Anticipazioni-Anna Maria Curci

Pubblicato il 18 aprile 2017 su Anticipazioni

Anticipazioni
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Progetto a cura di Adam Vaccaro, Luigi Cannillo e Laura Cantelmo – Redazione di Milanocosa

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Anna Maria Curci
Quartine per un numero primo
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Con un commento di Luigi Cannillo

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Gli otto testi qui proposti sono tratti da una raccolta di oltre centotrenta quartine di endecasillabi – quartine per un numero primo, appunto – che costituiscono il diario di oltre tre anni, a partire da gennaio 2014, di ricerca ed esistenza, di stupore e disappunto che si alternano e si affiancano nel guado, condizione permanente . La forma chiusa così come l’ampiezza contenuta sono espressione del mio modo di ripensare realtà, anticipazioni, ricordi, visioni e, allo stesso tempo, della scelta di dare una cornice rigorosa allo sfogo del cuore e alla rivolta della mente. Si alleano così indole e determinazione, ben consapevoli del rischio di optare per una forma esplicitamente tradizionale e di restituire un contenuto intenzionalmente inattuale. Perché assumo questo rischio? Semplicemente, e senza tanta retorica, per due motivi: in primo luogo perché è in questa forma conclusa che pensieri, motti di spirito e moti dell’animo si presentano alla mia coscienza, in secondo luogo perché l’impalcatura regolare impone riflessioni, soste, dà spazio e respiro – anche quando sceglie di contenere lo spazio, di trattenere il respiro – alla mente che discerne così come al cuore che serba e seleziona memoria.
Anna Maria Curci

LXXIII
Per note voci inquadrate e ammansite
sento che furoreggia l’entusiasmo.
Cantavano una volta a gola piena.
Non è più il tempo del bastian contrario.

LXXIV
Vi hanno trattato con i diserbanti,
parole care, “i miei paracadute”.
Ma nei giorni di blocco a targhe alterne
di contrabbando uscite a folleggiare.

LXXV
Come tenente Drogo dei refusi
presidio una fortezza smantellata.
Le orbite, un retino da farfalle
bucherellato, non acchiappa niente.

LXXVI
Senza uno straccio addosso, neanche un verso,
mi lascia, sempre ingorda, la paura,
come quegli impettiti soldatini,
spezzati dentro e fuori sorridenti.

LXXVII
Fammi essere Antigone, ti prego,
se ancora a questo gioco vuoi giocare.
Io raccolgo le spoglie abbandonate.
A te lascio i trofei da conciatore.

LXXVIII
Come a un calzino rivoltato in dentro
vado tastando buchi e cuciture
a te, mistero, decriptato a sbafo,
che ritorni per essere incompreso.

LXXIX
Mi desto di buon’ora per recarmi
fino al mercato di consolazioni.
Le trovi lì, verdure non mondate.
A quale prezzo si concederanno?

LXXX
Chi ci trascende ha fame e reca amore,
non è mai sazia la sua compassione.
Ma noi lo apparecchiamo a nostro agio
o scegliamo il rancore imbellettato.

Notizia Biobibliografica
Anna Maria Curci è nata a Roma, dove vive e lavora. Suoi testi sono apparsi in riviste, in antologie e su lit-blog. È nella redazione del blog “Poetarum Silva”, della rivista trimestrale “Periferie” e del sito “Ticonzero”. Ha pubblicato in rete traduzioni da testi di diversi autori, prevalentemente di lingua tedesca. Sono pubblicate in volume dalla casa editrice Del Vecchio sue traduzioni di poesie da: Lutz Seiler, La domenica pensavo a Dio / Sonntags dachte ich an Gott (2012), del romanzo Johanna di Felicitas Hoppe (2014), di poesie da: Hilde Domin, Il coltello che ricorda (2016). È in uscita, per le edizioni Canopo, la sua traduzione del racconto I fortunelli di Felicitas Hoppe.
Sue sono le raccolte di poesia: Inciampi e marcapiano (LietoColle 2011), Nuove nomenclature e altre poesie (L’arcolaio 2015).

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Nota di lettura

Le forme chiuse, come la struttura della quartina, possono esprimere attraverso la sintesi e le scelte di metrica una potenza implosa, un processo colto nella sua circolarità. Il pensiero concluso che ne deriva può assumere quindi – pur con l’allusività insita in poesia – un tono assertivo, la perentorietà di un aforisma e divenire elemento sapienziale. Anche le quartine di Anna Maria Curci si esprimono nel segno del rigore, attraverso il quale si presentano alla coscienza “pensieri, moti di spirito e moti dell’animo”.
Un importante elemento distintivo di questo estratto dalle oltre centotrenta quartine è che, a partire dal gennaio 2014, esse costituiscono un diario nel quale evidentemente si sono alternati sollecitazioni, eventi e stati d’animo diversi. Ma, insieme alla regolarità della scansione temporale, è proprio la struttura metrica della quartina a conferire all’esercizio quotidiano rigore e continuità nella necessaria sintesi.
Così affiora nei versi la paura che ci atterra indifesi, ma anche il coraggio e la pietà di Antigone. Si ripresenta il mistero, che ritorna alla nostra incomprensione. Viene rievocata la memoria di antichi entusiasmi e del loro rifluire ammansito. Ma le sintetiche annotazioni, gli endecasillabi della tradizione sono lontani da una evocazione nostalgica del tempo che trascorre e fa confrontare l’autrice con la battaglia del quotidiano: il tono è spesso caustico e sarcastico e non risparmia nemmeno le “parole care” che sembrano cercare una nuova libertà: “Ma nei giorni di blocco a targhe alterne/ di contrabbando uscite a folleggiare”

Luigi Cannillo

One comment

  1. Anna Maria Curci ha detto:

    Torno a ringraziare “Milanocosa” per l’ospitalità e Luigi Cannillo per la sua lettura.

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