, Alfabeto di sutura (2026), è edito da La Vita Felice.
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Nota di lettura
La moglie di Lot non ha nome. La moglie di Lot non esiste che per il suo essere di Lot. Il suo corpo è una presenza evocata, chiamata a essere simbolo negativo della disubbidienza. Il suo bisogno di accertarsi cosa stesse accadendo al luogo delle sue memorie è punito e lei diviene statua di sale. Sale infruttuoso, corpo sterile di donna.
Non si ha diritto a memorie se Dio lo ordina? Non esattamente, si ha diritto a conservare memorie, ma non quello di tornare nel luogo dove si sono originate. Le memorie sopravvivono alla distruzione dei luoghi, le memorie vivono in noi, nel distacco dalla materia assumono altre forme, sono “sonaglio cucito / sulla pelle dei fianchi”.
Il prezzo del voltarsi è la fine della forma che abbiamo avuto fino al momento prima, è una punizione che ci azzera, ci ricorda Giuseppe Spinnato, ma l’azzeramento è solo della forma iniziale materica, oltre ha inizio l’arte della memoria e con essa della dimenticanza, della sovrapposizione, della traslitterazione.
Queste tre liriche inedite, dice Spinnato nella nota poetica, faranno parte di una raccolta futura che vuole essere sosta di riflessione per indagare su materia, memoria e forma.
Una memoria che sembra risalire al tempo dell’infanzia, un tempo declinato nella dimensione del noi, nel quale l’esperienza si tinge di immagini che rimandano a un mondo carico di simbologie, con una elevata densità psichica.
Nella tensione tra frammento e sintesi, frammento come condizione di partenza e sintesi come aspirazione, si intravede un primigenio nel quale gli opposti si accompagnano, gli ossimori sono rafforzativi e le filastrocche inventate conducono in un universo spaventevole, che pure lascia spazio a un ritrovamento, a una sorpresa, a una resurrezione, all’azzurro raccoltosi in una pozzanghera.
Margherita Parrelli

Ringrazio tutta la Redazione per aver dato spazio a questi inediti, e in particolar modo Margherita Parrelli per la sua nota di lettura, che ha colto con acume e delicatezza alcuni nodi fondamentali. Grazie!
Tre inediti che lasciano in attesa interessata